Varese

Varese, L’ultimo giorno di lavoro di Tata Bianchi, “capo” della segreteria del Consiglio

Tata Bianchi accanto al presidente del Consiglio Stefano Malerba

Tata Bianchi accanto al presidente del Consiglio Stefano Malerba

Ultima giornata di lavoro per Antonio Bianchi, più noto a tutti i frequantatori di Palazzo Estense come Tata Bianchi. Un personaggio che per molti anni è stato un punto di riferimento intelligente ed efficiente per consiglieri comunali, dipendenti, giornalisti. Con il suo pensionamento il Consiglio comunale, di cui lui ha gestito fino ad oggi l’ufficio di segreteria, perde certamente una risorsa importante, non solo dal punto di vista della professionalità, ma anche da quello delle doti umane della disponibilità e della cortesia.

Abbiamo chiesto a Tata Bianchi di riassumere la sua lunga carriera all’interno del Comune di Varese: “Ho curato l’ufficio di Segreteria del Sindaco Gibilisco dal 1.11.1979 sino a maggio del 1985 quando lo stesso è risultato eletto nel Consiglio Regionale lombardo.

Dopo le elezioni amministrative svoltesi il 12 maggio 1985 ho assistito il Prof. Caruggi, che in qualità di Assessore Anziano, ha svolto le funzioni di Sindaco sino a fine settembre quando il Consiglio comunale ha eletto come primo cittadino Maurizio Sabatini e con lui ho svolto le funzioni di segretario particolare sino alle elezioni del 1990.

Sono stato qualche mese anche con il nuovo Sindaco Bronzi e quindi ho iniziato una nuova avventura presso l’Ufficio Organizzazione dove sono rimasto per circa dieci anni.

Nel periodo ho curato personalmente la corretta gestione dell’applicazione dell’istituto contrattuale del Livello Economico Differenziato, la gestione logistica di sedi e custodie e la funzionalità dei servizi ausiliari. La gestione del personale un po’ particolare fu in quel periodo abbastanza difficoltosa. Ricordo a tal proposito un fatto particolare. Un sabato pomeriggio mi stavo gustando un’interessante partita di basket, uno dei miei sport preferiti, e la telefonata della centralinista del Comune mi preavvertiva che mi avrebbero chiamato dalla caserma dei carabinieri. Mi passarono un Procuratore della Repubblica, il quale definendosi un “lavoratore a tempo pieno” richiedeva che venisse aperto immediatamente il Tribunale. La nuova struttura era stata aperta da pochi giorni ed i magistrati non erano ancora in possesso delle nuove chiavi. Mi attivai immediatamente chiedendo all’unico commesso in servizio al Tribunale, che tra l’altro abitava a Biandronno, di recarsi nella struttura in quanto un Magistrato intendeva raggiungere il proprio ufficio. Solo grazie al buon rapporto instaurato con il commesso si riuscì a risolvere il “problema”.

Con gli amici Spatola e D’Amanzio ho collaborato all’introduzione nell’Ente di un sistema di valutazione delle prestazioni individuali, con il supporto anche della società di consulenza A.O., e si è dato vita ad una profonda revisione del sistema di valutazione.

Ricordo che nel 1999 il Comune di Varese ha ottenuto il primo premio nazionale per aver realizzato il miglior sistema di valutazione delle prestazioni individuali dei dipendenti.

Il primo luglio del 2000 vengo chiamato dal dott. Alfieri a far parte dell’Ufficio di Direzione Generale con funzioni di supporto al Consiglio comunale ed ai gruppi onde assicurare il raccordo con la Segreteria Generale e l’intera struttura. Mi viene affidata la funzione di coordinamento e di segreteria della Commissione n. 1 Affari Generali, che mantengo tutt’ora.

Sempre Alfieri mi affidò una “patata bollente” e cioè la segreteria della Commissione d’inchiesta sull’Urbanistica. Si concluse con due sedute segrete del Consiglio comunale. Lo ricordo come uno dei periodi più difficili e pieno di insidie trascorsi nell’Ente.

Con atto di Giunta del 17.11.2003 viene costituito, nell’ambito della Segreteria Generale, l’Ufficio di Segreteria del Consiglio comunale, al fine di assicurare un adeguato supporto informativo, organizzativo e amministrativo al Consiglio comunale, nonché funzioni di coordinamento delle attività delle Commissioni Consiliari ed assumo poco dopo il presidio di tale nuova struttura.

Ho avuto l’onore di lavorare con questi Presidenti del Consiglio Comunale: Ghiringhelli, Morello, Puricelli e buon ultimo per un breve periodo con Malerba. Con tutti loro è nato un bellissimo rapporto.

In questi 38 anni di presenza a Palazzo Estense ho incontrato e conosciuto tantissime persone, colleghi, politici, giornalisti e semplici cittadini. Ho sempre cercato di applicare la mia capacità di relazionarmi, cercando di utilizzare soprattutto con i politici particolari doti di equilibrio e di pazienza. Sicuramente nel cammino fatto ho avuto scontri con colleghi e di questo chiedo scusa a coloro che si sono sentiti feriti da qualche mia parola o atteggiamento. Innumerevoli sono stati gli incontri, le relazioni, le riunioni, le sedute consiliari effettuate in questi lunghi anni.

Voglio solo citare tre fatti importanti che hanno segnato la mia esperienza: la visita di Papa Giovanni Paolo II al S. Monte il 2 novembre 2004 (il lavoro di preparazione dell’evento e la giornata vissuta sulla terrazza del Mosè); la realizzazione del Monumento alla Resistenza (con il grande Claudio Macchi ho aperto un conto corrente per la sottoscrizione dell’opera); la “mitica” Commissione Affari Generali degli anni 2002/2005 con la Presidenza di Ciro Grassia (ancora oggi ci si ritrova annualmente).

Voglio infine ricordare coloro che mi hanno accompagnato all’interno del Palazzo e cioè i Segretari comunali Avv. Franco, Dott. Conte, Dott. Alfieri, Dott. De Metrio, Dott. Manzo, Dott. Andolina, Dott. Ciminelli e Dott. Tramontana. Ho dimenticato volutamente l’Avv. Passera perchè con lui ho camminato in maniera del tutto speciale: un’amicizia strettissima e sincera.  Un ringraziamento finale va invece ai Sindaci che ho conosciuto e con i quali ho in parte collaborato: Gibilisco, Sabatini, Bronzi, Monti, Fassa, Fumagalli, Fontana e Galimberti per un breve periodo”.

1 novembre 2017
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