Varese

Varese, Nei racconti di Emiliano Bezzon il fascino noir della Città in un giardino

Da sinistra Galimberti, Bezzon e Zanzi

Da sinistra Galimberti, Bezzon e Zanzi

Davvero varesina doc la presentazione, in Salone Estense, del volume “I delitti della ‘Città in un giardino‘”, una serie di racconti gialli firmati da Emiliano Bezzon, prima Comandante della Polizia locale di Varese e ora, nello stesso ruolo, nella città di Torino.

Un volume che è stato presentato dal vicesindaco Daniele Zanzi e che è stato pubblicato da Pietro Macchione nella collana “I Gialli”.

Sei racconti affrontano delitti e indagini ambientati da Bezzon in altrettanti “location” della nostra bella città. Davvero varesino doc un volume che si muove, con sapienza narrativa e gusto per il “plot”, tra l’Isolino Virginia e Villa Mirabello, Piazza della Motta e Ville Ponti, Campo dei Fiori e Sant’Ambrogio. Il settimo racconto è invece dedicato alla vicina metropoli, omaggio all’indimenticabile Fabrizio Canciani, scrittore, artista del teatro-canzone, cantautore.

Ma tornando a Varese, tra Bezzon e Zanzi si è dipanata una chiacchierata divertente, segno che non è sempre detto che cultura faccia rima con noia. Lo stesso sindaco Davide Galimberti è intervenuto in apertura chedendosi, con un sorriso, quali saranno le metamorfosi del Bezzon narratore della nostra città in un contesto tanto diverso come Torino.

Daniele Zanzi si è mostrato lettore attento e scrupoloso. Non si è dimenticato di qualche errore commesso precedentemente dal giallista (qualche confusione tra Villa Giulia e Villa Augusta). Ma soprattutto, in una sorta di gioco, Zanzi ha svelato ciò che di vero nascondevano, sotto mentite spoglie, personaggi e luoghi presenti nella raccolta di racconti firmati da Bezzon.

E’ piaciuto al vicensindaco rimarcare come nei racconti si incontrino un giardiniere assassino (parente stretto di un botanico come Zanzi) e un sindaco assassinato (sindaco non avvocato come Galimberti o Fontana, ma architetto) nello splendido Isolino. Anche i luoghi sono stati evocati con dovizia di dettagli, ma anche un po’ ribattezzati: Bezzon ha chiamato il Virginia “Isolino delle meraviglie” e il suggestivo Falò come “Il falò delle vanità”, quest’ultimo titolo omaggio al grande Tom Wolfe, scrittore americano, un raffinato citazionismo caro a Bezzon, che ha dedicato il suo ultimo romanzo all’enigmatico Herman Hesse.

Quanto poi ai personaggi, sono stati citati alcuni ex colleghi del Comando della Polizia locale (molti presenti all’iniziativa dell’ex comandante), ufficiali donne dell’Arma e altri ancora. Non sono mancate neppure le assessore della giunta Galimberti (leggi Strazzi e Buzzetti), con il loro “terrore negli occhi” nella visita al Grand Hotel Campo dei Fiori, allora set del remake di “Suspiria”.

Da parte sua, il giallista che, con la raccolta di racconti, ha attribuito un omaggio alla nostra città, si è detto felice di tornare a Varese, confessando che la città si presta assai bene, con la sua bellezza e i suoi luoghi, ad essere ritratta da uno scrittore. Sia pure alla ricerca di efferati assassinii e alla scoperta di credibili moventi. Da bravo poliziotto, da ottimo scrittore.

 

17 dicembre 2017
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