Varese

Varese, Il Comune rilancia il Premio Ecologia e lo intitola al professor Furia

La presentazione del premio in Comune

La presentazione del premio in Comune

Presentato questa mattina il Premio Ecologia Città di Varese in memoria di Salvatore Furia. Ritorna dunque, dopo un quarto di secolo, il Premio Ecologia Città di Varese. L’Amministrazione Comunale, di concerto con l’Associazione Schiaparelli, lo ripropone e lo rilancia in grande stile, e ne fa il punto qualificante di Nature Urbane, il primo festival del paesaggio della Città Giardino, una manifestazione che ha l’ambizione di diventare il punto di riferimento nazionale e internazionale delle tematiche ambientali.

Il premio fu pensato e ideato nel lontano 1973, quando la parola ecologia era praticamente sconosciuta ed ostica ai più, dalla mente di Salvatore Furia, l’uomo che più di altri ha incarnato l’amore e la passione per una città e per i suoi alberi – ha spiegato il vicesindaco Daniele Zanzi -. Salvatore Furia pensò questo premio come riconoscimento a chi si fosse distinto particolarmente nelle scienze ambientali e naturalistiche; di fatto fu il primo premio in Italia e forse in Europa in cui compariva il termine ecologia”.

Vanni Belli, presidente della società Schiaparelli ha detto: “Siamo molto felici che l’amministrazione abbia voluto ripristinare questo premio a cui Salvatore Furia, il nostro fondatore, era tanto legato. Sarà un modo per mantenere sempre vivo il suo ricordo ma soprattutto portare avanti in modo concreto le idee di una persona così importante per Varese che ha fatto così tanto per la città, grande uomo, educatore e divulgatore ancora oggi vivo nei cuori di molte persone.

Furia fondò e promosse il Premio Ecologia Città di Varese, in concomitanza con l’annuale festa degli alberi. Fu il primo premio italiano dedicato a personaggi ed enti che si distinguevano nella promozione e tutela dell’ambiente, tramite iniziative scientifiche, di lavoro manuale e di promozione di una legislazione per la tutela ambientale italiana ed internazionale. Per venticinque anni Furia e la Schiaparelli hanno sollecitato la ricostituzione di questo premio e sono contento ed emozionato per la grande sensibilità del Comune di Varese, promotore del rilancio della consapevolezza ecologica della città, che ha voluto aggiungere alla denominazione originaria del premio il riconoscimento al suo fondatore”.

A decidere il vincitore della nuova edizione del premio Ecologia sarà una giuria composta dai rappresentanti della società Schiaparelli, dell’università dell’Insubria, dell’Arpa, del Centro di Ispra.

“Sono molto commosso per avere raggiunto questo importante risultato di ripristinare il premio e averlo intitolato a Salvatore Furia – prosegue Zanzi – un uomo capace di guardare lontano. Un visionario, un uomo di intuizioni dunque, ma non solo: un naturalista, un ricercatore, ma prima di tutto e soprattutto un grande divulgatore delle scienze, un educatore ed un umanista. Salvatore Furia era sicuramente un trascinatore perché era uomo di esempio e di concretezza. Il “Prof.”, catanese, ma vero varesino, probabilmente ha ricevuto dalla sua città adottiva molto meno di quello che le ha dato.

Ecco perché è doveroso ora intitolare al suo nome, che lo ideò, il Premio Ecologia Città di Varese che d’ora innanzi si chiamerà “Premio ecologia Città di Varese Salvatore Furia” e sarà conferito a chi si è particolarmente distinto nella divulgazione delle scienze ambientali. Da lassù, tra le sue stelle, sono sicuro che al “Prof.” scapperà un benevolo sorriso”.

Lunedì 2 ottobre dunque, all’interno del ricco programma Nature Urbane, sarà il giorno della premiazione. Il Premio Ecologia Città di Varese – Salvatore Furia 2017 è stato conferito al professor Stefano Mancuso Stefano Mancuso è il fondatore della neurobiologia vegetale. Sarà distribuito anche un piccolo omaggio a tutti i partecipanti alla serata: una piccola pianta di faggio che tutti potranno mettere a dimora così tra 30 anni avremo il bosco di Furia che darà 3 milioni di kg di ossigeno.

La cerimonia del 2 ottobre si dividerà in due parti: alle 18.30 verrà piantata nei Giardini Estensi una quercia a foglia di castagna, una pianta che sarà l’unico esemplare a Varese. Ogni anno poi in occasione del Premio verrà piantato un albero diverso in un parco cittadini. Alle ore 21 nel salone Estense verrà consegnato il premio a Stefano Mancuso, che parlerà della sua attività da ricercatore.  Durante la cerimonia verranno eseguiti i canti degli alpini a cui Salvatore Furia era molto legato.

Inoltre, sempre legato al Premio Ecologia Città di Varese Salvatore Furia, è stata pensata una borsa di studio di 2500 euro che verrà consegnata nel 2018 ad un dottorando che si è distinto nella ricerca nelle tematiche ambientali.

Stefano Mancuso – Professore ordinario presso l’Università di Firenze e accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili, dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV, www.linv.org), con sedi a Firenze, Kitakyushu, Bonn e Parigi. È membro fondatore della International Society for PlantSignaling & Behavior. È Fellow Professor in numerose università internazionali. È fondatore ed Editor in Chief dei giornali PlantSignaling and Behavior (USA) e Advances in Horticultural Science. Nel 2010 è stato il primo scienziato italiano ad essere invitato come speaker in un TED GLOBAL.

Il video della conferenza, tenuta ad Oxford è stato visualizzato oltre 1 milione di volte sul sito TED. (http://www.ted.com/talks/stefano_mancuso_the_roots_of_plant_ intelligence.html)

Nel 2013 pubblica il pluripremiato best-seller Verde brillante tradotto finora in 21 lingue. Nel 2016 è il primo autore di lingua non tedesca a vincere il premio del Ministero della Scienza e Tecnologia austriaca “WissenschaftbuckdesJahres” per il miglior saggio scientifico (http://www.wissenschaftsbuch.at/).

Nel 2014 fonda PNAT (www.pnat.net) una start-up dell’università di Firenze per la creazione di tecnologia ispirata dalle piante. Con PNAT produce Jellyfish Barge, una serra galleggiante, autonoma e completamente ecosostenibile, presentata a Expò 2015, con la quale vince premi internazionali fra i quali: 1th Classified “International Award Innovative Ideas and Technologies on Agribusiness” UNIDO (United Nations Industrial Development Organization); UNECE (United Nations Economic Commission for Europe); 2th Classified “Ideas for Change Award”; USA Department of Agriculture; 1th Classified “Feeding the Accelerator” the innovation program of the USA Pavilion at Milan EXPO 2015

Il «New Yorker» lo ha incluso tra i world changers. «La Repubblica» tra i 20 italiani “destinati a cambiarci la vita”. Ha al suo attivo numerosi volumi e oltre 300 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. Nel 2016 e 2017 è invitato dalla Presidente della Repubblica del Cile a partecipare al Congreso del futuro presso il Senato della Repubblica del Cile. Dal 2016 è advisor del governo cileno sui temi dell’innovazione. Ha pubblicato recentemente per la Giunti Plan Revolution, Uomini che amano le piante e Biodiversi (scritto con Carlo Petrini) Con i Deproducer ha ideato lo spettacolo teatrale/musicale Botanica.

La storia del Premio. Albo d’oro dei premiati dal 1973 al 1992

- 1973 Corpo Forestale dello Stato, per l’opera di ricostruzione delle foreste

- 1974 Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco,per la lotta agli incendi boschivi

- 1975 Sofia Stingher Zambeletti, per la sua donazione di terreni boschivi montani per la realizzazione della Cittadella di Scienze della Natura e la realizzazione di un parco pubblico

- 1976 Azienda di Stato foreste demaniali di Belluno, per la istituzione di riserve naturali

- 1977 prof. Giuseppe Nangeroni, per la sua opera di ricerca e divulgazione delle scienze naturali, in ambito universitario e pubblicistico

- 1978 il prof. Mario Pavan, per il suo contributo alle istituzioni pubbliche e private nazionali ed internazionali per la tutela dell’ambiente e la ricerca scientifica, assieme al prof. Vincenzo Tardino, giudice del Tribunale di Bologna, per essere stato il primo magistrato italiano a sollevare il problema della distruzione ambientale in Italia

- 1979 Dott. Walter Frigo, direttore del Parco Nazionale dello Stelvio, per il particolare impegno assunto nell’arricchimento e nella salvaguardia del più grande parco nazionale italiano

- 1980 dott. Franco Tassi, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, per l’azione intrapresa nella strenua difesa di un parco che era minacciato dalla speculazione e dalla rovina

- 1981 dott. Valerio Benvenuti, direttore generale per l’Economia Montana e le Foreste, per le azioni da lui intraprese, anche a livello internazionale, per la diffusione della lotta biologica agli insetti dannosi all’agricoltura

- 1982 Wellenzohn Ernst e De Monte Fagino Ermes, guardie forestali del Parco azionale dello Stelvio, distintisi in operazioni di salvaguardia della fauna selvatica e vittime di agguati

- 1983 dott. Alfonso Alessandrini, membro della Accademia Nazionale di Scienze Forestali, Direttore Generale per l’Economia Montana e per le Foreste, per l’impegno ad arricchire i parchi nazionali e le riserve biogenetiche

- 1984 il Segretariato del Comitato Europeo per la Salvaguardia della Natura e delle Risorse Naturali del Consiglio d’Europa a Strasburgo, per la più vasta opera di ricerca, legislazione divulgazione, educazione e propaganda a favore della tutela del territorio

- 1985 Assessorato per l’Ambiente e l’Ecologia della Regione Lombardia, per la rilevante azione legislativa per fronteggiare la degradazione dell’aria, dell’acqua, del suolo, della vegetazione, della flora e della fauna

- 1986 dott. Fabio Klauser, curatore delle foreste Casentiesi e di Vallombrosa, scienziato forestale che per primo in Italia ha evidenziato i danni dell’inquinamento atmosferico sul patrimonio forestale

- 1987 Prof. Giuseppe Galasso, accademico del Linceo, promotore di numerose iniziative legislative volte alla tutela ambientale, del paesaggio, dei parchi e delle riserve naturali

- 1988 dott. Paolo Maddalena, magistrato, vice procuratore generale della Corte dei Conti, redattore del disegno di legge per la nascita del Ministero dell’Ambiente, assieme alla Royal Society for Protection of Birds, inglese, la più importante associazione protezionistica d’Europa per la conservazione degli uccelli

- 1992 prof. Ardito Desio, naturalista e fondatore dell’Istituto di Geologia dell’Università di Milano, fondatore dell’istituto di geologia della università di Milano, organizzatore di spedizioni e ricerche in Italia e nel mondo per la conoscenza e la conservazione degli ambienti naturali, l’ultima delle quali fu la realizzazione della cosiddetta “piramide” laboratorio nei pressi del campo base dell’Everest in Nepal, a 5.050 metri di altitudine. Il Premio Ecologia Città di Varese

28 settembre 2017
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