Lettere

La Sinistra che non c’è

Pierluigi Bersani MDP

Pierluigi Bersani MDP

Positivo è tutto quello che va in direzione dell’unità a sinistra e positivo è il fermento che c’è in quest’area, con il suo portato, anche, di una certa confusione e, parafrasando Mao, la situazione non è eccellente.

L’unità che si costruisce tra MDP, Possibile e Sinistra Italiana, con molti dissensi interni soprattutto in quest’ultima, non è certo sufficiente: mancano dei soggetti politici e mancano i “civici”, così ripresentandosi la questione mai risolta “partiti-movimenti”. Anche qesto spiega lo scollamento, la frattura molto profonda, difficilmente ricomponibile, tra politica e cittadini-elettori e spiega l’interruzione del percorso intrapreso con l’appello di Montanari-Falcone del 18 giugno al Brancaccio il cui spirito e intento – a detta di tanti anche interni ai partiti succitati – che andava portato avanti sì per la tornata elettorale ma anche, forse soprattutto, per il dopo le elezioni.

Oggi solo un pezzo di sinistra si unisce ed è tutta politica, non sociale e non largamente unitaria, quella che servirebbe per connettersi con il popolo, con chi non vota sinistra, vota altro o rinuncia al voto per disaffezione, disillusione, assenza di rappresentanza.

La situazione non è eccellente: il fermento – comunque positivo ma non unitario – produrrà più liste; c’è solo un orizzonte elettorale e non la visione lunga di un percorso; manca la radicalità necessaria come garanzia e assicurazione di non accordi e pastrocchi successivi di governo con il centro.

Da qui la necessità di una vera alternativa, necessariamente radicale. In questa direzione vi sono diverse opzioni in evoluzione, a cominciare dal “Brancaccio”, fermatosi ma con l’intento di ripartire; quel progetto – pur con la nuova situazione data – può riprendere corpo.

Un altro impulso forte in una certa direzione è venuto dal centro sociale ex-OPG “Je so’ pazzo” che mettono in campo, in tutta Italia, energie fresche di tantissimi giovani.

Opzioni diverse che potrebbero giungere a sintesi. In tanti – chi ha creduto nel Brancaccio e quanti hanno accolto l’appello “Potere al Popolo” dell’ex-OPG, uniti a chi non si riconosce nell’unità parziale e verticistica fin qui prodotta – possono costruisce quel progetto che manca, la “sinistra che non c’è”: aperta al basso, alla partecipazione reale e veramente democratica (una testa, un’idea, un voto), il più possibile unitaria (partiti-movimernti-energie individuali), di alternativa reale.

Vogliamo ripartire dal NO (e per questo ci ritroveremo in una grande assemblea il 4 dicembre a un anno esatto dal refrendum, anche per festeggiarne la vittoria) che diventa NOI, autoconvocato e, mancanti di rappresentanza, autorappresentati.

Giuseppe Musolino

 

25 novembre 2017
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