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Varese, Giunta Galimberti: via libera a tassa di soggiorno. La voterà il Consiglio

La giunta comunale

La giunta comunale

La Giunta oggi ha approvato una proposta per il Consiglio comunale per mettere in campo da subito un’azione concreta per reperire i fondi necessari ad avviare progetti di valorizzazione per far tornare i boschi del Campo dei Fiori allo splendore che tutti conosciamo.

“In questi giorni tantissimi cittadini da Varese, alla Lombardia e dal resto d’Italia, ci hanno scritto per chiederci come potevano aiutare il Campo dei Fiori – dichiara l’assessore al Bilancio Cristina Buzzetti – In questo senso abbiamo individuato una misura strutturale che ci consentirà di avere in tempi brevi le risorse necessarie per valorizzare la nostra montagna.

Questa mattina abbiamo votato una delibera da sottoporre al Consiglio comunale che potrà dare il via libera all’imposta di soggiorno finalizzata a tutelare il patrimonio naturale della nostra città. Riteniamo che in questo modo, oltre all’aiuto di tutti i cittadini che vorranno contribuire ad aiutare la ricostruzione del bosco attraverso le formule che stiamo vedendo nascere anche in modo spontaneo, e ai fondi che sicuramente arriveranno da altre Istituzioni, avremo uno strumento in più per aiutare la nostra montagna ferita. Grazie alla tassa di soggiorno si potranno infatti recuperare oltre 500 mila euro che potranno essere destinati a forme di valorizzazione della nostra montagna. E’ la prima volta che questa imposta viene adottata per la salvaguardia di un patrimonio ambientale”.

L’introduzione dell’imposta di soggiorno infatti non inciderebbe sulle tasche dei varesini ma sarebbe rivolta a coloro che dormono in albergo, come ad esempio i tanti turisti stranieri che in questi ultimi mesi sono venuti in città.

“Oltre all’aspetto naturalistico di primaria importanza dobbiamo anche scongiurare la possibilità che l’incendio al Campo dei Fiori possa compromettere, almeno in parte, le peculiari caratteristiche di attrattività del nostro territorio – ha detto Dino De Simone, assessore all’Ambiente – per questo è urgente un pronto intervento di riqualificazione da parte di tutte le Istituzioni coinvolte e, in primis, del Comune di Varese, recuperando le risorse necessarie per specifici interventi di recupero dei beni ambientali danneggiati dall’incendio. Stiamo inoltre lavorando ad una strategia comune con le diverse realtà coinvolte per la sistemazione delle aree interessate dagli incendi”.

3 novembre 2017
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14 commenti a “Varese, Giunta Galimberti: via libera a tassa di soggiorno. La voterà il Consiglio

  1. domenico nitopi il 3 novembre 2017, ore 19:35

    Lo scrivevo proprio qualche giorno fa: peggio della mala signoria degli Angioini! Questi sarebbero capaci, sentiti i cittadini e le associazioni di categoria (come finora hanno fatto), di introdurre pure il tributo per la siccità. Speriamo che piova!

  2. ombretta diaferia il 4 novembre 2017, ore 13:50

    Ho idea che anche questa faccenda sarà come il piano mobilità: non conoscendolo e restando scientemente ignoranti del suo contenuto, lo si teme a tal punto, e a priori, da cambiargli pure nome, oltre a lanciarsi in dissennatezze pur di osteggiare.
    La tassa di soggiorno la pago ovunque vo’, perché è rispettoso, se insisti su un territorio, che tu lo debba in qualche modo ringraziar dell’ospitalità!
    Oppure siam soliti presentarci a mani vuote ad un invito a cena?
    Ma a quanto pare è proprio vero che Varese è terza in classifica dopo Biella e Genova per “braccino corto”: non si vuole pagare il parcheggio e non si vuole neppure che i turisti contribuiscano all’andamento della citta, che pian piano, in un solo anno e mezzo ha già un’altra faccia!
    Sindaco provi a proporre la tassa di soggiorno volontaria, così i turisti ci insegnano cosa significhi “partecipare”! (peccato non ami la sterile comunicazione polemica!)

  3. Giovanni Barli il 5 novembre 2017, ore 21:45

    Signora Ombretta la sua parzialità e a dir poco imbarazzante.
    Le suggerisco di aspettare a scrivere e valutare a freddo i fatti e successivamente scrivere.
    Quello che sinceramente mi fà paura è lasciare mano libera ai partiti ed ai politici la pratica del rimboschimento del campo dei fiori.
    IO SUGGERISCO DI DARE LA PRATICA ALLA A.N.A. Associazione Nazionale Alpini che quali baluardi della montagna oltre che onesti potrebbero gestire questa necessityà in modo che non diventi un “business”.
    Alpini di Varese, Capolago, Brinzio, Caldana, ecc…

  4. ombretta diaferia il 6 novembre 2017, ore 12:45

    Gentile Signor Barli,
    posso conoscere per quale motivo sarei “parziale”? (Che poi lei si imbarazzi non è di mia competenza. Mentre mi compete che non utilizzi verbi ma congiunzioni, evidentemente perché scrive sulla base dei suoi movimenti di stomaco. Ma resta un problema suo.)
    Mentre rifletto su un GOVERNO locale e non sui partiti, a cui sono allergica da sempre, lei evoca proprio verso quei vecchi personaggi che si stan facendo campagna elettorale per aprile 2018 sulla pelle dei cittadini.
    Il suo commento, infatti, non è per nulla pertinente: il pezzo e la mia notazione, da lei definita “parziale”, è relativa alla tassa di soggiorno ed alle azioni di un nuovo governo dopo soli 40 anni.
    Forse non conosce l’esistenza di un ENTE PARCO DEI FIORI e di cittadini che, in nome di Furia, metterebbero le proprie mani a disposizione?

  5. Emiliano il 6 novembre 2017, ore 13:22

    Oltretutto il costo per il rimboschimento pare un tantino eccessivo… il bosco, presto o tardi, ricrescerà perchè il nostro clima umido ne favorisce una riscrescita del tutto naturale. Il Campo dei Fiori, calcareo, non presenta zone di brughiera analoghe a quelle porfiriche del Monte Martica o del Piambello, in cui i boschi rimangono “magri” per peculiarità.
    Bisognerà evitare, semmai, che il Campo dei Fiori torni ad essere un Campo dei Rovi, perchè lo stato di questi boschi definiti “un patrimonio ambientale” era ed è veramente in stato indegno. Forse è la manutenzione, mai effettuata o quasi dall’ente Parco coi risultati che abbiamo appena visto, che andrebbe un attimo “riveduta”…
    Consiglio a lorsignori di farsi un bel giro sulle montagne di Lugano per vedere coi propri occhi e capire cosa siano realmente dei bei boschi…
    Ah, già, la solita scusa è pronta: “Gli svizzeri hanno i soldi”.

  6. Martone il 6 novembre 2017, ore 16:30

    La sigra Diaferia argomenta in modo chiaro e condivisibile sulla sparata del Barli, che ci mette pure gli alpini per ripiantumare il parco,sottolineando e assegnando loro una patente di onesta che altri non avrebbero.Condivido con il sig Emiliano il fatto che il parco e’in uno stato indegno per essere un Parco Regionale

  7. domenico nitopi il 6 novembre 2017, ore 18:05

    Già che ci siamo, introduciamo pure un tributo per l’ingresso in città: magari stile “chi siete? dove andate? cosa portate? sì, ma quanti siete? … Un fiorino”. Qualche commentatore potrebbe pure approvare.

  8. ombretta diaferia il 7 novembre 2017, ore 18:42

    ma Nitopi, no!
    la tassa di soggiorno è come la TARI che paghiam per occupazione di suolo (direi anche improprio, ma quest’estremismo ve lo risparmio).
    non mandiam in vacca tutto, comme d’habitude!
    L’imposta di soggiorno è dovuta da tutti coloro che, non residenti, soggiornano nelle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere.
    Ripeto, la pago ovunque io vada e non mi son mai sognata di contestarla…
    (è praticamente il corrispettivo del coperto nella ristorazione: si permetterebbe di contestarlo?).
    Se poi andasse pro “montagna”, ne saremmo ben felici, noi nomadi.

  9. R. G. il 7 novembre 2017, ore 19:46

    Sulla gestione del parco non ho trovato interviste ai responsabili. Le critiche sono a pioggia, dai volontari in particolare. Se è un Parco naturale, quanto può essere naturale, nel senso di lasciarlo come natura decide.Quando? Caro Direttore. La tassa di soggiorno si paga ovunque.

  10. Emiliano il 8 novembre 2017, ore 13:17

    L’ennesimo incendio di sabato scorso sul Monte Mondonico, in Valganna, è stato spento in poche ore dai vigili del fuoco e dal gruppo AIB locale ed alcuni abitanti. Non c’era vento, d’accordo… in serata si è messo anche a piovere, d’accordo… ma su questa piccola montagna – esterna al Parco Campo dei Fiori – esistono delle tagliafuoco che sicuramente ne favoriscono una gestione più sicura. E stiamo parlando di un terreno comunque molto brullo e secco, non semplice da domare in caso d’incendio, dunque. Gli abitanti di Mondonico, inoltre, non son stati costretti a lasciare le loro abitazioni, a differenza dei loro più sventurati “colleghi” del Campo dei Fiori.

    Dobbiamo ulteriormente mettere il dito nella piaga?…

  11. Barresi Paola il 8 novembre 2017, ore 13:37

    Buongiorno, vi informo che il parco del Capo dei fiori è certamente un parco regionale e non è un parco urbano, la differenza è sottile ma non tanto in quanto il parco urbano o cittadino è sotto la sovrintendenza del comune (tutela ambientale) e tutti gli altri parchi sono regolati dalle norme forestali che VIETANO la pulizia delle aree boscose a cadenze inferiori a dieci anni in quanto si vuole che essi siano “wild” o selvaggi, chi pulisce i boschi rischia addirittura una sanzione emessa dai Carabinieri forestali.
    Io frequento svariate aree montane della Svizzera a causa della ricerca di funghi e vi assicuro che non esiste differenza tra i nostri boschi e i loro tranne che negli alpeggi in quanto loro pagano i proprietari per tagliare l’erba dei prati o pascoli.
    Mi pare chiaro che l’area boscosa del campo dei fiori NON sia un parco urbano quindi sarà sempre ancora con caratteristiche wild anche se a qualcuno di noi non piace.

  12. barli giovanni il 8 novembre 2017, ore 21:01

    Conosco bene il Parco del Campo dei Fiori

  13. Emiliano il 9 novembre 2017, ore 13:23

    Il problema sta proprio in queste leggi che favoriscono il “wild” indiscriminato senza tenere minimamente conto delle conseguenze che esso può comportare… Chi ama il “wild” (ma non sarebbe meglio dire “l’avventura”?), sia esso cacciatore, fungiatt, escursionista o alpinista sa dove, come e quando andarselo a cercare.
    Una di queste conseguenze è che se qualche piromane decide di “divertirsi” il risultato è quello di cui abbiamo appena “goduto” i risultati…
    Ed è ovvio che i boschi svizzeri, prevalentemente di faggio fino ai 1400-1500 metri, siano come i nostri… ma la differenza sta tutta nell’amore che i cittadini svizzeri (tra cui i politici) portano per il proprio territorio. Proprio un altro pianeta.

  14. domenico nitopi il 9 novembre 2017, ore 14:38

    Riflessioni sparse. Il tributo non si paga dappertutto: limitandoci alla Lombardia, Brescia e Pavia, località con altro e ben diverso patrimonio artistico e culturale da tutelare, non la applicano; Mantova, dico Mantova, la applicherà dal 2018 e Lodi rinuncerà ad applicarla. Il tributo è particolarmente odioso (non che ce ne siano di amabili), non incentiva il turismo, e malgrado il vincolo di destinazione, spesso (rectius, sempre) viene destinato ad altri e diversi scopi. E’ notizia di oggi, per il vero, che il tributo non verrà destinato a campo dei fiori: nè poteva esservi destinato, trattandosi di parco regionale. E’ vergognoso che si sia utilizzato, ancora una volta, un pretesto per introdurre un nuovo balzello, non previsto (neppure esso) nel programma elettorale (semmai hanno avuto un programma), contestato dalle associazioni di categoria, e comunque e dopo un apparente iniziale tentennamento, introdotto. Ma come, ci lamentiamo dell’insostenibile, volgare ormai, livello dell’imposizione tributaria e poi siamo favorevoli all’introduzione del tributo (tanto, non riguarda i residenti)?

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