Varese

Varese, Alfredo Dal Ferro (BBVarese): no all’introduzione della tassa di soggiorno

Alfredo Dal Ferro

Alfredo Dal Ferro

Siamo consapevoli del fatto che il sindaco Galimberti stà cercando con “Nature Urbane” nuovi asset per rilanciare il brand VARESE e quello del verde, del liberty e dei parchi delle ville varesine che, pur non essendo del tutto nuovo, si presta bene per il nostro territorio. Prima delle ferie dell’anno scorso infatti, l’architetto La Viola, proprietaria di Villa Pax, ne aveva lanciato l’idea. Galimberti ha saputo concretizzarla e per questo gli facciamo i complimenti.

Che si cerchi però fin da ora di finanziare questo o altri eventi nel 2018 applicando la tassa di soggiorno nel Comune di Varese lo trovo assolutamente fuori luogo e per diversi motivi.Sicuramente, senza entrare per ora nei particolari, Varese non è ancora un sistema turistico maturo anche se lo sta diventando grazie agli sforzi dei precedenti amministratori, della Camera di Commercio e del lavoro degli operatori.

Siamo per ora solo una meta di passaggio e i mesi di traffico turistico a Varese sono ridotti a 2 /3 mesi anno. I tedeschi, da sempre il maggior numero di turisti, sono molto refrattari a pagare tassazioni aggiuntive e non previste in fase di prenotazione.

Sono presenti sul territorio comunale un centinaio strutture abusive che sfuggono, per ora, ai controlli. La recente ricerca di Federalberghi Varese dice che: “…… caratterizza anche il comune di Varese con ben 90 alloggi sui 105 totali. …………. La rilevante quota di intere proprietà e l’elevata disponibilità all’affitto turistico nel corso dell’anno sono elementi indicativi del fatto che anche a Varese le inserzioni online si riferiscono in molti casi ad alloggi di proprietà di privati che hanno avviato delle attività economiche che spesso sfuggono a rilevazioni ufficiali e controlli.”

Varese non ha un sistema pubblico diretto di collegamento con l’aeroporto su ferro ne gomma.

Un gestore di B&B mediamente ha degli utili intorno ai 10.000 euro all’anno e per incassare 1 euro di tassa di soggiorno deve fare da agente contabile per conto del Comune con i seguenti obblighi:

Verificare le generalità del cliente e se non abbia diritto all’esenzione

Calcolare l’importo effettivo dell’imposta di soggiorno per ogni cliente

Chiedere e ricevere il pagamento dell’imposta

Fare e rilasciare una copia della ricevuta di pagamento dell’imposta al cliente

Nel caso di rifiuto del cliente deve fare quanto specificato dal regolamento comunale sull’imposta di soggiorno, dal chiamare i vigili alla segnalazione in Comune.

Fornire al comune le generalità di chi soggiorna, secondo le modalità specificate nel regolamento comunale

Versare al comune le somme riscosse nei modi specificati dal regolamento comunale

Conservare le ricevute dei pagamenti dell’imposta di soggiorno e la documentazione per esenzione per un periodo di 5 anni ed esibirle quando richieste dal comune

Deve assorbire i costi di esazione della tassa all’incasso ( carte di credito )

Programma elettorale? Niente che giustifichi la tassa di soggiorno, anzi per il reperimento dei fondi si cita solamente che: “ Tali interventi sono finanziabili, allo stato, attraverso la richiesta di assegnazione dei fondi che annualmente vengono stanziati dalla L. 77/2006 relativi ai siti Unesco nonché ai fondi del piano strategico turismo e cultura approvato dal Cipe l’1.5.2016.

Altre tasse? Ma certo: già fate pagare la Tari ai B&B come se fossero, nel migliore dei casi, alberghi senza ristorante disattendendo una sentenza della Cassazione che prevede un regolamento e una tariffa a parte. Quindi già così finanziamo il comune in maniera non dovuta.

Le destinazione dei fondi raccolti?Secondo il Sole 24 ore: ” Senza le regole governative, la questione è lasciata al buon cuore dei sindaci; l’esperienza, peraltro, mostra che anche altre entrate, vincolate in maniera più netta, sono in realtà finite a coprire le voci di bilancio più diverse, senza alcun controllo reale (basta ricordare le multe, che dovrebbero finanziare la sicurezza stradale). ”.

Date le dimensioni del comune il concetto di promozione turistica è giustamente limitato. Voi lavorate per i quartieri cittadini, per la provincia di Varese e se vogliamo esagerare per la Regione e per scopi principalmente elettoralistici. Gli operatori e la CCIA lavorano, ognuno al suo livello, sul mondo intero e con scopi prettamente commerciali.

Questi eventi “comunali” portano molta gente in città che però non si ferma a dormire, ma fa guadagnare molto i negozianti e gli ambulanti delle bancarelle. Vuoi vedere che per l’ennesima volta si cerca di guadagnare soldi col lavoro degli altri?

Troviamo infatti strano che Confesercenti che non rappresenta quasi nulla nell’alberghiero e nell’extralberghiero varesino possa suggerire l’introduzione di una tassa che agli alberghi e ai B&B non porterà probabilmente nulla, se non nuovi obblighi.

Siamo poco collaborativi? Niente di più falso. La nostra Associazione pur non avendo i finanziamenti che hanno altri gruppi privati come il Consorzio VCVB o i Club di Prodotto recentemente creati, cerca di partecipare a tutte le iniziative turistiche della provincia, si occupa in proprio dell’istruzione dei suoi operatori, si stampa le sue brochures e presenzia, quando invitata, alle manifestazioni di settore, ma soprattutto è impegnata a risolvere le insufficienze del sistema turistico-alberghiero varesino.

Riteniamo che, molto più grave, il provvedimento annunciato rischi di bloccare sul nascere il lavoro di promozione emarketing turistico che i player privati e la CCIA stanno facendo per far diventare Varese e la sua provincia una vera destinazione turistica, anche in ambito sportivo.

Dal Ferro Alfredo

Presidente Associazione BBVarese

 

 

 

3 ottobre 2017
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