Varese

Varese, La “lectio” dell’archeologo Carandini apre il festival Nature Urbane

Andrea Carandini ascoltato dal sindaco Galimberti

Andrea Carandini ascoltato dal sindaco Galimberti

Affollato il Salone Estense, questa mattina, per il via al festival del paesaggio Nature Urbane. Numerose le autorità civili e religiose, esponenti del mondo imprenditoriale, sociale, culturale. Non mancavano neppure esponenti del mondo politico, di maggioranza e di opposizione. Naturalmente Giunta Galimberti al gran completo. Assente, invece, per altri impegni, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.

Un evento di portata e di ampiezza come non si era mai visto nella città giardino. Un evento che, potremmo dire, apre quella finestra sulla cultura sempre promessa dalla nuova amministrazione. Da oggi iniziative, eventi, momenti culturali si succederanno ogni ogni giorno in città. Una scommessa coraggiosa che, fin d’ora, ha già vinto una sfida assai importante: ha sconfitto il provincialismo (e scusate se è poco).

Come ha rimarcato il sindaco Davide Galimberti, “abbiamo voluto mettere in vetrina il meglio della nostra città, e l’attenzione che abbiamo ricevuto in città ma anche al di fuori ci dice come Varese possa fare tanto”. Un festival che ha già registrato, ha continuato Galimberti, una risposta significativa sia per le prenotazioni che per il risalto sulla stampa nazionale. In prima fila seduta la signora Daniela Bramati Ferrario, editore de “La Prealpina” (media partner del festival), Davide Ferrario (presidente di Prochemi) e il direttore del quotidiano, Maurizio Lucchi. 

Numerosi gli interventi che hanno seguito le parole del primo cittadino: il vicesindaco Daniele Zanzi, che ha sottolineato il mix tra ambiente ed economia; il presidente della Provincia Nicola Gunnar Vincenzi, che ha ricordato il “messaggio di serietà” che esce dalla manifestazione; l’assessore ai Servizi ducativi Rossella Dimaggio, che ha parlato della necessità di “vedere la città con gli occhi dei bambini”. Importante il messaggio letto dalla moglie di Alfredo Ambrosetti, fondatore del gruppo Ambrosetti, che ha espresso i più sinceri auguri alla manifestazione, e ascoltate con attenzione le parole del Prefetto Giorgio Zanzi.

A questo punto il sindaco Galimberti ha introdotto il colloquio tra l’assessore alla Cultura Roberto Cecchi e la special guest della mattina, Andrea Carandini, archeologo, editorialista, presidente nazionale del Fai. “Un siparietto”, ha detto sorridendo Galimberti riferendosi alla lunga consuetudine tra Cecchi e Carandini, “un tentativo di parlare del paesaggio passando dall’archeologia”, ha fatto eco l’assessore Cecchi. E’ così iniziata una testimonianza, si potrebbe dire, dell’impegno culturale di Carandini. Introdotta da Cecchi che ha attribuito a Carandini lo sviluppo del concetto di patrimonio culturale: da monumento a “patrimonio diffuso”, stratificato e da leggere sempre di nuovo. Carandini ha parlato di paesaggio come “una summa di tutti i contesti”, come “contesto dei contesti”, concetti che alludono al bello e a ciò che spesso, negli ultimi decenni, si è dimenticato in favore della ricchezza finanziaria.

E’ il caso di tornare ai beni della natura e della cultura per ritrovare la felicità. Anche Villa Panza a Varese è parte importante di un sistema e così va interpretata. Carandini ha concluso ricordando, per quanto riguarda la dimora di Giuseppe Panza di Biumo, “quanta strada dobbiamo ancora fare per raccontare la vita del Conte, non comunicando solo con un’élite, ma ad un più vasto mondo di appasionati, come del resto è nostro dovere democratico”.

29 settembre 2017
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