Varese

Varese, La Piramide di piazza De Salvo riparte con Karakorum

de salvoUn nuovo spazio riaperto ai cittadini e restituito al quartiere delle Bustecche a Varese. Si sono conclusi infatti i lavori di riqualificazione eseguiti dal Comune di Varese che hanno interessato la Piramide di piazza De Salvo. Un intervento di circa 60 mila euro per mettere a norma gli impianti, realizzare un nuovo bagno per disabili, rifare i pavimenti e risolvere i problemi delle infiltrazioni.

Tornerà a vivere dunque lo spazio delle Bustecche e lo farà grazie al progetto dell’associazione Karakorum che si è aggiudicata per 5 anni la gestione dello spazio dopo essere stata selezionata all’interno del bando promosso dal Comune di Varese.

“Abbiamo lavorato per restituire un nuovo spazio alla città e al quartiere che non fosse però solo un contenitore di eventi sporadici ma che avesse un progetto concreto a lungo termine – ha detto l’assessore Strazzi – La Piramide sarà animata grazie ad un progetto che coinvolgerà non solo il quartiere ma tutta la città”.

Gli obiettivi dell’amministrazione inseriti nel bando attraverso il quale è stata selezionata l’associazione sono stati infatti: una maggiore attenzione ai quartieri e all’importante ruolo del mondo associativo, favorendo la socializzazione, l’accrescimento culturale e la realizzazione di iniziative culturali e ricreative a favore dei residenti con grande attenzione ai giovani e anziani.

“La cultura è il motore di una città e la Piramide può davvero essere un punto di riferimento per il quartiere – ha dichiarato Roberto Cecchi, assessore alla Cultura – Questo luogo può fare da collante tra le diverse realtà e mondi associativi, e grazie alle iniziative essere uno spazio di confronto e condivisione da cui lanciare progetti di innovazione culturale e artistica: un vero e proprio laboratorio sperimentale. Una bella scommessa che aumenta il suo valore proprio perché realizzata da giovani”.

L’associazione Karakorum si occuperà ora dell’allestimento, della gestione degli spazi e della realizzazione di iniziative e percorsi di carattere culturale, ricreativo artistico e di socializzazione.

Si comincia il 15 dicembre con una tavola rotonda sul tema: “l’innovazione culturale incontra il territorio”. L’inaugurazione per tutti i cittadini e i residenti delle Bustecche sarà poi il 16 e il 17 dicembre con un ricco programma di iniziative per conoscere da vicino l’associazione Karakorum e scoprire i progetti per il futuro della Piramide.

9 novembre 2017
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5 commenti a “Varese, La Piramide di piazza De Salvo riparte con Karakorum

  1. Bruno Belli il 10 novembre 2017, ore 14:00

    Sono queste le «magnifiche sorti e progressive» della cultura a Varese nell’«Era Galimberti»? decisamente molto sotto le promesse fatte. La collinetta – parlare della classica montagna sarebbe fuori di luogo – ha partorito il topolino…

    Ma la gestione della «cultura» a livello amministrativo è sempre stata pressocchè peregrina. Al momento, è cambiato poco o nulla, rispetto agli anni precedenti.
    Tante le parole, pochi i fatti…

    A proposito, a fronte di questa notizia, è bene ricordare che il 31 ottobre ha chiuso lo spazio «Substrato» di Via Robbioni, sul quale sembrava che l’Amministrazione, con il consueto eloquio autoreferenziale, tenesse a puntare.
    Questi risultati sono la conseguenza che chi amministra non conosce a fondo il tessuto storico, sociale e culturale di Varese. Mancano di esperienza sul campo…

    «Mala tempora currunt», altro che propaganda e foglie di fico in stile «natural urbano» per coprire le nudità…

  2. Silvia Marotta il 10 novembre 2017, ore 17:17

    Il progetto e l’avvio dei lavori alle Bustecche ed in piazza De Salvo l’aveva avviato l’ex assessore di Destra, Stefano Clerici e grazie. ” Substrato” di Via Robbioni, guidato dall’arch. Ileana Moretti, è associazione privata che da privati aveva avuto in Comodato l’immobile per una breve durata, oggi terminata.Il Comune cerca di aiutarla. La Giunta Galimberti sta finalmente pensando ad una degna CASA per tutte le associazioni, concessa dal Comune di Varese. E’ poco? Grazie all ‘assessorato alla Cultura e non solo, in collaborazione col FAI e Villa Panza è stato avviato NATURE URBANE che ha avuto e avrà in futuro grande successo. Grazie al Volontariato e a UNI3 la Biblioteca Civica apre di domenica. Dove ancora? Ora riapre la Piramide alle Bustecche e Beghi farà buone cose perchè è bravo. Convergenze ha un programma notevole. Ricordo che nella prima Giunta Fontana l’Assessorato alla Cultura era stato abolito. Provvedeva Fontana. Mi pare che qualcosa sia cambiato, perlomeno nelle intenzioni. A Varese gli amministratori di 10 anni fa, figliocci di Tremonti, allora Ministro della Repubblica, eran convinti che ” Con la Cultura non si mangia “. La musica è cambiata, per fortuna,

  3. a.g. il 10 novembre 2017, ore 19:32

    Cara lettrice, dopo un anno di governo, tempo piuttosto breve per organizzare iniziative, consiglierei più prudenza nei giudizi relativi al fronte cultura. Certo nelle partite di calcio si è vincenti sia perchè si fanno più goal, sia perchè la squadra avversaria ne fa meno…La vera sfida? Coinvolgere il territorio su prodotti di qualità…non sarebbe poco…
    Il Direttore

  4. Bruno Belli il 11 novembre 2017, ore 11:06

    Grazie direttore per il tuo intervento che denota benissimo, come del resto mi aspettavo, che tu hai capito perfettamente il nocciolo della questione, cosa intendo quando scrivo, anche perchè sono anni che dico le stesse cose, fin da quando ero direttore di Thea negli ormai lontani anni 2006 – 2008.
    Mi piace soprattutto quel termine «qualità» che tu hai usato. Poi, non mi riferisco, come sembra intendere la lettrice, non so se in buona o in mala fede, all’apporto delle associazioni che c’è sempre state in varia misura. Esse hanno collaborato da sempre con le amministrazioni e le ritengo fondamentali per un progetto unitario che però deve partire dal Comune. E questo non si vede…

    Se, invece, ci accontentiamo di “tirarcela” solo perchè partecipiamo di alcune iniziative più o meno di qualità, più o meno legate, o slegate, fra di loro, allora va benissimo, ma non mi dicano che si siano fatti passi avanti. Era la stessa cosa prima.
    Magari ci si avvaleva di collaborazioni di associazioni più vicine al centro destra, ora al centro sinistra. Ma non è una questioni di credo politico, per la cultura, bensì di qualità, di proposte serie, di indirizzi ben specifici.

    Se non si capisce, o non si vuole capire, questo, amen, però non si faccia propaganda inopportuna per risultati che sono esattamente quelli di prima.

    E lo dice uno che non risparmiò mai critiche nemmeno alle 2 giunte Fontana.

    P.S. Per quanto riguarda l’associazione che gestiva gli spazi dell’ex Libreria Veroni, mi attengo alle dichiarazioni degli stessi anfitrioni rilasciate, le scorse settimane alla stampa, laddove si è dichiarato che attendevano dal Comune, secondo quanto era stato loro promesso, un sostegno reale. Punto. Io mi attengo ai fatti, da pessimo giornalista quale sono. Altri si attengano pure alle veline di palazzo.

    Cordiali saluti.
    Bruno Belli.

  5. Marco Massa il 11 novembre 2017, ore 12:39

    Grazie Belli, per il fatto che dice molte cose che i cittadini pensano, ma, spesso, non hanno il coraggio di esternare.
    Ed, infatti, ha messo il dito nella piaga. Qualcuno si è sentito chiamato in causa. Quindi significa che ha detto cose condivisibili.
    E bravo veramente anche il direttore di Varesereport che cerca sempre di mantenersi sopra delle parti.

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