Varese

Varese, Sciopero dei dipendenti della Provincia contro la legge Delrio

Villa Recalcati

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Oggi venerdì 6 ottobre è giornata di sciopero generale del comparto Provincie e Città metropolitane di tutta Italia. E’ uno sciopero che si è reso necessario per manifestare la nostra disapprovazione nei confronti degli effetti dannosi, causati dalla cosiddetta legge Delrio del 2014 e dalle successive leggi di bilancio nazionali.

Leggi che hanno consentito allo Stato di trattenere per sé le risorse, che il cittadino versa per il proprio territorio (l’APIET, l’Addizionale Provinciale all’Imposta Erariale di Trascrizione , il contributo sulla RC Auto), e che sul territorio invece non rimangono.
Questa situazione porta ad una fortissima contrazione dei servizi, dati ai Cittadini, indebolendo: le manutenzioni di strade e scuole; il servizio di tutela dell’ambiente e delle risorse naturali; i centri per l’impiego e la formazione professionale.
A questo stato di cose, si aggiunge il cronico ritardo della Provincia di Varese di dotarsi di un bilancio, entro i termini fissati dalla legge, con gravi danni per l’ organizzazione, la gestione e la programmazione di un Ente, che non riesce a rispondere ai fabbisogni della popolazione, con notevoli riverberi anche sul personale.
Per questi motivi scendiamo in piazza. Per scioperare e protestare come cittadini e come lavoratori pubblici, per garantire servizi adeguati e ben organizzati a tutto il territorio.
FP CGIL VARESE – CISL FP DEI LAGHI – UIL FP VARESE

5 ottobre 2017
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3 commenti a “Varese, Sciopero dei dipendenti della Provincia contro la legge Delrio

  1. Carlo il 6 ottobre 2017, ore 14:11

    La cosa certa è che i Centri per l’impiego servono solo per dare l’impiego a chi ci lavora. Sarebbe buona cosa sapere quanti posti di lavoro questi centri hanno trovato ai disoccupati.

  2. giovanni dotti il 6 ottobre 2017, ore 18:46

    E’ bene che i Cittadini conoscano queste cose, i danni che una Legge malfatta (che ha sottratto ai Cittadini la possibilità di votare per la Provincia, che ‘politicamente’ è rimasta ma con rappresentanti di esclusiva nomina ‘politica’) ha prodotto sulle varie realtà territoriali. Forse sarebbe stato meglio abolirle tout-court, sostituendole con gli Uffici Regionali decentrati in ogni provincia (a Varese esiste già in viale Belforte, e mi consta che altrettanti esistano nelle altre Province Lombarde) in modo che le Regioni si accollassero tutte le funzioni, con i relativi oneri finanziari, già di competenza delle precedenti Province. Così ora abbiamo solo doppioni e confusione di ruoli: la ‘linearità’ e la ‘chiarezza’ proprio non entrano nel cervello dei nostri Politici.

  3. Martone il 7 ottobre 2017, ore 09:58

    Penso che sia ora che in Italia si cominci a sfoltire enti inutili e costosi come le provincie e le regioni passando per i segretari comunali ed altre amenita’ per trovare uno stipendio ad amici degli amici. Basterebbero tre macro regioni nord-centro-sud, con un numero di dipendenti ridotto Per tutti gli esuberi di personale esiste la cassa integrazione o equipollente come per gli operai e impiegati del settore privato cosi cominceremo a ridurre il debito pubblico.

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