Lettere

Sharing economy e suoi pericoli

vareseooooo-CopiaLa sorpresa di scoprire sui giornali locali e nazionali che, anche recentemente, sul nostro territorio soggiornano dei terroristi, mi ha spinto a scriverle. Occupandoci di ospitalità, d a alcuni anni segnaliamo ad enti, giornali e sindaci del territorio, il pericolo insito nella nuova forma di sharing economy degli affitti brevi che la L​.R.​ 27/2015 ha cercato di regolamentare. ​

E​sistono regole e leggi ​per ​ lavor​are nel settore dell’ospitalità extralberghiera e degli affitti brevi ​ . Oltre alla legge statale, esiste ​infatti ​ anche la Legge Regionale ​​ di riferimento ​sopracitata ​ i 2 ​più importanti​ importanti, ​prevedono​ che ci sia un documento di inizio attività e che si seguano regole ben precise per la segnalazione degli ospiti alla Questura​ . ​

Un proprietario si alza al mattino e decide di ​pubblicare il suo immobile sui portali di intermediazione, le cosidette OTA – OnLine Travel Agency – senza porsi altre domande se non quali saranno i suoi guadagni.

Succede ​infatti che​, nella maggior parte ​del ​ migliaio di strutture “abusive” presenti nel Varesotto, questi obblighi non vengano rispettati mettendo a rischio la sicurezza generale e le questioni fiscali non assolte. Il caso emblematico è relativo all’ospitalità offerta a possibili terroristi in transito o anche stanziali sul nostro territorio, ma anche ai soliti pendolari delle rapine o altri.

Il fenomeno​ della sharing economy paralberghiera​ nasce dalla crisi immobiliare e, se vogliamo, anche dalle leggi dello stato che tutelano poco i proprietari che affittano a privati i loro appartamenti, e si sviluppa grazie alle multinazionali, con sedi in tutto il mondo, che pongono in vendita la condivisione dei nostri appartamenti vuoti. Succede ultimamente che anche le società immobiliari, per guadagnare di più sulle singole unità, seguono l’esempio dei piccoli proprietari, ponendo anch’esse sul mercato degli affitti brevi decine di case ed appartamenti a loro disposizione.

​Infatti un’altro grosso pericolo incombente ​a causa ​ d​e​ gli affitti brevi è che in questo modo si desertificheranno i centri delle città, perlomeno le più grandi, che non saranno più abitate da famiglie in affitto, ma solo da probabili turisti. E’infatti già successo a Berlino, New York, Barcellona e ora a Parigi, che i sindaci abbiano imposto decise limitazioni a questa forma di investimento.

In Italia è invece stata approvata una regolamentazione col D.L. 50 di quest’anno che però​ finora ​ il più grande player del settore si rifiuta di ottemperare​ e che, assurdamente, l’Antitrust abbia recentemente definito come come lesiva della concorrenza. Da esperto posso invece confermarle che il mercato immobiliare degli affitti brevi è al 90 %​ in vendita sui portali di queste multinazionali caraibiche. Fortunatamente la Questura varesina si rifiuta di accettare le ​ s ​ t​​ rutture non iscritte nel comuni di riferimento, invitando i richiedenti a seguire le procedure previste.

Quello che manca sono i ​ controlli ​ mirati ​delle strutture turistiche illegali ​ da parte di tutte le forze di controllo del territorio, per ristabilire la legalità e limitare il degrado degli appartamenti venduti a 18 euro a notte anche in centro a Varese. Da parte nostra, siamo a disposizione di coloro che vogliono ​regolarizzare la loro posizione ,​ ​ come previsto dal nostro statuto di associazione senza fini di lucro​ e​ ​ con la nostra competenza legata ad un decennio di attività nell’ambiente extralberghiero​ .

Alfredo Dal Ferro – Presidente Associazione BBVarese

29 novembre 2017
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