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Varese, Commissione su Biblioteca: parola d’ordine? Gioco di squadra per il rilancio

L'ingresso della Biblioteca

L’ingresso della Biblioteca

Ieri pomeriggio si è tenuta a Palazzo Estense una Commissione Cultura dedicata alla questione Biblioteca Civica di Varese. Una convocazione su richiesta – come sta accadendo spesso – da parte dei consiglieri di opposizione il leghista Marco Pinti e il forzista Simone Longhini. La Commissione si è riunita dopo che la Rsu del Comune aveva convocato i giornalisti per denunciare gli annosi problemi della Biblioteca. Nel corso di quella conferenza stampa era anche emerso come un consigliere comunale Pd, Fisco, si fosse interessato del funzionamento della struttura ponendo domande agli stessi lavoratori. Una conferenza stampa con seguito di articoli usciti sulla stampa locale.

La seduta, a cui erano presenti anche l’assessore Cecchi e la direttrice della biblioteca Violini, è partita con la distribuzione ai Commissari di una lettera a firma del sindaco Galimberti che lo stesso ha inviato alla Rsu in data 9 ottobre. Nella lettera il sindaco parla di “turbamento” legato al fatto che un articolo del collega Roberto Rotondo su “Varesenews” parlava di “un presunto ‘abuso di potere’, che si sarebbe profilato da parte di un consigliere comunale in relazione alle aperture domenicali della biblioteca”. Chiaro il ragionamento del sindaco: se tale termine è stato utilizzato da parte Rsu, occorreva informare le autorità competenti.

Ma tutto si è presto ridimensionato: la Rsu presente alla seduta della Commissione ha chiarito che tale espressione non è stata usata in conferenza stampa. A questo punto, di fronte ad una espressione che era chiaro corrispondesse ad una sintesi giornalistica da parte del valente collega, si è passati oltre. Anche il comportamento del consigliere Pd Fisco, di cui è noto l’interesse per i temi legati alla biblioteca e ai suoi giovani utenti, è apparso come un’attenzione politica verso un’importante istituzione culturale della città.

A questo punto sono emersi i problemi veri legati alla Biblioteca. Tanti gli interventi dei Commissari. Particolarmente preciso quello del Commissario Valerio Crugnola (Varese 2.0), che ha elencato, in un cahier de doleances che mette radici in anni e anni di poche risorse e scarsi interventi, alcune carenze: “Le risorse destinate alla biblioteca sono irrilevanti, eccessiva l’attenzione alla letteratura POP, pochi testi di qualità, pochi nelle lingue straniere, la funzione dell’aula dedicata allo studio è da scoraggiare, obsolete le carenze informatiche”, ha dichiarato arcigno e rigoroso Crugnola.

Il presidente Laforgia ha replicato che, a fronte delle scarse risorse, si è fatto fronte alle richieste più immediate (leggi letteratura POP), che è funzionante un prestito che attinge libri da circuiti più ampi (ma forse non da quello regionale, data l’obsolescenza dei computer, ndr.), che lo spazio di consultazione e studio crea anche occasioni di socializzazione non irrievanti. Sempre Laforgia ha poi rimarcato i non facili tentativi di aprire spazi alla promozione culturale, anche di domenica, negli spazi della Biblioteca.

Anche il sindaco Galimberti, nel suo intervento, ha voluto ricordare come l’Amministrazione abbia negli ultimi mesi proceduto a diverse migliorie: “Il tema della biblioteca si trascina da 30 anni – ha detto il sindaco -, si sono installate telecamere, si è iniziato a climatizzare la sala consultazione, si è partecipato ad un bando per ottenere risorse, le principali delle quali destinate all’acquisto di nuovi volumi (in arrivo 10mila euro a bilancio)”.

Ma la novità più rilevante della Commissione di ieri pomeriggio è stata annunciata dal sindaco Galimberti: grazie al coinvolgimento di Unitre, l’associazione che gestisce l’Università degli Anziani, da sempre impegnata in attività culturali, potranno essere supportate iniziative culturali come la presentazione di libri. Una presenza, quella di Unitre, che conferma uno dei punti sostenuti dal sindaco, ovvero il coinvolgimento del mondo associativo cittadino.

Un atteggiamento positivo, che punta al rilancio della Civica, apprezzato anche dalla Rsu. Come ha detto una rappresentante della Rsu: “Noi non abbiamo alcun interesse a creare polemiche, ma siamo solo interessati a difendere i lavoratori e a rilanciare il servizio della Biblioteca civica”.

 

 

 

 

 

 

 

17 ottobre 2017
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2 commenti a “Varese, Commissione su Biblioteca: parola d’ordine? Gioco di squadra per il rilancio

  1. Bruno Belli il 17 ottobre 2017, ore 13:19

    Per questioni di spazio probabilmente, e con giusta e libera scelta che la stampa deve sempre avere – anche il Sindaco dovrebbe fare tesoro di che cosa significhi «libertà di stampa» – Varese Report ha puntato sull’intervento del sindaco e su quello di un consigliere di maggioranza, oltre che del presidente Laforgia, tacendo delle altre voci – Pinti, Longhini, Boldetti, Spatola.

    Personalmente, ho fatto un paio di interventi un po’ tecnici relativi anche ai numeri delle frequentazioni, per vedere se il gioco valga la candela, ricordando come sia necessario prima proporre un progetto articolato che non si è ancora visto. Certo che l’intervento iniziale del Sindaco ha posto in luce una questione che, come proposta, non ha creato un clima favorevolmente disteso, come ci si sarebbe dovuti attendere.
    Probabilmente, ad ogni modo interessava di più al giornalismo varesino una singola questione. Il solito problema di valutare una pagliuzza, un punto uno spigolo, perdendo la visione complessiva delle cose che sarebbe necessaria per partire dalle fondamenta e non dal tetto.
    Avrò modo di tornare ad hoc, sempre che la stampa abbia voglia di ospitarmi ancora.

    Ricordiamo ad esempio che, mentre Francesco Spatola dia per scontato un futuro spostamento della Biblioteca nel Polo culturale previsto in piazza Repubblica, non tutta la maggioranza è compatta, perché, almeno fino ai primi mesi del mandato dell’attuale giunta, «Varese 2.0» si è dimostrata critica sullo spostamento stesso. Quindi, mi sembra di capire che le idee non siano ancora del tutto chiare, salvo differente scelta, per ora non manifestata, però, da parte di «Varese 2.0

  2. Giovanni Zappalà il 19 ottobre 2017, ore 15:55

    Mi piacerebbe conoscere quali siano i servizi che si presume vengano spostati in ordine di tempo e soprattutto che siano a vantaggio dei cittadini, senza dimenticare gli Enti sottoposti al pagamento di affitti, con tutto risparmio comunale. La ‘Biblioteca’ non mi pare di primario interesse. Suggerirei un piano di studio onde evitare che il primo sia avvantaggiato rispetto ad altri. Un sommario elenco è contemplato in una mia recente pubblicazione giacente presso la stessa biblioteca.

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