Varese

Varese, Lo scrittore Davide Bregola super-vincitore al Premio Chiara

Da sinistra Bregola, Oldrini, Lazzati e Cattaneo

Da sinistra Bregola, Oldrini, Lazzati e Cattaneo

Una bella vittoria, decisa, indiscutibile, quella di Davide Bregola, che con la sua raccolta di racconti “La vita segreta dei mammut in Pianura Padana” (Avagliano) vince la 29° edizione del Premio Chiara-Festival del Racconto. Un successo pieno che si è svelato quasi subito nello spoglio in diretta avvenuto questo pomeriggio alle Ville Ponti di Varese. Da subito si è notato il distacco rispetto agli altri due finalisti, Francesca Manfredi con “Un buon posto dove stare” (La nave di Teseo) e Luca Ricci, con “I difetti fondamentali” (Rizzoli).

La giuria popolare ha votato in maniera massiccia per Bregola, scrittore della Bassa come alcuni grandi maestri, dal mitico Celati al grande Cavazzoni, tutti “imparentati” con il Chiara, come dice Romano Oldrini, seduto in prima fila vicino all’editore di Prealpina Daniela Bramati. Bregola appare distanziare sempre di più gli altri concorrenti.

Lo spoglio si conclude con Bregola che stravince con 67 voti e viene premiato dal presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo (“sono felice che abbia vinto l’unico scrittore lombardo”, dice Cattaneo), mentre la Manfredi strappa all’ultimo momento il secondo posto con 41 voti rispetto al terzo, lo scrittore Luca Ricci, che dalla giuria popolare ottiene 38 voti e si deve accontentare del premio della Giuria dei giornalisti. Ma come si sa, al Chiara sono i giurati popolari a dire l’ultima parola e così è stato anche oggi. Singolare la scheda bianca – una sola – che è sbucata nel corso dello spoglio.

Vittoria al Premio Chiara Giovani, invece, del veneto Alessandro Padovani, autore del racconto “Se non c’è la porta entrano i cattivi”. Lo presenta l’ottimo presidente della giuria, il magistrato-scrittore Giuseppe Battarino, e lo premia il sindaco di Varese, Davide Galimberti. Nella classifica finale parecchi ex aequo e un palmares decisamente rosa.

Una premiazione avvenuta in una sala strapiena, che ha assistito con grande attenzione prima al dibattito con i tre finalisti e poi alla premiazione, in un pomeriggio che è stato condotto con le consuete bravura e bellezza da Claudia Donadoni. Sul palco anche Bambi Lazzati, che del premio è l’anima con Oldrini, e le diverse ragazze che con precisione e grazia aiutano nella consegna dei premi.

Tutti ora, pancia a terra, a lavorare per la prossima edizione del Premio, la trentesima, che come ha detto il sindaco Galimberti dovrà essere all’altezza della situazione, con il Comune che collaborerà a raggiungere il miglior risultato possibile.

 

22 ottobre 2017
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Un commento a “Varese, Lo scrittore Davide Bregola super-vincitore al Premio Chiara

  1. Lucio F il 23 ottobre 2017, ore 13:27

    La trentesima edizione “dovrà essere all’altezza della situazione”… e soprattutto lo deve essere la finale. Questo evento è infatti da troppo tempo uguale a sé stesso, regolato da un cliché ingessato stile Festival di Sanremo pre-anni 90, che credo debba essere rotto. Cosa vuol dire? Che la finale (e anche un po’ del contorno, ecco) ha un gran bisogno di essere ripensata in modo da renderla accattivante.

    Esempio concreto.

    Guardiamo al grande modello dello Strega: certo è un concorso con un prestigio inarrivabile… ma tante delle idee che sono alla base dei suoi eventi pubblici sono certamente trasponibili a casa nostra. In materia di location (il Festival del Paesaggio appena concluso ci ha ricordato che Varese ha luoghi che non hanno quasi nulla da invidiare… al ninfeo di Villa Giulia, tanto per dire), periodo dell’anno (perché non scegliere un mese caldo/tiepido e fare una cosa en plein air? Sempre per dire…), scaletta (inserire ospiti terzi e momenti ludico-musicali… senza fare arlecchinate, ma rendendo l’evento più trasversale come target).

    Certo, tutte queste cose che evoco hanno un costo, e non certo da oggi il Premio Chiara piange miseria… ma dico io: fare un progetto più accattivante non aiuterebbe a veicolare risorse? Io dico di sì.
    Per cui sostengo fortemente, fortissimamente quanto segue: chi può, dia una mano al Chiara… ma il Chiara abbia l’ambizione di farsi bello per invogliare a sostenerlo.

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