Cunardo

Cunardo, Daniele e Lea Nissim tornano in paese, per loro la cittadinanza onoraria

Cittadinanza onoraria per i fratelli Nissim

Cittadinanza onoraria per i fratelli Nissim

Daniele e Lea Nissim, che scamparono alla furia nazifascista nascondendosi in una casa di Cunardo, dal 1943 al 1945 insieme alla loro famiglia, sono tornati in paese questa mattina, per la prima volta dopo 74 anni.

Ad accoglierli per conferire loro la cittadinanza onoraria c’erano il sindaco Angelo Morisi, il Presidente della Provincia Gunnar Vincenzi, il Consigliere provinciale cunardese Paolo Bertocchi, il Vicepresidente della Provincia Marco Magrini, il Consigliere regionale Alessandro Alfieri, alcuni primi cittadini della zona, il Presidente dell’Anpi provinciale Ester De Tomasi, le forze dell’ordine, gli studenti delle scuole e Giovanni Bloisi, Cilcista della Memoria che, grazie a un incontro fortuito con i fratelli Nissim, avvenuto in Israele, ha di fatto dato inizio a una storia che ha davvero dell’incredibile.

«La tragedia della Shoah è qualcosa che è ancora dentro ognuno di noi – hanno detto Daniele e Lea – Oggi però siamo contenti di poter raccontare la nostra testimonianza e non possiamo che ringraziare Calogero Marrone, Anna Sala, chi ci ha ospitato per 18 mesi e la comunità di Cunardo ai quali dobbiamo le nostre vite».

I Nissim, infatti, originari di Padova, sono riusciti a salvarsi grazie ai due Giusti tra le Nazioni Calogero Marrone e Anna Sala, i quali hanno potuto contare anche sul silenzio dell’intera comunità cunardese, che per 18 mesi ha di fatto protetto l’intera famiglia, ospitata in una casa in centro al paese. Abitazione che Daniele e Lea, al termine della cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria e dell’incontro con gli studenti, hanno riconosciuto e visitato.

Durante l’incontro avvenuto in Comune, il Sindaco Angelo Morisi non ha nascosto la commozione: «Impossibile farlo – ha detto – soprattutto dopo aver sentito le prime parole di Daniele Nissim, il quale stringendomi la mano mi ha detto che Cunardo gli ha salvato la vita».

Il Presidente della Provincia Vincenzi, ha detto di sentirsi «molto vicino alla storia di Lea e Daniele, perché io ho avuto un nonno che ha perso la vita proprio in un campo di concentramento». E sulla giornata organizzata dal Comune di Cunardo, in collaborazione con Villa Recalcati, ha aggiunto che «momenti come questo rafforzano il valore della libertà di cui oggi possiamo tutti godere grazie a chi si è battuto, anche a costo della vita, per conquistarla».

«Oggi – ha dichiarato il Consigliere Bertocchi – dopo molti anni è bello accogliere Daniele e Lea, che hanno potuto tornare qui con i loro nomi veri a raccontare a noi e ai nostri giovani studenti la loro importante e toccante testimonianza». Infine il Consigliere regionale Alessandro Alfieri ha sottolineato «l’importanza di aver dato l’opportunità agli studenti di incontrare e ascoltare le parole dei fratelli Nissim. Di condividere i loro ricordi, la loro e la nostra emozione, attraverso la quale riflettere in maniera profonda sull’irrinunciabile valore della libertà».

19 ottobre 2017
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