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Varese, Al vertice del Pd cittadino, quattro anni di sfide per Luca Paris

Luca Paris

Luca Paris

Negli ultimi quattro anni, per il Pd e per Varese, sono cambiate tante cose. Anni di cambi di marcia, di problemi, di novità, di difficoltà. Quattro anni vissuti, come segretario del Pd varesino, da Luca Paris, oggi consigliere comunale a Varese e consigliere provinciale a Villa Recalcati. Abbiamo posto alcune domande a Paris sugli ultimi quattro anni.

Partiamo dalla vittoria di Davide Galimberti a Varese, un cambio della guardia dopo 24 anni di governo del centrodestra. E’ stato determinante il Pd nella vittoria di Galimberti?

Non è stato frutto di una sorpresa, di una circostanza fortuita. E’ stata una vittoria partita da lontano, frutto di un lungo lavoro politico e programmatico. Decisivi la debolezza del centrodestra, che non ha saputo rilanciare la città in più di 20 anni, e la forza della proposta politica del centrosinistra, di rilancio e sviluppo, che ha intercettato il favore dei varesini.

Non si può dimenticare una divisione forte nel Pd cittadino al momento delle primarie, uno scontro che ha avuto una coda anche dopo…

Sono orgoglioso del Pd di Varese, un partito che ha sempre trovato una forte coesione nei momenti importanti. E ciò si deve al fatto che, oltre a condividere l’appartenenza allo stesso partito, abbiamo anche la stessa forza ideale e unità di intenti. Quando nel 2013 ho preso il timone del partito cittadino, ho lavorato per l’unità del partito. Abbiamo deciso insieme il percorso delle primarie e su questa scelta ho tenuto la barra diritta. Cosa che si è rivelata giusta: ci ha consentito di costruire una coalizione ampia e aperta al civismo. Dalle primarie è uscito un Pd forte e la candidatura di un sindaco, Davide Galimberti, che proviene dalle file del Pd.

Tante le polemiche e le critiche che si sono sollevate verso una serie di scelte dell’amministrazione Galimberti, a partire dal Piano Sosta. Come valuta questa fase?

Ci sono provvedimenti che abbiamo assunto e che hanno avuto un impatto forte, immediato. Tuttavia credo che in città resti ancora una forte spinta verso la coalizione di governo, che continua ad essere percepita come impegnata a produrre innovazione e a rilanciare la città. Una prova di tale vicinanza è stato senza dubbio il successo attribuito al festival Nature Urbane. E credo che la città abbia grosse aspettative per i prossimi quattro anni. Anni che possano portare Varese in linea con le città europee e italiane più innovative. Un passaggio fondamentale sarà il collegamento Lugano-Malpensa, con Varese, Lugano e Como come poli attrattivi.

Domani (domenica 5 novembre 2017, ndr.) sarete impegnati nel “conclave” del centrosinistra, chiuso a pubblico e giornalisti. Una novità assoluta che non avete comunicato adeguatamente. Di che si tratta?

Dopo il primo anno di governo si è pensato ad un momento di sintesi e di raccolta di input per poi rilanciare l’azione amministrativa. Sono “stati generali”: un momento che non abbiamo aperto perchè si tratta di un momento di lavoro della maggioranza e non ha la caratteristica di un incontro con la città e i cittadini. Nei prossimi mesi moltiplicheremo gli incontri con la città, nei rioni, nelle castellanze.

Ora al vertice del Pd  cittadino cosa accadrà? E’ previsto un congresso? Si ricandiderà alla segreteria cittadina?

Si stanno svolgendo in tutta Italia i congressi, ma in Lombardia c’è stata una deroga dovuta alla vicinanza delle elezioni regionali. E dunque la segreteria attuale sarà in carica fino a quelle elezioni. Un appuntamento decisivo a cui ci presenteremo con un candidato forte ed inclusivo come Giorgio Gori…

Sì’ ma avete escluso le primarie, che poteva essere uno strumento di maggiore partecipazione…

Io sono stato tra i principali sostenitori delle primarie a Varese. Ma in questo caso abbiamo per il Pirellone un candidato come Gori, molto mediatico e inclusivo, candidato con un profilo che colma il gap che si è avuto in passato.  E poi per le primarie occorrono una coalizione che le promuove e soprattutto candidati vincenti che si confrontano.

Qual è il futuro di Paris?

Come ho detto 4 anni fa, eletto segretario cittadino, non sono mai stato un politico di professione, ma un tecnico prestato alla politica. Resto tale. E continuo a dare la mia disponibilità al Pd e alla coalizione per eventuali, future responsabilità.

 

 

 

 

 

4 novembre 2017
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