Varese

Varese, Lago di Varese e suo risanamento, il Pd Mirabelli chiede a che punto siamo

Il Lago di Varese (foto realizzata in esclusiva per Varese Report)

Il Lago di Varese (foto realizzata in esclusiva per Varese Report)

Con un’interrogazione presentata in Consiglio comunale di Varese questa sera, il consigliere Pd Fabrizio Mirabelli richiama l’attenzione sulla salute del Lago di Varese. Oggetto dell’intervento del consigliere di maggioranza, la riattivazione dell’impianto di prelievo ipolimnico del lago di Varese.

Mirabelli ricostruisce la storia degli interventi per il Lago. L’avvio del degrado del lago di Varese, il quale rappresenta un prezioso patrimonio ambientale e turistico per la nostra città, risale all’inizio degli anni Sessanta. Nel 1962, l’Istituto Idrobiologico di Pallanza dimostrò il suo grave stato d’inquinamento a causa dell’eccessiva presenza di sostanze nutrienti riversate da scarichi incontrollati, e nel 1986, prese avvio l’impianto di depurazione a Gavirate, sulla sponda destra del fiume Bardello, affidato alla gestione di Sogeiva. Infine nel 1994, la Provincia affrontò il problema, incaricando il Centro Comune di Ricerche di Ispra di uno studio per un progetto d’intervento diretto sul bacino le cui strutture vennero finanziate, con una spesa complessiva di 8. 593.200.000 di vecchie lire.

Le attività di risanamento, suscitando grandi illusioni, cominciarono il 31 maggio 2000 e, nel corso del primo anno, tramite l’impianto di prelievo ipolimnico, furono asportati dagli strati più profondi del lago (circa venti metri) quasi 32.000 chilogrammi di fosforo e azoto e immessi, tramite le stazioni d’ossigenazione di Bodio Lomnago, Cazzago Brabbia e della Schiranna di Varese, 495.000 chilogrammi di ossigeno visto che l’impianto di prelievo ipolimnico restò in funzione dal 2000 al 2003, non risultando decisivo, come dimostrano le successive proliferazioni di alghe maleodoranti e morie di pesci.

Per il definitivo risanamento del lago, nel periodo 2004/2005, furono spesi, complessivamente, altri 4.268.240,42 di euro, per la realizzazione di manufatti, attraverso fondi derivanti da finanziamenti statali, 103.291,38 euro quale contributo della Provincia al completamento e alla miglioria delle opere impiantistiche e 50.650 euro, attraverso finanziamenti con fon di propri, indirizzati all’Osservatorio del Lago di Varese per la valutazione dei risultati del progetto di risanamento e per l’individuazione di nuovi interventi.

Oggi, sembra che la Provincia, l’Associazione dei Comuni rivieraschi, il Comitato Tecnico Scientifico e quello Direttivo dell’Osservatorio del Lago di Varese, in base ad un accordo stipulato nel 2016 con la Regione, stiano conducendo una serie di approfondimenti tecnici per valutare lo stato di funzionamento dell’impianto di prelievo ipolimnico in vista di una sua eventuale riattivazione.

L’interrogazione chiede al Sindaco e alla Giunta 1. quali risultati abbia prodotto, complessivamente, l’impianto di prelievo ipolimnico, tra il 2000 e il 2003; 2. perché cessò la propria attività; 3. quali risultati abbia prodotto il progetto, allora previsto, di monitoraggio delle coste del lago; 4. quanto costa, oggi, complessivamente, la gestione della tutela/controllo del lago; 5. quanto costerebbe, oggi, l’eventuale riattivazione dell’impianto di prelievo ipolimnico; 6. quali sarebbero, per il suo tramite, gli obiettivi di qualità delle acque realisticamente raggiungibili; 7. se l’impatto di un prelievo che avviene su una piccola superficie di 100 metri quadrati di inquinante possa, credibilmente, essere considerato efficace a fronte di un rilascio su di una superficie di 7 km; 8. se, a venti anni di distanza dalla sua ideazione, non esistano soluzioni tecnologiche più innovative, più efficaci e, magari, meno costose; 9. se, a tale scopo, non sarebbe più opportuno dare vita ad un concorso di idee; 10. che cosa si sia fatto, dal 2003 ad oggi, per corsi d’acqua, dilavamento dei suoli e scarichi fognari i quali, secondo i dati delle stesse istituzioni preposte al risanamento, continuano a portare al lago quantità di azoto e di fosforo tre o quattro volte superiori a quelle naturali; 11. se, per caso, non si potrebbero ottenere risultati migliori eliminando l’acqua piovana che, dalle fognature, nel caso di piogge intense, va a finire nel lago; 12. se, nel nostro te rritorio, esistano ancora casi di immissioni di acque reflue non depurate; 13. se, prima di procedere, al fine di non ingenerare ulteriori illusioni e delusioni, concordino, sulla necessità che le istituzioni preposte facciano estrema chiarezza sullo stato di salute attuale del lago e sui risultati che ci si attendono dall’opera di risanamento.

30 novembre 2017
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3 commenti a “Varese, Lago di Varese e suo risanamento, il Pd Mirabelli chiede a che punto siamo

  1. Alberto Zambon il 2 dicembre 2017, ore 17:46

    Buonasera, mi e vi chiedo a cosa serva estrarre delle acque dal lago quindi “depurarle” e scaricarle nel fiume Bardello.
    Certamente le acque del fiume Bardello sarebbero piu’ pulite ma per il lago ci sarebbe “solo” il vantaggio di avere meno acque profonde con poco ossigeno (è già qualcosa).
    Secondo me le acque, se in tutto o in parte vengono depurate dovrebbero essere reimmesse nel lago, che ricordo è assai scarso di immissari.
    Segnalo anche che la azione delle acque profonde da sola ha un significato molto scarso se poi si continua a scaricare fognature, durante una qualsiasi piccola pioggia tutte le acque del collettore circumlacuale si scaricano nel lago, QUESTO E’ IL VERO MOTIVO per cui il lago non continua la sua azione di miglioramento, perchè è frenata dal continuo sversamento di fognature in particolare modo durante i periodi piovosi.

  2. santo cassani il 4 dicembre 2017, ore 09:26

    Permettetemi due parole, il prelievo ipolimnico con riversamento delle acque depurate non serve al lago di Varese e riverserà nel fiume Bardello una quantità di fosforo che non è abbattibile se non con costi enormi.
    Il principale inquinante del lago è il fosforo!!!!|
    Guardate le normative europee e le deliberazioni dell’ONU, grazie
    Santo Cassani

  3. martinelli silva il 4 dicembre 2017, ore 21:55

    Buonasera sig. Cassani, ma il fosforo presente in grande quantità nel lago di Varese da dove proviene?, purtroppo per lei il prelievo ipolimnico è già stato sperimentato nel lago di Varese e ha dato ottimi risultati, tanto che si è parlato anche di possibile rimozione del divieto di balneazione.
    Successivamente per varie motivazione tra le quali la parte economica non è stata la minore, il prelievo e l’ossigenazione delle acque sono state fermate e successivamente il lago ha iniziato una nuova fase di peggioramento della qualità delle sue acque.
    Una soluzione potrebbe essere quella di costruire un depuratore nella zona di Capolago per le acque di una parte di Varese e quando ripulite immetterle nel lago, lasciando tutta la parte rimanente del collettore circumlacuale ai comuni rimanenti (Casciago, Barasso, ecc..).

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