Varese

Varese, Centrodestra e referendum: sullo stipendio del sindaco o sul Piano sosta?

Il centrodestra ai Giardini

Il centrodestra ai Giardini

Ad un anno e qualche mese dalla partenza della consigliatura e del governo cittadino del sindaco Davide Galimberti, il centrodestra si ricompatta e si presenta in pubblico. E’ accaduto questa mattina in Comune, dove una ventina di persone, esponenti di partiti, gruppi e movimenti di centrodestra, ha voluto diffondere il suo giudizio sull’amministrazione in carica.

Tante le differenze tra i presenti, politiche, culturali, anche di rapporto con l’amministrazione Galimberti. Come dice il coordinatore cittadino forzista Roberto Leonardi, una “quasi-coalizione”: “Una coalizione seria è il risultato di un percorso, di un confronto nel tempo, di una scelta di obiettivi comuni”. Dunque, quello di stamattina è un punto di partenza che si svilupperà nei prossimi mesi.

Numerosi i temi, tante le considerazioni, ma tante anche le differenze significative che si notano in questa “quasi-coalizione”. Parte il giro di interventi Rupen Benedetti, portavoce del Popolo della Famiglia di Varese, che pone l’accento sui disagi delle famiglie. Poi interviene Giacomo Cosentino, presidente di Orizzonte Ideale, che fa cenno agli “atti scellerati” compiuti. Cinzia Milan, che rappresenta Varese Popolare, condivide le preoccupazioni degli altri esponenti, così come Alessia Longo, rappresentante di Rivoluzione Cristiana. Salvatore Giordano, ex assessore, esponente di Fratelli d’Italia, dice che “l’unica cosa positiva di Galimberti è di avere ricompattato il centrodestra”. Intervengono anche Alessandro Molinari, portavoce di Libertà Nazionale e Francesco Marcello (Circolo Destra Italiana).

In tanti rievocano e chiedono che si svolga il referendum sullo stipendio promesso da Galimberti in campagna elettorale.

Anche il civico Matteo Colombo parla del referendum sullo stipendio del sindaco, pur chiarendo una differenza di punti di vista: “Non siamo interessati a giudicare lo stipendio del sindaco, se lo tenga, anzi magari potrebbe anche aumentare. Ci interessa invece come la pensano i cittadini sulle iniziative intraprese da questa maggioranza”. Gli fa eco il civico Pino Terziroli.

Prende poi la parola l’ex candidato sindaco Paolo Orrigoni, che prende le distanze da un opposizione fatta solo di NO e rivendica come “la minoranza abbia presentato diverse proposte alternative al Piano Sosta”, ma non sono state ascoltate. Continua: “Sembra di avere davanti una maggioranza che, come le famose scimmiette, non vedono, non sentono e non parlano”. Concluce: “sentiamo la mancanza di una figura elegante, pacata e attenta alle esigenze della gente come Attilio Fontana”.

Parla anche il capogruppo leghista Carlo Piatti, che esordisce dicendo: “Tanta gente che ha votato Galimberti se ne è già pentita”. Piatti, forte della sua esperienza, entra nel merito del tema referendum. E lancia una proposta accolta dagli altri esponenti come una sorpresa: “Come Lega pensiamo interessante un referendum popolare non sullo stipendio del sindaco, ma sul contestato Piano Sosta di Galimberti”. Una proposta di cui Piatti non nasconde le difficoltà logistiche e organizzative.

Anche il capogruppo forzista Simone Longhini, anche lui ex assessore, sta con i piedi per terra e torna al Piano Sosta, rimarcando come “sono state già protocollate 5 mozioni per modificarlo”. Poi Longhini affronta il tema dell’accordo sulle scuole parificate: il capogruppo forzista denuncia un taglio del 20% dei finanziamenti alle scuole paritarie da parte del Comune.

A Longhini fa seguito la consigliera forzista Carlotta Calemme, che invece lamenta una riduzione della convocazione di sedute del Consiglio e, soprattutto, delle Commissioni. In particolare la Commissione Area Vasta, convocata solo due volte, nonostante poteva discutere di ricadute sui Comuni limitrofi del Piano Sosta.

 

23 settembre 2017
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