Varese

Varese, Inaugurati due nuovi forni a gas al Cimitero monumentale di Giubiano

La benedizione dei nuovi impianti a Giubiano

La benedizione dei nuovi impianti a Giubiano

Inaugurati oggi i nuovi sistemi di cremazione entrati in funzione al Cimitero di Giubiano a Varese. Due impianti crematori a gas sono stati presentati al pubblico, dopo un incontro che si è svolto al Tempio del cimitero con l’obiettivo di fare il punto su questo cambiamento.

Un momento introdotto da Ivo Bressan, ex presidente della So.Crem. So.Crem (Società Varesina per la Cremazione), che ha visto una serie di interventi sulla cremazione e la sua storia.

Ha preso la parola Paolo Gruppo, presidente della SCV (Servizi Cimiteriali di Varese), società concessionaria del servizio comunale di cremazione. Gruppo ha sostenuto l’importanza, nelle innovazioni introdotte a Giubiano, del partenariato pubblico-privato. Hanno infatto contribuito a tali innovazioni diverse realtà: da una parte il Comune e dall’altra la Cmb (rappresentata alla cerimonia da Emiliano Cacioppo) e la Eco Fly. Non solo la SCV ha introdotto i due nuovi forni, ma ha anche svolto piccoli interventi, dal rifacimento della segnaletica alla ritinteggiatura.

Sono quindi intervenuti alcuni amministratori locali, non solo di Varese, ma anche di altri Comuni, dato che il centro di Giubiano è utilizzato al di là dei confini cittadini.

Per primo ha parlato il sindaco di Varese, Davide Galimberti, che ha rimarcato il momento di cambamento dei servizi ai cittadini, servizi messi a disposizione della comunità. “Nel caso del servizio di Varese – ha detto il sindaco – si tratta di un’operazione di implementazione e ammodernamento, con l’occhio attento al miglioramento della qualità amebientale”.  Galimberti ha poi ricordato essere in fase di riorganizzazione i servizi cimiteriali, a partire dallo stesso regolamento.

E’ intervenuto allora Francesco Pettignano, assessore ai Servizi cimiteriali del Comune di Como, che ha dichiarato: “Ci teniamo ad avere presto questo servizio anche a Como”. Quindi la parola è andata a Maria Croci, assessore ai Servizi sociali di Malnate, che ha rimarcato la positiva attenzione del servizio all’ambiente e alla sua tutela.

Una storia della cremazione a Varese è stata tratteggiata dal presidente della So.Crem. Alessandro Bonfadini, che ha ricordato che del tema se ne parlò in città per la prima volyta in occasione di una seduta del Consiglio comunale il 22 settembre 1874. Bonfadini è poi venuto al presente per annotare come a Varese “la cremazione riguarda oggi il 61% della popolazione”.

E’ venuto il momento di una visita ai nuovi impianti e della loro benedizione da parte di don Marco Casale. Si è così appreso che ogni salma è contrassegnata da una pietra refrattaria con un numero identificativo. Entra nel forno la cassa da morto e dopo circa 75 minuti il forno ha incenerito la salma, grazie ad una temperatura che oscilla tra 750 e 1200 gradi. Le ceneri vengono poi raffreddate per un’ora e vengono separate da residui legati alle casse.

 

15 ottobre 2017
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5 commenti a “Varese, Inaugurati due nuovi forni a gas al Cimitero monumentale di Giubiano

  1. R. Gervasini il 16 ottobre 2017, ore 20:04

    A Varese, grazie a SOCREM, venne messo in funzione il quarto forno crematorio in Italia. Tra i fondatori di Socrem Varese anche un garibaldino dei Mille. Rinaldo Arconati, avvocato, Deputato alla camera, con studio legale a Varese con un altro garibaldino e mazziniano, giornalista, Giuseppe Bolchini.

  2. giuliomoroni il 17 ottobre 2017, ore 12:13

    Essendo claustrofobico a livelli inimmaginabili, benedico anche io la So.Crem. ed il nuovo fornetto che in 75 minuti di cottura (+ 10 di raffreddamento) mi risolverà il problema.
    Apprendo altresì con grande piacere che il 61% dei fu Varesini si avvale della cremazione; mi auguro che si arrivi presto al 99%.
    Ma mi domando: era proprio necessaria un’inaugurazione stile varo del Titanic, con tanto di discorsi (Sindaco compreso ovviamente) e partecipazione del prete, che in ossequio al new deal della Chiesa Cattolica benedice uno strumento che fino a qualche anno fa è stato fermamente avversato in quanto richiamo di un’ideologia antireligiosa ed anticristiana?
    La Chiesa Cattolica da ultimo tollera l’incenerimento, ma non ammette la dispersione delle ceneri; oltre al fatto che la raccomandazione è sempre quella di seppellire i defunti perché – secondo loro – la polvere (che dovrebbe risultare dai corpi seppelliti sotto terra), più che la cenere (conseguenza della cremazione), ha un richiamo biblico nella Genesi 3,19: “polvere tu sei e in polvere ritornerai”.
    Insomma una tolleranza piuttosto intollerante.

  3. R. Gervasini il 18 ottobre 2017, ore 20:10

    Concordo pienamente con Giulio Moroni. In realtà, a mio giudizio, il prete è servito per uno spot commerciale mirato a dare un segnale ai cattolici. Il mercato ha le sue leggi. La chiesa romana non è stata contraria per 1500 anni alla cremazione, fino alla Riforma protestante. I Protestanti , cristiani, non hanno mai vietato la cremazione dei cadaveri. Dopo 450 anni Paolo VI, nel 1962, ridiede il via libera. Oggi forse la chiesa romana permette anche la dispersione delle ceneri ma in luoghi consacrati, quindi nei cimiteri. Caro Moroni, chi ha stomaco forte dovrebbe una volta assistere all apertura di una cassa a 30 anni dal decesso e odorare e quindi vedere quale tipo di ” Cenere” nauseante ( liquami ) vi si trova.

  4. a.g. il 18 ottobre 2017, ore 20:31

    La descrizione finale pare un po’ “carica”…come dire? Un tantino trash…o per dirla diversamente, e più accademicamente, del tutto priva di “pietas”…parlo ahimè per esperienza…

  5. R. Gervasini il 18 ottobre 2017, ore 21:46

    Voleva esserlo. E’ bene essere chiari, senza giri di parole. La cremazione dei cadaveri è stata infatti, forse per milioni di anni, una sana opera di tutela della salute evitando pericolose putrefazioni.

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