Musica

Musica, Cd con le preziose sonorità dell’organo dell’Eremo. Interprete Marco Cadario

L'Eremo di Santa Caterina

L’Eremo di Santa Caterina

Tra i luoghi più importanti per la storia e per la cultura del territorio varesino, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso svolge un ruolo predominante: luogo particolare in cui convivono lo spirito religioso, il naturalistico e l’artistico.

Pochi sono informati che nell’autentico gioiello rappresentato dall’Eremo è conservato uno strumento prezioso: un organo del 1783, costruito dal napoletano Domenico Antonio Rossi «organaro della Reale Cappella di Sua Maestà». Rossi rivestì l’incarico di Organaro della Reale Cappella dal 10 giugno 1761 al 5 gennaio 1789, regnanti prima Carlo, quindi Ferdinando IV di Borbone.

Questo prezioso e antico «organo positivo» di scuola napoletana è racchiuso in cassa riccamente ornata a dipinto con motivi floreali, con dorature, presenta un prospetto suddiviso in tre campate di complessive diciannove canne disposte a cuspide.

La tastiera è di quarantacinque note, con prima ottava corta. I tasti «diatonici», (bianchi) placcati in bosso con incisioni, sono dotati di frontalini a chiocciola in bosso, mentre quelli «cromatici» (neri) sono in ebano, con filetto centrale in bosso. Non possiede pedaliera. Sulle portelle inferiori, che chiudono la cassa dei mantici, un elegante cartiglio riporta l’iscrizione «Dominicus Antonius Rossi Neapolitanus Regiae Cappellae Suae Majestatis Organarius Fecit A D 1783» («Lo costruì nell’anno del Signore 1783 Domenico Antonio Rossi, napoletano, Organaro della Regia Cappella di Sua Maestà».)

L’organo, acquistato nell’aprile 1989 da parte del «Lions Club Laveno Mombello Santa Caterina del Sasso», associazione tuttora proprietaria dell’organo, dalle “mani” del professor Piazza di Schio che in precedenza aveva provveduto al restauro, ne contava già uno precedente, effettuato da Serafino Volpini di Arre per la cassa lignea e da Alfredo Piccinelli di Padova per la parte “tecnica”.

Il rimontaggio nel sito dell’Eremo è stato eseguito dalla ditta Mascioni che ha provveduto negli anni successivi alla manutenzione ordinaria come necessario, fino a due interventi importanti nell’autunno 2008: restauro della cassa lignea, (a carico degli stessi Lions) effettuato da Marialuisa Lucini di Somma Lombardo e delle parti tecniche dell’organo, (a carico della Provincia), per opera di Francesco Cortinovis di Bergamo

Per l’occasione del tradizionale Concerto di primavera di questo 2017 che vede il Centenario della fondazione dei «Lions Club», ha tenuto un apprezzato programma Marco Cadario, pianista, forte pianista ed organista varesino, apprezzato più in Europa ed in America che in patria. Recentissimo deve annoverarsi il successo per un molto apprezzato ” recital” di pagine della tradizione italiana sul grande organo Ruffatti della St. Mary Cathedral di San Francisco.

Marco Cadario grazie alla sua esperienza storica nei riguardi della letteratura per tastiera tra il XVIII ed il XIX secolo, approfondita presso l’«Accademia pianistica internazionale» di Imola, propone ora una registrazione che attesta le preclare qualità dell’organo di Santa Caterina del Sasso.

Offre un viaggio, per rifarci al titolo del cd, attraverso pagine scritte da importanti esponenti italiani appartenenti alle scuole «Napoletana», «Veneziana» e «Toscana» gravitanti attorno alla metà del secolo XVIII.

Francesco Durante, Giacomo Insanguine e Giovanni Battista Pergolesi rappresentano, così, alcune delle massime espressioni della letteratura per tastiera che Napoli abbia prodotto: il caso di Pergolesi, la «Sonata in fa maggiore», unica certamente autentica tra quelle attribuitegli, manifesta apertamente lo stile dell’epoca, piegato all’influsso del melodramma, mentre le pagine di Durante dimostrano un più ortodosso stile “chiesistico”.

Con le due Sonate di Giovanni Battista Pescetti, maestro di Cappella in San Marco a Venezia, ci si accosta all’espressività della scuola veneziana già in stile «Rococò» tanto che lo stesso Galuppi, di cui Cadario esegue magistralmente la Sonata V in sol maggiore si presenta in una fase di transizione che sfocerà nel Classicismo viennese, in diretto rapporto con compositori formatisi nella «Laguna veneta» (Galuppi, Salieri, Luchesi, ecc.)

Marco Cadario porge all’ascoltatore queste ottime pagine, sempre di eccellente fattura artistica, con massima trasparenza dei piani sonori, con pulizia e nettezza dei contorni sicché si ascolta il canto dello strumento nella sua pienezza attesta «la pregevole trasparenza sonora dell’organo» come scrive Mario Manzin nelle note di copertina che accompagnano il cd.

Bruno Belli

Il cd:

«VIAGGIO NEL 700 ITALIANO»

sull’Organo «Domenico Antonio Rossi» (1783)

dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso (Va)

MARCO CADARIO, organo

1 cd SONITUS SON 180/17

4 ottobre 2017
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Un commento a “Musica, Cd con le preziose sonorità dell’organo dell’Eremo. Interprete Marco Cadario

  1. Bruno Belli il 5 ottobre 2017, ore 09:56

    Grazie veramente per avere ospitato questo articolo. L’organo di Santa Caterina è una delle tante preziose gemme nascoste del territorio varesino e varesotto, spesso poco conosciuto dagli stessi abitanti. E, poi, è un modo anche per ricordare che abbiamo artisti di livello internazionale che sono praticamente per lo più ignorati dalle istituzioni preposte nei nostri luoghi.

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