Milano

Milano, Convegno dedicato al giornalista Ibio Paolucci con relatori prestigiosi

 

Ibio Paolucci

Ibio Paolucci

Il giornalista Ibio Paolucci, storica firma della grande Unità, scomparso tre mesi fa a 91 anni , sarà ricordato domani, venerdì 27 ottobre alle ore 17 alla Fondazione “Memoria della Deportazione” in via Dogana 3 a Milano.

Relatori al Convegno commemorativo saranno gli amici dottor Armando Spataro, Procuratore capo della Repubblica di Torino, il giurista professor Guido Calvi, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini (figlio del magistrato Emilio assassinato da Prima Linea nel 1979), l’ex direttore dell’Unità Aldo Tortorella e Franco Giannantoni.

Deportato dai nazisti in Polonia nell’estate del 1944 dopo la retata di mille operai al porto di Genova, Ibio Paolucci, al rientro, dopo una esperienza in fabbrica Ansaldo e di collaboratore teatrale, abbracciò il giornalismo. Inviato a Varsavia dove dal 1958 al 1961 diresse l’informazione per l’Italia e tradusse per Einaudi “Il diario di David Rubinovitz”, il ragazzo ebreo ucciso a Treblinka, fu poi redattore dell’Unità prima a Genova e poi a Milano.

Giornalista politico e giudiziario, seguì il mondo operaio all’estero e il terrorismo da piazza Fontana (per Feltrinelli scrisse “Un processo infame” per la strage di piazza Fontana) alla strage di Bologna, passando per le Brigate Rosse, Prima Linea, il delitto Tobagi.

Una volta in pensione si mise a scrivere libri per Arterigere di Varese di Chiarotto-Scardeoni: la storia di Calogero Marrone “Giusto fra le Nazioni”, quella di Giovanni Pesce, medaglia d’oro della Resistenza e suo amico, infine “La bicicletta nella Resistenza” intervistando Trentin, Pontecorvo, i fratelli Bonazzola, i Diodati di Genova e tanti altri combattenti che utilizzando le “due ruote” contribuirono alla Liberazione.

Amante della musica e dell’arte (a Varsavia per primo scrisse del sorprendente trionfo al Premio Chopin del giovanissimo Maurizio Pollini), venne più volte a Varese per raccontare la pittura di grandi artisti da Masolino da Panicale, a Michelino da Besozzo, a Renato Guttuso, al Carnovali detto “il Piccio”, a Pier Francesco Mazzucchelli “il Morazzone”, ecc. ecc., ritratti compresi nel suo fortunatissimo libro “Grandi pittori nei piccioli centri”.

Fra gli amici più cari aveva il cardinale Francesco Ravasi conosciuto ai tempi dell’Ambrosiana di Milano. Ravasi più volte ebbe a complimentarsi con Paolucci per iscritto per le sue interviste, le più apprezzate per il rispetto dei colloqui avuti a Milano e Roma.

26 ottobre 2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs