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Varese, Per l’assessore alla Cultura Cecchi dieci domande dei Concittadini

L'assessore Roberto Cecchi

L’assessore Roberto Cecchi

Ieri sera assessore a Cultura e Turismo di Varese, Roberto Cecchi, sotto esame (non particolarmente severo) nell’ambito dell’iniziativa dei Concittadini “10×9=Varese”. Un incontro che ha visto la presenza di un pubblico assai limitato, ma che è stato diffuso con una diretta via Facebook.

Un incontro molto atteso, soprattutto dopo l’indiscutibile successo del festival Nature Urbane, che Cecchi ha seguito con grande attenzione.

Un lungo colloquio di cui offriamo soltanto alcune pillole, consapevoli di non esaurire temi e contenuti delle risposte di Cecchi, alcune anche molto articolate.

Dieci le domande poste dagli organizzatori a Cecchi. A partire da quella che tutti i varesini si sono fatti appena è stata conosciuta la scelta del sindaco di affidarsi ad un esterno: “E’ la scommessa della vita – ha risposto l’assessore -. Il tema dei beni culturali è spesso stato marginale, ma io credo che possa diventare una vera molla di sviluppo sociale ed economico”.

Nell’incontro con Cecchi si è più volte rispolverato il documento Varese & Natura. Come nel caso della seconda domanda sul rapporto tra lago e Sacro Monte: “E’ un documento che rileva i valori che Varese possiede, un insieme di beni culturali e paesaggio, un patrimonio da valorizzare”.

Altra domanda sul turismo sportivo: “Anche qui – ha risposto Cecchi – stiamo facendo una ricognizione su ciò che esiste. Esemplare è il caso dei sentieri e dei percorsi al Campo dei Fiori al centro del festival Nature Urbane, un patrimonio da ottimizzare. Pensiamo alla palestra naturale che esiste al di là del Monte Tre Croci. In tutto questo possiamo poggiare sulla grande esperienza del CAI”.

Domanda dei Condittadini sullo stato del sistema museale: “40mila euro derivanti dalla bigliettazione è un risultato modesto. Ci sono musei come Villa Mirabello che, ben tenuti, sono carenti di elementi di attrattività. E poi ci sono limiti fisiologici, come nel caso del Castello di Masnago, che nasce come sistema di donazioni. Occorre allora creare un racconto nuovo, che sia in grado di rendere attrattivo e interessante il nostro sistema museale”.

Sulla cultura industriale e il suo recupero, Cecchi ha puntato sulla ricostruzione della gloriosa storia della nostra industria (dalla Cagiva all’MV Agusta), con la finalità di “restituire al territorio questa identità”. Invece sulla questione del Liceo Musicale di Varese, Cecchi ha rassicurato: “Il Comune mantiene inalterata la quantità di risorse investita nel Liceo”.

Una domanda sui tavoli di lavoro partiti all’indomani della presentazione del documento “Varese & Natura”: “Il festival Nature Urbane li ha stoppati, ma saranno presto ripresi”. L’assessore si è soffermato particlarmente sul tema del teatro al centro della domanda successiva: “Qui esiste un humus consistente, importante, composto da una trentina di soggetti. Voglio però ricordare che il Comune non ha ambizioni dirigistiche, e neppure ha la funzione di un bancomat a cui chiedere risorse. Il Comune vuole ascoltare e lavorare insieme. Con la prospettiva che, entro tre anni, in base all’Accordo di programma, sarà realizzato un teatro alla Caserma Garibaldi”.

Quanto poi al prossimo bilancio, in via di definizione, Cecchi ha confermato le risorse a disposizione della cultura e soprattutto ha sottolineato la volontà di dare seguito a Nature Urbane con una nuova edizione. E proprio al festival è stata dedicata l’ultima domanda, la numero dieci: “Abbiamo ricevuto giudizi più che lusinghieri: continuiamo su questa strada, con passaggi intermedi a primavera”.

 

22 novembre 2017
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13 commenti a “Varese, Per l’assessore alla Cultura Cecchi dieci domande dei Concittadini

  1. Emiliano il 22 novembre 2017, ore 12:18

    “Un incontro che ha visto la presenza di un pubblico ASSAI LIMITATO, ma che è stato diffuso con una diretta via Facebook.
    Un incontro molto atteso, soprattutto dopo l’INDISCUTIBILE SUCCESSO del festival Nature Urbane”

    Noto una lieve incongruenza tra “assai limitato” e “indiscutibile successo”. ;)

  2. Bruno Belli il 22 novembre 2017, ore 13:00

    Non capisco questa affermazione di Cecchi: «Con la prospettiva che, entro tre anni, in base all’Accordo di programma, sarà realizzato un teatro alla Caserma Garibaldi».
    Ma il Teatro non dovrà essere costruito nell’altro lotto? La «Caserma Garibaldi» è una cosa ed appartiene ad un lotto; il Teatro è un’altra ed appartiene al secondo lotto. Se non erro, mi risulta che non sia possibile costruire un teatro nella caserma, anche se fu una delle prime ipotesi della giunta precedente.
    A meno che non siano state cambiate le scelte senza che si sapesse, oppure che Cecchi non abbia ben chiaro il quadro di Piazza Repubblica e le destinazioni che erano state previste…
    Quale l’ipotesi che fa meno “rabbrividire” il lettore?

  3. a.g. il 22 novembre 2017, ore 13:25

    Nessuna incongruenza..il festival non riguardava soltanto il mondo politico (un soggetto del quale ha organizzato l’evento di ieri sera), ma l’intera città, provincia, regione ecc.

  4. a.g. il 22 novembre 2017, ore 13:27

    In effetti non è chiaro il punto…

  5. Bruno Belli il 22 novembre 2017, ore 13:31

    Solo il punto?

  6. Roberto Gervasini il 22 novembre 2017, ore 16:57

    Ero presente e chi si occupa di Cultura a Varese ha perso l’ennesima occasione per ascoltare in diretta e non leggere solamente una sintesi e per chiedere ed intervenire . Vista la presenza di pubblico si potrebbe dar ragione al sindaco Fontana che non si era avvalso di assessore alla Cultura. Non puo’ Varese Report in poche righe fare il sunto di quasi un’ora e mezza di intervento dell’Assessore, ma visto che qui dentro mi pare che si punti il dito su quanto affermato da Cecchi , che parlava a braccio, sul teatro, mi pare giusto aggiungere che lo stesso Assessore ha parlato di sensibile calo di presenze negli ultimi 3 anni nel Teatro di Varese e si è chiesto se puo’ essere solo un problema di programmazione. Interessante invece l’analisi sulle potenzialità dei Musei a Villa Mirabello e Castello di Masnago e i programmi futuri dello stesso Assessore per valorizzare le eccellenze. Si è dimenticato del Museo del Risorgimento e del fatto che Varese è città mazziniana e garibaldina e i nomi dello stradario lo dimostrano.

  7. Cesare Chiericati il 22 novembre 2017, ore 19:04

    Sul futuro della caserma Garibaldi e anche sulla riqualificazione di Piazza Repubblica è sceso un silenzio assordante,sarebbe il caso di tornare a parlarne per sapere a che punto è la notte di questa storia infinita. In primis dovrebbe farlo la giunta Galimberti che ha in mano il mazzo delle carte rimescolate da un ventennio

  8. a.g. il 22 novembre 2017, ore 19:05

    Abbiamo infatti sottolineato che una sintesi giornalistica è una sintesi. Una scelta di Varese Report di dare spazio alla cronaca della serata, certamente interessante e articolata, che non è stata seguita da altre testate. Ognuno fa le sue scelte….

  9. Giovanni Zappalà il 23 novembre 2017, ore 02:37

    Ricordo che un relatore del comune di Varese, esponente del neo sindaco, in una conferenza tenuta presso l’Aula Magna ospite dell’Associazione Culturale ‘Carlo Nasoni’, per quanto riguarda l’argomento ‘Caserma’ aveva comunicato che la costruzione militare sarebbe stata salvata e sottoposta ad un intervento di ripristino per ospitare la biblioteca e, a quel tempo, una serie di uffici non ancora definiti. A quale ‘Accordo di programma’ si riferisce l’Assessore alla Cultura’? E’ possibile che tutto quanto si è fatto, e mi riferisco ai due ‘Concorsi Internazionali’ ‘suddivisi in due lotti’ e i relativi progetti, sicuramente da rivedere, siano andati nel dimenticatoio? Torneremo a parlarne ancora per altri venti anni?

  10. Marco Massa il 23 novembre 2017, ore 18:07

    Quello che scrivono Cesare Chiericati e Giovanni Zappalà è sacrosanto e condivisibile.
    Non si sa più cosa si voglia fare in Piazza Repubblica. Tutto tace.
    Ancora una volta grazie a Bruno Belli, attentissimo ad ogni sfumatura del discorso, che sollecita, così, la dovuta attenzione e, speriamo, riaccenda il dibattito su Piazza Repubblica.

  11. ombretta diaferia il 23 novembre 2017, ore 19:07

    Il solo ascolto delle parole dell’Assessore Cecchi dà un’idea dell’ambizioso progetto strategico di coltivar cultura in seno alla cittadinanza. In questo mandato Galimberti ha avuto la fortuna di poter affidare la delega a chi la politica culturale la mastica, Nature Urbane ne è esempio!
    L’apertura che mostra verso gli aspetti più divisivi è dimostrazione pratica di cosa significhi politica partecipata anche in cultura: il comune non è un bancomat, è un tavolo di incontro!
    Certo, – figurarsi se non ho notato il neo -, cerco di seguire come l’Assessore comunichi ai cittadini la filosofia culturale che l’amministrazione locale sta “praticando”: il refrain renziano della “narrazione”, però, raccapriccia il mio orecchio!
    Eppur condivido la strada da percorrere nella nostra storia moderna, quindi quella industriale: è la cultura di cui il territorio è intriso.
    Repetita non iuvant: partirei dai sessant’anni di gemellaggio con Romans sur Isère, e per parlar di varesini che fan le scarpe, editori e tipografi…

  12. LauRoss il 29 novembre 2017, ore 18:01

    “…il comune non ha funzione di bancomat…” ma che frase infelice per chi fa e vive di cultura! L’Assessorato di Cecchi ha azzerato completamente ogni risorsa e i contributi di fine anno (2016) non sono ancora arrivati… e siamo a dicembre 2017!!! Vergogna…

  13. alberto lavit - pres. Associazione Culturale Parentesi il 30 novembre 2017, ore 11:51

    cara LauRoss purtroppo la mia previsione di tanti mesi fa, durante una assemblea pubblica in sala Montanari, si sta avverando. Ai tempi, mi sembra aprile, chiesi pubblicamente se i contributi 2016 alle associazioni, con tutti i loro cambiamenti, sarebbero saltati . Risposero assolutamente NO ! Ora, stamane il sig. Sindaco, alla mia ulteriore domanda in tal direzione, mi ha risposto se, secondo me, poteva aver senso che il comune distribuisse 100/200€ alle singole realtà associative. Quindi purtroppo, ritengo un miraggio tale speranza. Prepariamoci a chiederli cumulativi 2016/2017 cara LauRoss.

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