Varese

Varese, Il miraggio dell’italiano nuovo, dibattito sul libro di Restelli e Tronconi

Una delle immagini del libro

Una delle immagini del libro

Mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 21 presso la sede Varesevive, Via S. Francesco 26 – Varese si terrà la presentazione del libro”Il miraggio dell’italiano nuovo” di Ernesto Restelli, autore del testo che riporta stampe a colori dell’epoca che Aldo Tronconi ha raccolto nel tempo. Il volume è edito da Lativa.

Alla presentazione interverranno Ernesto Restelli, Aldo Tronconi, Franco Giannantoni, Studioso della Resistenza e dell’Italia repubblicana, Enzo R. Laforgia Presidente dell’Istituto della storia della resistenza e componente del direttivo provinciale dell’A.N.P.I., Franco Maccagnini Docente di Storia e Filosofia.

Il prezioso e curioso libro illustra con efficacia l’itinerario iniziale compiuto dal regime, con un racconto che ripercorre la storia di un ambizioso progetto politico-culturale che non era stato semplice da realizzare. C’erano sul suo cammino ostacoli impegnativi e non bastava certo la grandiosa attività pubblicitaria che il regime aveva messo in campo per poterli superare.

“Il sogno cullato da Benito Mussolini era che la scuola si trasformasse in una possente officina culturale per definire le fattezze di quell’uomo nuovo in grado di raggiungere gli obiettivi compresi in quel vangelo laico rappresentato da Libro e moschetto, sintesi dello studio e dell’istruzione militare e parte fondamentale della vita scolastica. Ma era soprattutto dai banchi di ogni scuola d’Italia che il progetto politico fascista doveva dare i suoi frutti, germogliando fra le giovani generazioni sino a coinvolgere l’intera comunità nazionale. Dalle scuole gli studenti dovevano uscire virili, disciplinati, robusti, agili, generosi, coraggiosi, temprati all’arte della guerra, pronti agli appuntamenti con la Storia. La Rivoluzione fascista era dietro l’angolo che li aspettava a braccia aperte per costruire l’Impero. Una solenne ubriacatura destinata a una fine ingloriosa. Dal momento che le vecchie generazioni non potevano certo essere facilmente ‘fascistizzate’, lo Stato mussoliniano aveva rivolto alla scuola una grande attenzione profondendo i suoi sforzi in una imponente propaganda attraverso una pioggia di decreti ministeriali, circolari prefettizie, disposizioni di presidi e direttori didattici. Un autentico ginepraio dentro il quale era stato difficile operare…” (dalla Presentazione di Franco Giannantoni).

7 dicembre 2017
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