Varese

Varese, Nature Urbane, il maestro Ermanno Olmi al festival del paesaggio

Un momento del dibattito dopo il film di Olmi

Un momento del dibattito dopo il film di Olmi

Una serata del festival Nature Urbane capace di guardare al paesaggio da più punti di vista. Con il titolo “Coltivare il paesaggio“, in Salone Estense a Varese si è svolta la serata organizzata dal Comune in collaborazione con l’Associazione Italiana Architetti Paesaggisti (AIAPP) di Varese, alla presenza del sindaco Davide Galimberti e del vicesindaco Daniele Zanzi.

Introdotto dal paesaggista Mario Allodi, il documentario del maestro Ermanno Olmi “Le rupi del vino”, è grandioso. Una pellicola che narra della fatica quotidiana dell’uomo che strappa alla natura la sua sopravvivenza, di generazione in generazione.

Paesaggio come sfondo dell’esistenza di uomini che coltivano in Valtellina ricorrendo ad un’incredibile architettura di terrazzamenti, realizzati anche seguendo una tradizione che il regista racconta evocando documenti antichi. Immagini di paesaggi che hanno subito l’intervento dell’uomo, rispettoso, ma decisivo, con l’effetto di trasformare l’ambiente.

Al grandioso documentario di Olmi, hanno fatto seguito alcuni interventi che hanno proposto punti di vista diversi, moderati dall’architetto del paesaggio Giuliana Gatti.

Dapprima ha preso la parola il pittore Antonio Pedretti, che ha parlato del suo “corpo a corpo con la natura”, al contrario del fotografo Carlo Meazza, che ha mostrato 13 suoi “scatti”, il quale si è soffermato sulla sua scelta di rispettare “il mistero” che incontra in natura. Più strumentale il parere del pubblicitario Luca Rendina, che ha parlato del paesaggio come location capace di “rendere più forte la promozione di un oggetto”.

6 ottobre 2017
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