Lettere

Soldi a parrocchie, cosa dice la legge

frateeeeIn effetti la Legge Regionale 12 del 2005 (Legge per il governo del territorio), al Capo III°, Articoli 70-71-72-73, ha “riscritto” il Concordato.

Sebbene questo genere di “favore” sia previsto per tutte le confessioni religiose che abbiano i requisiti e le condizioni indicate ai numeri 2 e 3 dell’art.70, appare evidente che intento del legislatore fosse quello di avvantaggiare la Chiesa Cattolica alla quale è destinato in via esclusiva il primo commache così recita:

“1. La Regione ed i comuni concorrono a promuovere, conformemente ai criteri di cui al presente capo, la realizzazione di attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi da effettuarsi da parte degli enti istituzionalmente competenti in materia di culto della Chiesa Cattolica”.

Altra particolarità della Legge che non può sfuggire all’attento lettore, è il fatto che sia stabilito che l’8% delle somme riscosse per oneri di urbanizzazione secondaria sia la misura minima che ogni Comune dovrà accantonare nel previsto fondo; non solo, il fondo potrà essere incrementato secondo quanto stabilito nella seconda parte dell’art.73, n.1, che così recita:

“1. ………… Tale fondo è determinato con riguardo a tutti i permessi di costruire rilasciati e alle denunce di inizio attività presentate nell’anno precedente in relazione a interventi a titolo oneroso ed è incrementato di una quota non inferiore all’8 per cento:
a) del valore delle opere di urbanizzazione realizzate direttamente dai soggetti interessati a scomputo totale o parziale del contributo relativo agli oneri di urbanizzazione secondaria;
b) del valore delle aree cedute per la realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria;
c) di ogni altro provento destinato per legge o per atto amministrativo alla realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria”.

Sto seriamente pensando di fondare una setta per andare a battere cassa.

Giulio Moroni

11 dicembre 2017
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2 commenti a “Soldi a parrocchie, cosa dice la legge

  1. giovanni dotti il 13 dicembre 2017, ore 19:26

    È nei dettagli che si nasconde l’imbroglio. Del resto siamo un paese cattolico, va bene l’8 per mille, ma l’otto per cento mi sembra un pó troppo.

  2. Angelo Brunetti il 15 dicembre 2017, ore 08:27

    Caro Giovanni Dotti, come non ricordare i tempi durante i quali Varese raggiunse il suo massimo splendore, tra il 1870 ed il 1914 quando ad amministrarla c’era gente preparata, laica, perfino repubblicana ed anticlericale. Non c’è memoria. Chi ricorda il Sindaco bustocco di Varese, Ugo Scuri? Rinaldo Arconati, Giuseppe Bolchini, Luigi Borri….? Gente che alle chiese non aveva bisogno di dare nulla per avere ” aiuti ” in cambio, come il Concordato di Mussolini e poi quello di Craxi, insegnano.

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