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Varese, Incendio al Campo dei Fiori, Galimberti: scoprire subito i responsabili

incendioooooooNegli ultimi tre giorni le fiamme hanno colpito il Parco Campo dei Fiori. Grande la mobilitazione di Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Oggi, per tutta la giornata, oltre le squadre di terra hanno operato un elicottero e un Canadair. A questo si è aggiunto anche un secondo Canadair che ha effettuato ulteriori lanci.

Le operazioni di lotta attiva all’incendio sono state sospese per il calare dell’oscurità. Sul territorio rimangono dei presidi di sicurezza per monitorare la situazione. Le operazioni, salvo criticità che si dovessero verificare in nottata, riprenderanno alle prime luci dell’alba.

Nelle ultime ore è intervenuto il sindaco di Varese, Davide Galimberti: “Ho chiesto da subito alle Forze dell’ordine di fare al più presto chiarezza sull’accaduto e scoprire i responsabili di questo terribile sfregio alla nostra montagna. In questo momento però voglio anche ringraziare tutti i varesini per il grande affetto e attenzione che in queste ore stanno dimostrando: segno di un amore grandissimo per la nostra terra e ambiente. In tantissimi si sono offerti di aiutare e si sono resi disponibili”.

Continua il sindaco: “In questa circostanza stiamo dimostrando di essere una grande comunità e non mi stancherò mai di ringraziare i Vigili del Fuoco, i volontari della Protezione Civile e le Forze dell’ordine per tutto il lavoro che stanno compiendo. I residenti del Campo dei Fiori che purtroppo hanno dovuto lasciare la propria casa dovranno avere la pazienza di trascorrere per precauzione ancora una notte in un’altra sistemazione. La strada per il Campo dei Fiori resterà chiusa dal bivio del Sacro Monte fino a quando l’emergenza non sarà del tutto rientrata”.

28 ottobre 2017
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9 commenti a “Varese, Incendio al Campo dei Fiori, Galimberti: scoprire subito i responsabili

  1. Riccardo il 29 ottobre 2017, ore 12:28

    Le 110 guardie ecologiche che il parco campo dei fiori dispone di cui riceve un finanziamento per la loro attivita da Regione Lombardia che fanno dato che il parco e a loro cura?

  2. Rita il 30 ottobre 2017, ore 07:47

    Le montagne erano le ultime zone tutelate da una vergognosa cementificazione che ha reso la Lombardia la regione più sfregiata e inquinata di tutta Europa.

  3. Emiliano il 30 ottobre 2017, ore 12:21

    Aldilà dello “scoprire i responsabili” guardiamo un attimo quale è il problema dei boschi (e del sottobosco) all’interno del Parco Campo dei Fiori, che è un territorio molto esteso e tocca moltissimi comuni a nord del capoluogo. In che stato sono questi boschi e il sottobosco? Esistono delle strade tagliafuoco in grado di contenere le fiamme entro una certa area per far modo che i gruppi antincendio possano lavorare in maggior sicurezza e minor numero?
    In altri gruppi montuosi della nostra provincia le tagliafuoco esistono e, quando vi son stati incendi, generalmente son bastate alcune ore a domare le fiamme… Nel 2004 sul Monte Martica (Parco Campo dei Fiori) servirono 3-4 giorni per spegnerle… Bene, quell’invidiabile “record” ora è stato abbondamente abbattuto, visto che è dalla sera del 25 ottobre che centinaia di uomini rischiano la vita per l’assenza totale di strade tagliafuoco intorno alla montagna.

  4. giovanni dotti il 31 ottobre 2017, ore 09:05

    Mi giunge nuova la notizia delle 110 GUARDIE ECOLOGICHE in dotazione al PARCO CAMPO DEI FIORI. Se non è una bufala sarebbe il caso di spiegare a cosa servono e se sono Volontari o come vengono pagati.

  5. luigino il 1 novembre 2017, ore 20:12

    Per il sig. Dotti: Le guardie ecologiche del parco sono in un numero notevole, ma bisogna ricordare che nella maggior parte di loro sono persone che hanno terminato la fase lavorativa (pensionati) quindi NON sono tutti giovani e forti come qualcuno potrebbe pensare.
    Per intervenire in un incendio bisogna tassativamente essere formati (avere fatto il corso relativo) e attrezzati quindi solo chi è perfettamente a posto puo’ essere utilizzato per piccoli interventi (sopratutto sono operativi per prevenire gli incendi).
    Le gev NON percepiscono nulla e operano solamente a titolo gratuito.
    Il sig Riccardo dovrebbe riservare le fue frecce avvelenate per qualcosa di piu’ adeguato e mettersi il cuore in pace calmando la sua rabbia.

  6. Luca Parise il 1 novembre 2017, ore 21:11

    Il sig. Riccardo sà benissimo che le gev non sono delle persone “tuttofare” e che per lavorare negli incendi bisogna essere preparati e dotati di adeguati dispositivi di protezione.
    Se si guarda bene nelle varie foto pubblicate un po’ in vari posti non si fà certamente fatica a trovare la presenza delle gev in fase operativa sopratutto per favorire la attività dei professionisti del caso.
    Bisogna altresi’ ricordare che persone non preparate sono addirittura nocive alle attività di chi opera.
    Ricordo al sig. Riccardo che il suo è l’unico intervento “avvelenato” che possiamo vedere su questo e su altri canali. perchè mai tanta cattiveria?
    Perchè davanti ad un incendio di vastissime dimensioni, con l’intervento di due Canadair per svariati giorni, lui pensa solo a screditare le gev e il parco mentre tutti gli altri attori in ballo non fanno altro che ringraziare tutti per l’aiuto da loro dato?
    Penso che il sig. Riccardo si debba guardare bene allo specchio e si deve porre la domanda: perche?

  7. giovanni dotti il 3 novembre 2017, ore 13:16

    Ringrazio delle informazioni. Convengo che le GUARDIE ECOLOGICHE ‘volontarie’ non debbano essere impiegate in operazioni di spegnimento incendi, di competenza di personale competente e specializzato. Mi piacerebbe tuttavia che fossero più attive nell’opera di PREVENZIONE, nel senso di segnalare con tempestività eventuali focolai d’incendio prima che assumano proporzioni allarmanti. Non so se in questi casi recenti ciò si sia verificato.

  8. Martone il 3 novembre 2017, ore 18:30

    Mi introduco in questo dibattito sulle Guardie Ecologiche, avendo una certa conoscenza della materia infatti le GEV non sono tutto fare ma hanno il compito di vigilare sul parco quindi presidiarlo e preservarlo da eventuali attacchi illeciti come appiccare il fuoco. Segnalo inoltre che il Parco del Ticino ha creato un nucleo di GEV con funzioni antincendio cosa che sarebbe auspicabile anche per il Parco Campo dei Fiori. Tutto il resto e’ solo sterile polemica

  9. luigino il 5 novembre 2017, ore 11:19

    Buongiorno, per il sig. Martone che dice di essere a conoscenza della materia GEV ma di fatto ignora molti fatti e condizioni del mondo GEV in quanto non sà che il Parco del Campo dei Fiori da mollto tempo si è dotato di un nucleo antincendio il cui compito principale è sopratutto la prevenzione degli incendi nel senso di farli durare il meno possibile.
    La primaria attività di questo nucleo è la generazione e la manutenzione delle linee tagliafuoco in modo da limitare i danni in caso di incendio.
    La dotazione di mezzi è solamente limitata di fatto a attrezzature di taglio e di esbosco ma non di spegnimento in quanto il territorio di competenza è montagnoso quindi impossibile da raggiungere con autobotti o altri mezzi meccanici ma deve giocoforza dipendere da interventi aerei.
    Il paragone con il parco del Ticino è quindi inapplicabile in quanto la dimensione, la morfologia del territorio e la antropizzazione delle aree interessate comportano una enorme differenza circa la possibilità di intervento delle squadre antincendio.
    Nel caso di questo incendio applicato a “ripetizione” da un verme che si nasconde e che srà impossibile da rintracciare, alimentato dal vento in condizioni di secco estremo ha creato le condizioni per un vero e proprio disastro, la montagna varesina ha rischiato di essere completamente distrutta (il prossimo anno il verme ci riproverà ma noi lo aspetteremo).
    Certamente saprà anche che poi molto si può fare se ci sono le risorse economiche relative ed adeguate, purtroppo da noi sono assai limitate.
    Una cosa buona la ha detta il sig. Martone la vigilanza che penso si dovrà effettuare sia con l’ausilio di personale (volonatrie) nei periodi adeguati, sia mediante l’uso di videocamere fisse controllate remotamente.
    cordiali saluti

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