Varese

Varese, Convegno sull’Europa, leadership del centrodestra moderata e centrista

Un momento del convegno a Varese

Un momento del convegno a Varese

Si è svolto questa mattina, presso la sede Aler di Varese, il convegno “L’Europa che vogliamo. I valori del PPE in provincia di Varese”, un appuntamento voluto dal centrodestra non leghista (forse, in parte, anche anti-leghista?). Relatori diversi, Lara Comi, eurodeputata forzista, e Luca Marsico, consigliere regionale forzista. Con loro anche il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo (Lombardia Popolare). Insomma, il centrodestra più lontano dal lepenismo e più vicino alla tradizione centrista.

Un momento delicato, quello attuale, con uno scontro durissimo per la leadership che spacca il centrodestra. A Varese, l’eurodeputata Lara Comi ha parlato chiaro, conferendo la leadership agli esponenti forzisti:
“Dopo l’incontro promosso a Fiuggi dal Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani con il Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, questa mattina siamo a Varese, nel Nord del Paese, per ribadire come intorno ai valori popolari e riformisti del Partito Popolare Europeo, anche sui nostri territori, si possa costruire e consolidare un’alleanza di governo all’insegna della concretezza e della responsabilità”.  Dunque? “Immigrazione, rimpatri obbligatori, riforma del trattato di Dublino, miglioramento della qualità degli investimenti a favore delle imprese e territori, più efficienza e meno burocrazia nel funzionamento delle istituzioni europee: sono queste le sfide su cui il PPE e’ al lavoro per affrontare e risolvere i problemi che oggi attanagliano le nostre comunità. Obiettivi di innovazione e cambiamento che vogliamo applicare anche nel nostro Paese e sul nostro territorio, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali del prossimo anno”.
Anche Raffaele Cattaneo ha accennato ad alcuni temi discriminanti. Ad esempio il No-Euro è una discriminante: “L’Europa va cambiata alla luce della sfiducia che oggi i cittadini dimostrano nei confronti delle istituzioni europee. Ci sono però dei punti cardine che non possono essere messi in discussione, come il mercato unico e la moneta unica necessari per poter vendere i nostri prodotti ed esportare le nostre competenze. Se abbandonassimo l’euro si verificherebbe la svalutazione dei nostri patrimoni e la crescita del prezzo dei prodotti che noi importiamo, come ad esempio l’energia. Allo stesso modo per poter dare prospettiva ai nostri giovani resta imprescindibile il programma Erasmus che permette ai nostri studenti di poter fare esperienze importanti all’estero”.

23 settembre 2017
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