Cultura

Cultura, Alberto Lavit: coinvolgere privati e associazioni per il bene della città

Aberto Lavit

Aberto Lavit

Il quotidiano on line Varese Report guarda da sempre alla cultura come una stella fissa. Cultura dal punto di vista della nostra città, del nostro territorio. Abbiamo dunque pensato a realizzare un giro di opinioni sulla cultura a Varese. Dopo l’intervento di Bruno Belli (“Cultura a Varese citando Montale”), e quello di Dino Azzalin (“Riqualificare la città con la stella fissa della bellezza), la nostra testata ospita le considerazioni di Alberto Lavit, fotografo e gallerista. Altri interventi seguiranno e, magari, perchè no, anche una riflessione pubblica…

 

Un pensiero sulla gestione della cultura nella città di Varese. Si avvicina il santo Natale e come ci hanno insegnato bisogna essere più buoni, generosi nella lode, cauti nella critica, guardando a costruire e non a distruggere.

Vi dico subito che sarò molto più semplice, in questa mia letterina, rispetto a chi mi ha preceduto (Belli ed Azzalin) e che mi ritengo un uomo socratico, che sa di non sapere. Il cambiamento culturale è sotto gli occhi di tutti e generico . La cultura non è più quella degli anni passati . Gli studi, i professori di oggi sono , per la maggior parte , figli di un mondo diverso con abitudini ed esigenze diverse . Gli allievi di oggi saranno gli insegnanti di domani e così la cultura cambierà di continuo.

Chi sono io per parlare? Sono fotografo e titolare di uno spazio eventi con galleria d’arte e presiedo l’associazione culturale Parentesi . Cosa ho fatto con il mio gruppo ? Cito poche cose che forse s ono state più visibili di altre: abbiamo portato 12 grandi sculture rosse di Giuliano Tomaino , per due mesi , in piazza Montegrappa con la curatela del l’archistar Mario Botta; abbiamo installato un idolo metallico, alto tre metri, di Paolo Fiorellini sul la balconata della Torre Civica; abbiamo posato Equity, due imponenti strutture metalliche di Sandro Del Pistoia nel parterre dei giardini pubblici , durante i mondiali di calcio; abbiamo creato L’orto d’arte in via Bagaini 20 dove a rotazione hanno esposto le loro opere open air una quindicina di artisti; abbiamo permesso la realizzazione di un grande murales 16×6 metri “contro l’indifferenza” al giovane artista milanese Marco Peduto; abbiamo donato una scultura alla città che fa mostra di sé lungo il viale Europa e organizzato tanti tantissimi eventi e mostre nella nostra sede di via Uberti 42.

Tutto ciò sempre a costo zero per l’amministrazione comunale. Sponsor privati e Fondazione comunitaria del Varesotto sono stati gli unici a credere in noi. Fatta questa introduzione , che non vuole essere pubblicitaria ma bensì conoscitiva , proviamo a parlare di cultura a Varese senza andare sui singoli progetti ma rimanendo sul generale.

Alle precedenti amministrazioni ho sempre rimproverato la mancanza di un progetto futuro per la città e per la sua cultura, ho sempre pensato che viaggiassero a vista. Di contro , però, erano presenti e con loro era possibile dialogare in modo propositivo e costruttivo.

Con l’attuale governo della città trovo che sia finalmente presente un progetto a lunga e valido, incentrato su quello che c’è e che vale. Sviluppare Nature Urbane ha un senso ( magari cambiando questo nome orribile!) perché la città gode veramente di un TESORO VERDE che va valorizzato e che può far da fulcro al rilancio culturale della città, a dire il vero assai assopito. I cassetti dovrebbero essere oramai sistemati, le idee chiarite, i traslochi fatti, l’esperienza del numero zero fatta, che si parta allora !!! Ma ch e si parta con i cittadini però! Non si possono lasciare isolati senza coinvolgerli.

La città è fatta dai cittadini , con i cittadini e per i cittadini. L’arroganza del potere non può prescindere dal coinvolgimento di quanti vogliono partecipare al bene comune. E partecipare al bene comune non vuol dire ricavarne utili personali, ci si può dedicare ad esso anche solo per il piacere di fare.

Chi gestisce la cultura ed il turismo in città deve coniugare il lungo periodo con la gestione del quotidiano, perché a Varese esiste un quotidiano che si muove come un formicaio da lunedì a domenica e che quindi va supportato tutta la settimana e non solo dal martedì al venerdi mattina.

Chi gestisce la cultura ed il turismo deve ascoltare attentamente la città, per muoversi meglio, per far girare meglio la macchina che c’è, e non per abusare del potere ma bensì per farne buon uso. Chi gestisce la cultura ed il turismo deve pensare che esiste anche un presente prima del futuro, che va gestito nel migliore dei modi, perché domani gira il vento dalla parte opposta e la prossima amministrazione distruggerà quanto fatto da quella di oggi, sempre a discapito del cittadino, assetato di cultura e desideroso di avere una città DA VIVERE.

Gli amministratori che a rotazione si sono affacciati da noi ci hanno sempre ricordato che la città ha fame di quanto proposto dai privati e dalle associazioni, che il comune non ha fondi e che, quindi, ben vengano le iniziative a costo zero per le casse comunali.

Scrive un consigliere di maggioranza: “In questi anni di scarse iniziative amministrative, la presenza di quei soggetti che vogliono rendere viva la nostra città, è stata fondamentale. Per tale ragione crediamo sia giusto andare incontro alle loro esigenze e semplificargli la vita”.

Allora ascoltatele queste associazioni e questi privati per favore ! Se il compito assegnato al dirigente è solo quello di portare avanti grandi progetti e sistemare l’organizzazione della macchina cultural-turistica , allora affiancategli un vice , che conosca la città e che sia vicino a noi e tra la gente.

Provate ad immaginare ad esempio un assessore ai lavori pubblici che lavori solo per le stazioni e lasci in disparte il centro città, oppure un assessore allo sport che guardi solo al calcio, o un assessore all’istruzione che prende in considerazione solo le scuole primarie! No, si deve cambiare registro al più presto.

Per quanto ci riguarda, proviamo a riproporre il nostro contributo disinteressato alla città, per ora malamente ripudiato. Le idee e la voglia non ci mancano , ma per favore , non metteteci il bastone fra le gambe , abbiamo voglia di correre.

Alberto Lavit

13 dicembre 2017
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