Varese

Varese, Latouche alle Ville Ponti: la felicità? Uscire dall’imperialismo dell’economia

Latouche e Stigliano

Latouche e Stigliano

Della felicità intesa come gioia di vivere ne abbiamo bisogno tutti, ne ha bisogno anche la Varese che produce. A spiegarlo è Serge Latouche, economista e filosofo francese che venerdì pomeriggio ha tenuto una Lectio Magistralis alle Ville Ponti, in occasione del convegno “La Felicità che non ti aspetti”, promosso da Kiwanis Varese.

All’evento hanno partecipato ragazzi, insegnanti, professionisti e anche imprenditori varesini accolti dalla proiezione del documentario “Bhutan, Felicità interna lorda” sulle iniziative in corso nel piccolo stato himalaiano per privilegiare la ricerca della felicità della popolazione rispetto ad altri obiettivi.

“La felicità come idea che la vita materiale possa permettere l’accesso a un benessere personale è un’invenzione della modernità basata su due condizioni: individualismo ed economia”, ha premesso Latouche citando Saint-Just, Voltaire e Cesare Beccaria quando definiva l’obiettivo del nascente capitalismo industriale come “la massima felicità divisa per il massimo numero di persone”.

“Ma questa promessa non si è mai realizzata, anzi, l’economia di oggi porta sempre maggiori ingiustizie e disuguaglianze” ha affermato il docente francese che non propone certo di tornare indietro ma piuttosto andare oltre e spostare l’obiettivo su una società “ricca di gioia di vivere”: “Un’economia felice è un ossimoro – ha detto Latouche – bisogna uscire dall’imperialismo dell’economia sulla vita quotidiana e sociale per ritrovare il senso dell’uomo, dell’umanità, il senso della società, dell’agire politico e della cultura”.

All’evento, sostenuto anche dalle sezioni varesine di Ordine e Associazione dei Consulenti del lavoro, Ordine degli architetti e dalla sezione lombarda della Società italiana Terapia cognitiva e comportamentale, hanno partecipato come relatori anche l’architetto Elena Brusa Pasqué e i docenti universitari Matteo Rocca e Gianmarco Gaspari dell’Insubria e Bruno Bara dell’ateneo torinese. Quest’ultimo in particolare ha proposto diversi spunti di riflessione sulla felicità, come punto di partenza o punto di arrivo per concludere con piccolo consiglio economico: <La cifra investita in un regalo assicura una felicità maggiore di quanto non possa fare la stessa cifra spesa per se stessi>.

Se l’obiettivo del nostro agire è garantire il ben-essere largamente inteso alla collettività, e in particolare alle generazioni più giovani, dobbiamo sforzarci di intendere diversamente i concetti di economia e di sviluppo non solo in senso teorico, ma anche sul piano pratico nelle aziende, negli uffici, nelle realtà lavorative di ogni giorno”, ha concluso Vera Stigliano, presidente di Kiwanis Varese.

6 ottobre 2017
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