Varese

Varese, Giannantoni: quando il fascismo portò i giovani alla catastrofe

Lo storico Franco Giannantoni

Lo storico Franco Giannantoni

Caro Direttore, grazie per aver ricordato la presentazione del bel libro edito da Lativa di Giuseppe e Gianandrea Redaelli, autori Ernesto Restelli e Aldo Tronconi sulla scuola fascista dal titolo “Il miraggio dell’italiano nuovo”, il tentativo fallito di Mussolini di “fascistizzare” l’istruzione nel Paese, tentativo che comunque lasciò tracce profonde dell’animo di migliaia di giovani illusi dalla propaganda del regime.

Ne parlò anni fa Ruggero Zangrandi nel suo famoso volume “Il lungo viaggio attraverso il fascismo”. Soprattutto di questi tempi in cui gruppi di giovani sconsiderati, che ignorano la tragedia di quegli anni, inneggiano al duce e alle sue imprese, il libro ha un carattere didattico di grande efficacia: mostra come allora si potesse illudere un ragazzo trascinandolo non sulla via della speranza, della vittoria e dell’Impero ma in realtà della catastrofe e della morte.

Sarebbe interessante e importante che l’Editore che con il libro festeggia il 90esimo di vita della prestigiosa Azienda stampasse in forma popolare questo libro e lo diffondesse nelle scuole. Sarebbe un atto generoso e forte, di grande impatto sociale. un modo per lasciare un segno profondo della Lativa fra la gente.

Un esempio può servire a inquadrare meglio il tema. Uno di quei ragazzi, il varesino-valcuviano-luinese Marco Giani, 24 anni, ex studente del Liceo classico “Cairoli”, laureato in Giurisprudenza, fra il 1941 e il 1942, tenente alpino del battaglione “Susa”, fu impiegato in Montenegro in una guerra sporca e dimenticata. “Schifosa” scrisse un alpino in una lettera censurata dai Comandi italiani di Pirzio Biroli e ora depositata nell’Archivio dell’Università di Cettigne. L’intervento in Montenegro doveva essere una passeggiata. Marco Giani come i suoi compagni la affrontò certo delle parole d’ordine del regime.

In quella terra povera ma libera, fatta di gente orgogliosa, vide in realtà massacri, deportazioni, fucilazioni, incendi di villaggi, stupri. Quando tornò buttò quei libri nel dimenticatoio, e nel settembre del 1944 nelle fila della Divisione partigiana “Valdossola” di Dionigi Supertt, combattè per la libertà. Il 13 settembre 1944 morì’ sul monte Orfano sopra Gravellona Toce contro i nazifascisti per l’Italia repubblicana.

Franco Giannantoni

15 dicembre 2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs