Varese

Varese, Un posto nel mondo si apre con la ricerca popolare del sacro

teatroUn posto nel mondo, rassegna dedicata al cinema e alla documentazione sociale, arriva quest’anno alla sedicesima edizione: un traguardo importante per una manifestazione certamente coraggiosa e rara, promossa da tante associazioni, forze del lavoro ed enti pubblici, attivi tutto l’anno nel proprio settore di intervento ma in questo caso positivamente riuniti per stimolare l’attenzione su argomenti che spesso non trovano l’attenzione adeguata nei media e tanto meno al cinema.

L’obiettivo dichiarato di questa manifestazione, che infatti coerentemente non vuole essere un festival, è di costruire un progetto esteso sul territorio, che trova senso nella collaborazione attuata tra i promotori per organizzare la rassegna ma che diventa utile e necessario soprattutto nelle sinergie che si sviluppano tutto l’anno: un progetto di rete partecipato e aperto ogni anno a nuove dinamiche e nuovi campi di intervento, diversificati ma, speriamo, mai banali o superficiali.

Lo sappiamo bene: oggi più che mai la forza delle immagini, da cui siamo catturati in tutti i momenti della giornata anche solo con un clic sul computer, ci raggiunge e ci travolge. Orientarsi è sempre più difficile, resistere è impossibile, subire passivamente anziché scegliere che cosa vedere è la normalità più avvilente e pericolosa. Acquisire un modo critico di vedere, di accostarsi al mondo delle informazioni, della comunicazione e dello spettacolo però non è impossibile, senza rinunciare ad emozionarsi ma anzi favorendo una nuova sensibilità sociale e nuove consapevolezze.

Perché le immagini non lasciano mai indifferenti: avvicinare e coinvolgere un vasto pubblico, per quanto possibile (non solo operatori sociali e culturali, insegnanti e appassionati di cinema) alla comunicazione sociale e al racconto della realtà ci sembra un obiettivo culturale importante e possibile.

Privilegiando la comunicazione audiovisiva, Un posto nel mondo continua a parlare e a mostrare, attraverso reportages, testimonianze di vita, scorci quotidiani, le contraddizioni della nostra epoca e le ferite di un mondo alla ricerca di equilibri più stabili e giusti. Il cinema di impegno civile, e soprattutto i documentari, che spesso oggi meglio riflettono luci ed ombre della nostra vita, spesso raccontano storie poco conosciute, tragedie nascoste, sofferenze silenziose e drammi di popoli, ma per fortuna in molti casi riescono a mostrare gesti di condivisione e d’accoglienza, buone pratiche, energie costruttive. Per questo, rafforzare le conoscenze, la formazione, le reti culturali che possono dare visibilità a temi e problemi della realtà sociale è una necessità strategica: anche il cinema può contribuire e in questo senso ha grosse responsabilità, che portano necessariamente a superare le logiche dello show business e del mercato.

Un progetto sul territorio: Un posto nel mondo esce dalle sale cinematografiche e cerca anche spazi alternativi, magari piccole sale polivalenti dove arrivare con proposte adatte a dibattiti e riflessioni ad ampio raggio sui temi del nostro presente, come il lavoro, il bisogno di accoglienza ed integrazione, il disagio giovanile, le emergenze umanitarie.

La rassegna, in un ricco percorso provinciale che tocca Varese, Tradate, Gavirate, Besozzo, Daverio, Cassano Magnago, Comerio, Gallarate, Uboldo, Busto Arsizio, Venegono Inferiore, Quinzano di Sumirago, Travedona e Balerna in Canton Ticino, è accompagnata come sempre da un catalogo gratuito.

Uno sguardo al programma: la rassegna si apre il 2 novembre con un originale documentario di ricerca, Lascia stare i santi di Gianfranco Pannone: un viaggio in Italia lungo un secolo nella devozione religiosa popolare. Ancora oggi la fede popolare è un fatto concreto, che trova la massima espressione nel canto, nella musica. E i suoni proposti in questo film da Ambrogio Sparagna ne sono una chiara testimonianza. Il prezioso repertorio dell’Archivio Luce asseconda questo viaggio nel mondo della religione popolare, che il regista rimescola in un percorso emozionale tra passato e presente, ricco di immagini e voci, da Silone a Pasolini, da Rocco Scotellaro a Mario Soldati, da Dolci a a Gramsci.

Sabato 4 novembre a Daverio, Sala Polivalente, arriva invece Mira di Lloyd Belcher: applauditissimo al Trento Film Festival, racconta la storia di una ragazza cresciuta in un villaggio sulle montagne nepalesi, dove ha coltivato fin da bambina il sogno di riuscire a emanciparsi attraverso lo sport, superando gli ostacoli che, al pari di tutte le altre ragazze in Nepal, deve quotidianamente affrontare.

Si ritorna poi al Cinema Nuovo per Appena apro gli occhi – canto per la liberta’ di Leyla Bouzid, ambientato nel 2010, poco prima della rivoluzione tunisina. Tra i film inediti di fiction, segnaliamo Corniche Kennedy, realizzato tra i giovani di Marsiglia da Dominique Cabrera, 2 biglietti della lotteria del rumeno Paul Negoesco, L’accabadora di Enrico Pau e Babylon Sisters di Gigi Roccati. In chiusura, a Travedona, uno dei film italiani più lucidi e convincenti, L’ordine delle cose, diretto da Andrea Segre e promosso da Banca Etica.

Tra i documentari, invece, sono da non perdere Al di qua di Corrado Franco e Barbiana ’65, la lezione di Don Milani, mentre un ottimo esempio di come si possano abbandonare le armi lo troviamo in Gun runners, unica speranza correre, inedito in Italia e sottotitolato per l’occasione da AFRICA & SPORT. Oggi insieme domani anche di Antonietta De Lillo arricchirà invece una giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.

Tra gli eventi speciali, segnaliamo La fabbrica della memoria, coinvolgente spettacolo multimediale (danza, teatro, video, musica) portato in scena al Nuovo il 9 novembre e lo spettacolo teatrale dedicato a Monsignor Romero (Oratorio di Masnago, 11 novembre), mentre a Venegono Inferiore è prevista il 16 novembre una serata sui diritti dell’infanzia.

Da segnalare la presenza di registi (Mauro Bucci, autore di Hotel Splendid e Marcello Merletto, autore di Wallah je te jure) e numerosi esperti che presenteranno i film in programma, mentre grazie alla sezione “DocumentaMy”, che vuole avvicinare anche il pubblico giovane ai documentari più curiosi e originali, arriveranno il regista Mic

hele Rho e il protagonista del suo film sul cinema Mexico, Antonio Sancassani. In programma anche Restare vivi, un metodo di Arno Hagers e Erik Lieshout, I am not your negro e Merci patron di Francois Ruffin: tre documentari tra i migliori dell’anno.

Info: 0332.83005

30 ottobre 2017
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Un commento a “Varese, Un posto nel mondo si apre con la ricerca popolare del sacro

  1. Laura P., il 31 ottobre 2017, ore 12:50

    Esprimo il mio apprezzamento per le belle parole dedicate dall’autore di questo articolo a un cinema che vuol portare messaggi positivi.a Dopo anni di cattivo cinema che la televisione ci somministra, dove si esalta una violenza irreale e facile, di cui mai si vedono le terribili conseguenze, il danno morale e fisico che essa reca, con effetti devastanti per i giovani, è ora davvero di portare anche nella televisione solo film positivi, come quelli del progetto di
    un posto nel mondo.

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