Varese

Varese, Togliere i cartelli “Varés”? Rivoluzione Cristiana: il dialetto va preservato

Di Rienzo con Gianfranco Rotondi

Di Renzo con Gianfranco Rotondi

Con tutte le problematiche serie di cui si potrebbe discutere a Varese la giunta Galimberti trova il tempo di lanciare quella che mi viene da definire una boutade, o meglio una presa di posizione strettamente ideologica, come quella di eliminare i cartelli “Varès” e sostituirli con “La città giardino”. Perché una cosa esclude l’altra? Non sono d’accordo.

Il dialetto varesino o bosino è parte integrante del nostro territorio, del nostro vissuto e delle nostre radici culturali. Un dialetto che sempre più scompare anche dalle case, purtroppo. Qual è la priorità per cui il cartello “Varès” andrebbe eliminato? Semplicemente la battaglia del centrosinistra contro la Lega.

La giunta dice che i cartelli sono stati affissi dalle giunte leghiste ideologicamente e nel tentativo di rimarcare il territorio come loro, mentre oggi Galimberti e i suoi vogliono ideologicamente toglierli per dire che ora comanda il centrosinistra. Posso dire che tutto questo è estremamente triste e francamente infantile? Si lasciassero fuori le ideologie da temi che riguardano tutti i varesini.

Il dialetto va preservato, non recluso nel dimenticatoio. Certamente non bastano i cartelli per mantenerlo vivo, sarebbe anzi opportuno promuovere a livello regionale veri e propri insegnamenti di dialetto ai più giovani, come tra l’altro avviene in altre parti d’Italia. Non a caso spesso si parla dell’Italia dei dialetti. Quindi no, non ci stiamo a vedere battaglie politiche, che niente hanno a che vedere in realtà con i cartelli “Varès”, sulla pelle dei cittadini varesini.

Galimberti pensi a dare risposte a coloro che sabato 21 ottobre hanno manifestato contro la sua giunta e non si limiti a dire che la città è con lui perché, se così fosse, non avrebbe alcun remore a convocare il referendum da lui promesso in campagna elettorale sul suo stipendio e magari a politicizzarlo dicendo che in caso di responso negativo da parte della gente si dimetterà (Visto che il Pd è abituato così, Renzi docet).

Lorenzo Di Renzo Responsabile giovani Rivoluzione Cristiana Varese

24 ottobre 2017
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3 commenti a “Varese, Togliere i cartelli “Varés”? Rivoluzione Cristiana: il dialetto va preservato

  1. antonio colombo il 24 ottobre 2017, ore 18:23

    Scusatemi, ma questi cristiani che oggi, avendo molto tempo libero, difendono il dialetto varesino sono gli stessi che sabato scorso sfilavano dietro lo striscione “Galimberti Go Home”?

  2. Lorenzo Di Renzo il 24 ottobre 2017, ore 20:34

    Gentile signor Colombo, trovo il suo commento, oltre che di cattivo gusto, anche inappropriato. Scusi, ma in base al suo pensiero rivendicare l’appartenenza al proprio territorio attraverso il dialetto, gergo che esprime le radici culturali proprie di una provincia e/o regione, è troppo provinciale per poter parlare inglese? Il suo è un commento davvero imbarazzante e privo di concretezza. Lei si preoccupa, in maniera francamente maleducata, del mio tempo libero? Si preoccupi del tempo che la Giunta, organo esecutivo dell’Amministrazione cittadina di Varese dotato di imponente responsabilità verso i varesini, dedica ad un tema come questo! Non è stata certo Rivoluzione Cristiana a iniziare il dibattito sui cartelli in dialetto, anzi, per noi i temi di cui discutere sono ben altri e ben più importanti.
    La saluto.

  3. Emiliano il 25 ottobre 2017, ore 13:06

    Scriviamo Varès in caratteri cirillici, arabi e cinesi, che fa tanto trendy…

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