Lettere

A Varese la musica è cambiata

ConsigliocomunalePrendo spunto, per una breve riflessione, da due fatti recenti accaduti in ambito politico provinciale. Uno si é verificato durante l’ultimo Consiglio comunale di Varese, dove i Presidenti delle società partecipate cittadine, Avt ed Aspem Reti, nominati dal sindaco Galimberti, hanno relazionato sull’attivita’ gestionale svolta nel loro primo anno di mandato.
Come ho avuto modo di sottolineare nel mio intervento durante il Consiglio, le relazioni hanno evidenziato il grande lavoro svolto da queste società negli ultimi mesi ed i buoni risultati raggiunti in questo breve periodo. Per esempio, pensando solo ad Avt, gli ottimi risultati della funicolare, ma in generale il forte incremento dell’utilizzo del trasporto pubblico;  la messa operativa del piano della mobilità e della sosta dopo soli cinque mesi dalla sua approvazione, avvenuta alla fine di marzo di quest’anno, da parte del Consiglio Comunale; e ancora, la bontà della gestione della procedura del bando pubblico europeo per l’individuazione del soggetto a cui affidare i lavori per la costituzione del grande parcheggio di via Sempione.
In generale si ha l’impressione che anche le società partecipate dal Comune di Varese abbiano messo una marcia in più, esattamente come é avvenuto per l’attività amministrativa comunale che, dopo solo un anno, registra una serie di risultati estremamente positivi per aver condotto a termine importanti processi di riforma nell’ambito dei servizi educativi, della pianificazione della mobilità, degli investimenti per la riqualificazione di interi comparti (Piano delle stazioni), senza dimenticare, in ambito culturale ed ambientale, il Festival del Paesaggio. Insomma, la cifra che pare distinguere il mandato dell’attuale amministrazione varesina pare proprio essere la cifra “del fare”.
L’ altro fatto di cui parlavo all’inizio é accaduto a Busto Arsizio, dove due assessori della Giunta, tra cui il vicesindaco, hanno lasciato l’incarico dopo un solo anno di mandato. Lo schema di questa crisi politica é lo stesso cui eravamo abituati, purtroppo, anche a Varese negli anni passati: una continua lite sotterranea tra i partiti politici della maggioranza, che in genere produce come effetto la paralisi amministrativa e decisionale. Grazie alla scelta dei varesini alle ultime elezioni comunali,  nel capoluogo fortunatamente la musica é cambiata.
Luca Paris 
Consigliere Provinciale e Segretario PD Città di Varese 

29 settembre 2017
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10 commenti a “A Varese la musica è cambiata

  1. Bruno Belli il 30 settembre 2017, ore 01:22

    Forse, più che la musica, sono cambiati soltanto il direttore d’orchestra ed i maestri sostituti. Gratta gratta, la sinfonia che si suona è sempre la stessa, quella che suonavano prima, ma più in sordina…Ora è piuttosto autocompiaciuta, quindi retorica, cacofonica e con un eccesso di corni, tromboni e fanfare da fare invidia blu alle oficleidi tanto amate da Berlioz od addirittura alle campane ai tamburi ed agli spari di cannone che Rossini introdusse per un brano celebrativo nei confronti di quel vanesio di un Napoleone III…

  2. A.B. il 1 ottobre 2017, ore 13:58

    Il direttore d’orchestra ha pero’ moltiplicato per quindici volte (15) i fondi dell’assessorato. Simone Longhini fece miracoli con le briciole di bilancio. Oggi ci sono 300.000 euro da investire e parte, vedi Festival del Paesaggio, Nature Urbane, a mio parere, spesi benissimo.

  3. a.g. il 1 ottobre 2017, ore 15:45

    Miracoli? Ma di che città stai parlando?

  4. A.B. il 1 ottobre 2017, ore 18:12

    Come dice un mio amico garibaldino, Longhini con un bilancio di 20mila euro/anno o meno, vincendo un bando, ha realizzato un MUSEO DEL RISORGIMENTO a Villa Mirabello in un Comune a guida Leghista. Nessuno lo ha messo in evidenza ne a livello locale e neanche a livello nazionale. Una bomba. Voto da sempre a Sinistra, chiamiamola così, per capirci.

  5. Bruno Belli il 1 ottobre 2017, ore 18:44

    P.S. Lei afferma che i fondi stanziati alla cultura sono 15 volte i precedenti.

    Siccome la Stagione comunale musicale è quella che mi risulta utilizzi, per il momento, la maggior parte di tale bilancio, lei mi vorrebbe dire che il direttore d’orchestra ha stanziato una cifra come circa 2.2500.000 – dico, 2 milioni e ducentocinquantamila – euro per la cultura.

    O sbaglio io?
    La spesa complessiva prevista per la stagione musicale 2017 – 2018 é, infatti, di € 140.565,34.

    Fonte http://www.varesereport.it/2017/08/01/varese-il-comune-conferma-la-stagione-musicale-che-sara-tutta-dedicata-a-rossi/ VARESEREPORT del 1 agosto 2017.

  6. a.g. il 1 ottobre 2017, ore 21:56

    Un po’ pochino per cinque anni di mandato…o no?

  7. A.B. il 2 ottobre 2017, ore 09:16

    Il ” direttore d’orchestra ” è cambiato, ma la musica è sempre la stessa ha scritto Bruno Belli. Se l’assessore in carica fino al 2016 dichiarava che alla fine poteva disporre di circa 20mila euro ed ora, quello attuale di 300mila, ho verificato anche con la calcolatrice, son 15 volte tanto. E’ cambiata anche la musica e non solo per merito dell’amministrazione. Ieri, domenica, in centro non si poteva camminare, con un fiume di gente ovunque. In Corso Matteotti i pittori esponevano; in Piazza Monte Grappa, stracolma, fila lunghissima di genitori con bimbi per la manifestazione dei Vigili del Fuoco e del Ponte del Sorriso; Ai Giardini Estensi una brillante presenza della CROCE ROSSA, con mostre, mezzi, simulazioni, didattica. Al Santuccio il pienone per una sfilata di Moda. Inutile parlare dei 3000 concorrenti della Gran Fondo ciclistica con molti stranieri dal Nord Europa; delle visite affollate alle Ville per Nature Urbane ed alla lettura divertente e partecipata, alle 18,30…..(!) all’aperto di Calvino da parte di Oreglio. Poi alle 21…… Questo è un Rock, non è piu’ una Farandola o una Tresca.

  8. Bruno Belli il 2 ottobre 2017, ore 16:49

    @A.B.
    Punti di vista. Forse, però, non è cambiata la qualità.
    E, poi, Lei cita una sfilata di moda…la raccolta fondi della C.R.I. che c’è sempre stata periodicamente… la raccolta di fondi per il Ponte del Sorriso, che c’è sempre pure stata. Nient di nuovo sotto il sole, in tal senso.
    Nuovo, invece, anche se solo in parte, è il festival delle Nature Urbane, perchè una costola, le visite alle ville, fatte in tono minore, meritoriamente il vice sindaco Zanzi già propose più di una volta…
    I fiumi li ho visti invece soltanto alle propaggini del delta del Po’, oppure – lei deve molto giovane – o si finge tale – nei sabati in Corso Matteotti negli anni Ottanta e Novanta, con la gente che ingombrava i portici, oppure gli stessi pieni anche durante i pomeriggi della settimana..o li ricordo bene, perchè comincio ad essere un vecchietto…

    Dei 300.000 euro che “avanzano”, notizia da «Mille e una notte», mi auguro che l’Assessore Cecchi li metta a profitto per le mancanze di cui è afflitto il patrimonio culturale cui fa capo il Comune (le fondamenta…), mancanze, a 15 mesi dal mandato, che avrò occasione di sciorinare alla prossima riunione della Commissione Cultura, trovandomi, senza dubbio immeritatamente, da qualche giorno investito della delega per il Gruppo misto del Consigliere Gaetano Iannini.

    Ma si può chiudere qui, soprattutto perché non amo dialogare con chi, a differenza del sottoscritto, si trincera dietro uno pseudonimo o ad un paio d’iniziali.
    Lei, infatti, sa bene con chi sta parlando, io, purtroppo, no. «Ad majora!», comunque, per VARESE, che è l’unica cosa che, personalmente m’interessa (oltre ai numeri non dati a caso, ma mostrati con le classiche pezze giustificative che avrà modo di farci sapere chi di dovere a tempo debito).
    Cordialissimi saluti da Bruno Belli, che si firma sempre per esteso caricandosi delle proprie responsabilità ed anche degli errori che può fare, come tutti, e che sa, all’uopo, persino ammettere, a differenza dei tanti che non sbagliano mai.

  9. A.B. il 3 ottobre 2017, ore 09:58

    Caro Bruno Belli io son persona schiva che evita per quanto mi è possibile di mettermi in vetrina. Sono un cittadino di Varese che non ha mai ricoperto cariche se non a livello di Consiglio dell’Oratorio. Si evita di perdere tempo e farsi anche dei nemici. Evito anche i social network, per me Asocial. Il fatto che scriva qui dentro con qualche critica alle Sue posizioni non vuol dire che non sia in grado di apprezzare i suoi preziosi contributi di studioso e divulgatore come del resto i suoi ” fan ” che l’hanno seguita per lustri ai ” Venerdì”-
    I piu’ cordiali saluti, convinto comunque che questa Giunta farà sicuramente meglio, e non solo nel campo culturale, rispetto alle precedenti.

  10. Emiliano il 3 ottobre 2017, ore 13:11

    La Musica è cambiata dalla A alla B, diamone atto.
    Ma i bei squilli di fanfara in do maggiore in realtà suonano come sempre in un mesto Si minore…

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