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Varese, Verso le regionali, Maran (Possibile): percorso autonomo rispetto al Pd

Giorgio Maran

Giorgio Maran

Dopo i risultati elettorali del voto per la Regione Sicilia, con la vittoria della destra (unita) e la sconfitta della sinistra (divisa), ci si interroga in molti settori politici su cosa avverrà ora. In particolare, si inizia a ragionare sul voto vicino per il Pirellone. Abbiamo sentito Giorgio Maran, del movimento Possibile.

Maran, cosa farete in Lombardia? Il Pd si è detto disponibile ad una coalizione di centrosinistra e presenta come candidato presidente Gori. Voi che farete?  

Penso si debba fare di tutto per un percorso autonomo. D’altronde le altre possibilità in campo sono quelle che sono: ci sono Maroni e la Lega che ci hanno fatto buttare 55 milioni di euro per un referendum che non ha avuto né avrà alcun effetto pratico per i cittadini. E c’è Gori che rivaluta Formigoni, dicendo che era meglio di Maroni. Le parole sono importanti, io avrei detto che sono uno peggio dell’altro.

Vi diranno che fate vincere Maroni, si appelleranno al voto utile.

L’unico voto utile è quello libero, dato a favore delle cose in cui si crede. Un esempio: noi siamo per la sanità pubblica che in questi anni è stata messa in seria difficoltà da continui tagli. In alcune specializzazioni mancano i medici eppure invece di formarne e assumerne di più ci siamo inventati l’ente gestore per le malattie croniche. E’ schizofrenia. In questo scenario, Gori dice che Formigoni “ha espresso un’idea forte della politica”. Ma è lo stesso Formigoni che ha picconato la sanità pubblica a favore dei privati.

Quindi niente Gori per voi. E gli altri di sinistra come Mdp e Sinistra Italiana cosa faranno?

Sinistra Italiana mi pare sia stata chiara e si sia espressa a favore di una candidatura autonoma. Mdp ha scelto di non partecipare alle primarie con il PD che sarebbero state solo un teatrino per incoronare Gori. Per me hanno fatto bene. Spero inizieremo presto a lavorare per un’alternativa in Lombardia come già stiamo facendo assieme a livello nazionale. D’altronde non si può fare sulla finanziaria a Roma una sacrosanta battaglia per l’abolizione del superticket nella sanità e poi sostenere in Lombardia chi di quel modello è un ammiratore. E non ci dobbiamo fermare qui, ma dobbiamo cercare di coinvolgere tutte le forze sociali e politiche che già oggi –spesso in aperto contrasto con chi amministra la Regione- mettono in campo idee e pratiche diverse.

Non crede che ci sia ben poco spazio in questo scenario?

Io dico che se ci si presenta con un profilo chiaro e coraggioso gli spazi ci sono. Bastano tre punti chiari, non di più.Realizzare UGO, l’Unica Grande Opera necessaria: quella di mettere in sicurezza il territorio con la manutenzione. Basta cemento, basta grandi opere inutili che dovrebbero portare sviluppo e invece l’unica cosa che fanno crescere è il conto in banca di chi vince gli appalti. Due, far diventare la Lombardia avanguardia dei diritti. Spesso sentiamo che Milano è all’avanguardia, più Europa che Italia. Allora basta convegni sul gender o luci del Family Day sul Pirellone. E ancora: lotta per la parità delle donne e legalizzazione della cannabis almeno a scopo terapeutico con una legge che funzioni davvero. Non possiamo chiederlo al PD dato che in Parlamento ha affossato la legge. Terzo, un piano per ridare una vocazione economica a tutti i territori periferici. Milano fiorisce ma il resto della regione assiste alla desertificazione industriale.

E Varese?

Varese ne è l’esempio perfetto della crisi: calo demografico da anni, aziende che chiudono magari proprio per spostarsi più vicino a Milano. Servono investimenti nei settori strategici ma anche più laureati, trasporti a medio raggio funzionanti e politiche per la casa per trattenere i giovani.

Ottimista?

Su questi punti programmatici, concreti, credo che tanti cittadini lombardi si troveranno d’accordo e potrebbero votarci. Basta un po’ di coraggio.

7 novembre 2017
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Un commento a “Varese, Verso le regionali, Maran (Possibile): percorso autonomo rispetto al Pd

  1. roccocordi il 7 novembre 2017, ore 12:10

    Bravo Giorgio, sottoscrivo. Sui contenuti programmatici propongo: 1) la severa revisione della normativa urbanistica per tutelare davvero ambiente e territorio; 2) la ridefinizione dei criteri di Bilancio sia sul fronte delle entrate che della spesa; 3) il decentramento a favore dei Comuni di risorse e competenze su tutte le materie lasciando alla Regione solo il ruolo di ente programmatore e non gestionale.

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