Varese

Varese, Nuova stagione Coopuf Teatro, al via con In alto i calici – I poeti del vino

L'attrice Clarissa Pari nel corso della messa in scena

L’attrice Clarissa Pari nel corso della messa in scena

Coopuf Teatro è lieta di presentare la nuova Stagione Teatrale “ Teatro In Cantina “ a Le Cantine Coopuf di via Decristoforis n.5 a Varese . In questi primi 5 mesi , come tradizione nella nostra rassegna, daremo spazio sopratutto alle giovani compagnie di Varese con un inserto particolare di una prima assoluta dello uno scrittore Alessandro Barbaglia, poeta e libraio autore del romanzo “La Locanda dell’Ultima Solitudine” (Mondadori), classificatosi terzo al premio Bancarella 2017, e l’ospitalità di una compagnia milanese che vede come protagonista una varesina Anna Sala già nostra ospite negli anni passati.

La particolarità di quest’anno e l’allestimento della platea che vedrà il pubblico seduto ai tavoli con la possibilità di consumare degli stuzzichini durante lo spettacolo, e bere un buon bicchiere di vino e di birra, riprendendo un’ antica tradizione che dai tempi di Shakespeare fino all’opera di Verdi vedeva il pubblico, oltre ad assistere allo spettacolo, banchettare con cibi semplici e bevande.

Infatti inizieremo: – Domenica 29 ottobre alle 18.30 con un omaggio alla bevanda più antica che l’uomo ha prodotto: il Vino . Una produzione ormai cult di Coopuf teatro che è stata replicata tante volte e ogni volta con ospiti artisti poeti e cantanti diversi. IN ALTO I CALICI – I POETI DEL VINO Spettacolo dedicato ai poeti che hanno declamato il vino. Un breve viaggio che segue un percorso storico iniziando da citazioni dell’ Antico Testamento, passando dal simposio greco e romano con Omero, Alceo, Anacreonte, Orazio, attraversando il medioevo con i Carmina Burana, fino ai poeti contemporanei. Saranno raccontati storie d’osteria cantando, come una volta, le canzoni che il vino ispirava ai commensali, da l’Uva Fogarina alla Società dei magnoccioni ect. Un viaggio nel mondo del vino accompagnato da canti e balli e naturalmente sorseggiando il nettare divino. Gli attori e i musici sono Andrea Minidio: voce recitante e organetto, Michele Todisco: voce recitante e chitarra, Clarissa Pari: Voce recitante, danza. Saranno distribuiti i testi delle canzoni d’Osteria al pubblico in modo da cantare insieme e ricreare l’ambientazione da Osteria, sempre più rara nei nostri luoghi.

Giovedi 2 novembre alle 20,30 : DON GIOVANNI ovvero LA VITA E’ UN BALLO IN MASCHERA di e con Andrea Raffo musiche di Lele Pescia . “Un viaggio nei triboli d’amore, tra fiaba e realtà, lontano da tutto ciò che è razionale. Un tuffo nella poetica, nelle follie e nelle sciocchezze che si fanno per rubare anche un solo bacio.” Manca poco alla sera del gran ballo in maschera. Don Giovanni è combattuto tra il desiderio di partecipare alla festa ed il rischio che corre andandoci: la stessa sera saranno presenti Donna Anna, Donna Elvira e Zerlina, tutte insieme! E, per giunta, accompagnate dai loro uomini.Mentre è allo specchio riflette sul da farsi e rivive, accompagnato dal fedele Leporello, la poesia, la musica e la gioiosità che emergono da queste sue rocambolesche storie d’amore. Si accorge però, guardando e ascoltando più in profondità, che le vere paure, forse, sono ben altre.

Domenica 17 dicembre alle 18,30 : SI STAVA MEGLIO#1 – LA REGINA DI DANIMARCA NON DEVE MORIRE progetto di Christian Gallucci con Anna Sala . Si stava meglio è una trilogia, 3 monologhi per corpo e voce sola che a partire dal concetto di migrazione e da 3 figure letterarie femminili – Gertrude, Irina e Medea ne riscrive le storie, avvicinandole al nostro vissuto quotidiano. Migrare dunque, andare,viaggiare, senza riuscire a liberarsi del proprio passato, rimanendo ingabbiati in un nuovo presente. Questo è il filo rosso che seguiamo per la riscrittura dei 3 testi: nell’Amleto, Gertrude vive in uno stato marcio, di cui lei stessa è complice, assediata dai fantasmi e dalle pretese di un figlio che cerca giustizia; Atto V, scena II: Gertrude osserva Amleto e Laerte che si sfidano a duello. Di lì a poco, Gertrude berrà dalla coppa che Claudio ha avvelenato. La regina di Danimarca deve morire. Siamo a questo punto dell’opera quando la regina di Danimarca irrompe in scena e chiede al popolo di fermarla, di non farla bere, di permetterle di fare le valigie e andarsene da questo stato marcio dove le donne muoiono annegate per amore e gli uomini rimangono uccisi dal potere.

Giovedi 18 gennaio alle 20.30 LA LOCANDA DELL’ULTIMA SOLITUDINE di e con Alessandro Barbaglia e con l’accompagnamento musicale di Andrea Fabiano Si può avere nostalgia di qualcosa che non è ancora accaduto, di qualcosa che verrà di qualcosa che ancora non conosciamo ma di cui già sentiamo la mancanza? La Locanda dell’Ultima Solitudine è la storia di una domanda e di due risposte. Una domanda, due risposte opposte e un luogo in cui tutti si incontreranno: una Locanda in cui si può andare solo in due: tu, e il te stesso che stai diventando mentre il futuro arriva. In un monologo tratto dall’omonimo romanzo, Alessandro Barbaglia racconta le storie della Locanda dell’Ultima Solitudine di Enrico e dei partigiani dell’Ossola, di Don Piter, di Margherita e dei suoi fiori da accordare, di Libero, Viola e di Vieniquì, il cane che sparisce. Il tutto come in un viaggio alla scoperta della meraviglia. -

Giovedi 8 febbraio alle 20,30 – STEFANO BENNI’S NIGHT con Lisa Giardino, Romeo Tofani, Eugenia Marcolli La Stefano Benni’s Night vuole rendere omaggio al papà della Luisona con un assaggio di alcuni fortunati testi comici. I tre attori si alterneranno sulla scena per dare voce ai personaggi usciti dalla penna dello scrittore Bolognese. -

Domenica 18 febbraio alle 18,30 VOLTI DI DONNA Gruppo sperimentale in TeatroDanza di Susanna Brigada e Ines Rita Domenichini Regia e Testi: Susanna Brigada – Danza e coreografie: Ines Rita Domenichini In questa opera di Teatro Danza dal sapore magico e pervasa da atmosfere suggestive, i racconti antichi e mitici s’incontrano con le e vicende delle donne d’oggi, con i loro caratteri e le loro perenni contraddizioni. Un mondo femminile che si manifesta attraverso i suoi archetipi, le DEE, richiamo alla natura primordiale del maschile e del femminile, simboli presenti nelle relazioni d’amore e d’amicizia. Mito e realtà si fondano in quel legame eterno che vede nel mito lo specchio sapiente e sempre attuale in cui rivedersi, riconoscersi e assumere nuove consapevolezze di sé , in grado di allargare le braccia alle mille sfumature, spesso celate, dell’universo femminile. Questo spettacolo si è realizzato con l’unione di due mondi artistici, quello del teatro con Susanna Brigada e quello della danza con Ines Rita Domenichini che utilizza la danza e il movimento come veicoli per l’espressione profonda di sé e delle emozioni. Questi due mondi paralleli sono linguaggi espressivi che si fondano e si completano a vicenda in quanto tali e che, come tutte le arti, sono in grado di saper esprimere profondamente quello che diversamente sarebbe molto più difficile. -

Giovedi 22 febbraio alle 20,30- Ferdinando di A. Ruccello, con Salvatore Incandela , Andrea Raffo Antonella Tranquilli, Lucia Zarini, Regia Max Zatta Donna Clotilde, baronessa borbonica, decide di vivere gli ultimi anni della sua vita nella sua casa di campagna in una non precisata zona dell’area vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, donna Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catello. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

27 ottobre 2017
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