Varese

Varese, Biblioteca Civica nella bufera, la Rsu attacca il Comune

L'entrata della biblioteca

L’entrata della biblioteca

Aperture domenicali e strumenti obsoleti della Biblioteca Civica di Varese sul banco degli imputati. E’ la Rsu del Comune, insieme ai sindacati Cgil-Cisl-Uil e ai Cub, a fare luce su ciò che è accaduto e sta accadendo alla biblioteca comunale e ai suoi lavoratori (una quindicina, che lavora in tre sale e per sei giorni).

Alla fine del mese dello scorso mese di novembre il Comune di Varese lancia l’iniziativa di aprire la biblioteca di via Sacco alla domenica. Come dicono i rappresentanti Rsu fu una scelta senza cambiare la “dotazione organica”, cioè senza aumentare il personale. Un accordo con il sindacato, sottoscritto al termine di quello che viene definito “un confronto acceso con l’amministrazione”, prevedeva una sperimentazione che si sarebbe protratta per tre mesi.

La sperimentazione non ebbe il successo sperato, nonostante il fatto che due persone lavorassero la domenica, mancando però durante la settimana. La seperimentazione finì, nel febbraio scorso, con la presa d’atto  che la sperimentazione non aveva avuto successo.

La Rsu affronta dunque la seconda parte del percorso: da marzo fino al 16 luglio si decise di tenere aperta la Biblioteca Civica (soltanto la sala di consultazione e non il prestito, che restava chiuso) con il contributo di alcuni giovani pagati con voucher. Non solo: risale sempre allo scorso febbraio una delibera di giunta (n° 108 del 28 febbraio) che stabiliva che per coprire sempre il periodo marzo-16 luglio si dovesse sottoscrivere una convenzione con associazioni di volontariato, che consentissero di tenere aperta la struttura.

A questo punto arriva l’accusa della Rsu: non è accaduto nulla, nessuna convenzione con i volontari è stata firmata, non si comprende cosa si intenda fare adesso.

Non solo: la Rsu sostiene che ci sia stato un silenzio assoluto dell’amministrazione su una serie di problemi segnalati, che vanno dagli strumenti obsoleti (computer per la consultazione da parte degli utenti) al fatto che “da tre anni non vengano acquistati nuovi volumi”, dal fatto che l’impianto di condizionamento dell’aria non funziona in occasione del caldo estivo fino alle condizioni poco salubri dei lavoratori impegnati nel “bunker”, il deposito libri che si estende sotto il prato a fianco dell’edificio che ospita la biblioteca. Anche su tali questioni, sostiene la Rsu, nessuna risposta da parte dell’amministrazione.

 

 

 

23 settembre 2017
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6 commenti a “Varese, Biblioteca Civica nella bufera, la Rsu attacca il Comune

  1. franco giannantoni il 24 settembre 2017, ore 09:12

    Caro Direttore, é tutto molto chiaro. Con la cultura non si mangia come diceva il Nostro e soprattutto non si prendono voti. Invito i signori amministratori ad andare, per esempio, a visitare la Biblioteca Civica di Como e si accorgeranno come si fa a gestire quello che dovrebbe essere il cuore pulsante di una città altro che i vari Premi che non servono a niente!. Cordialità, Franco Giannantoni

  2. Bruno Belli il 24 settembre 2017, ore 14:00

    Come volevasi dimostrare, purtroppo. Avevo visto giusto già un anno fa.
    Ho sempre detto che si debba partire dalle fondamenta e non dal tetto.

    L’attuale amministrazione varesina naviga senza bussola per quanto riguarda i progetti inerenti all’Assessorato alla cultura. Si cerca di coprire con il Festival «Nature urbane» l’assoluta mancanza d’attenzione verso l’amministrazione ordinaria del patrimonio culturale facente capo al Comune di Varese.

    Ed i grossi problemi che ha la Biblioteca civica in questi ultimi mesi – da quando sono state fatte richieste ai dipendenti che possiamo ritenere quantomeno ai limiti del dovuto – sono solo la punta dell’iceberg dei “mali “ di cui soffre il patrimonio culturale pubblico varesino.

    Se prima non cerchiamo di costruire per gradi il tessuto atto a rispondere alle esigenze della città, non possiamo pretender di aprirci all’Europa, come pomposamente predica la Giunta, perché non si è ancora valutato quale reale strada percorrere per cementare una vera identità della città.

  3. Cesare Chiericati il 25 settembre 2017, ore 15:42

    Il deficit di attenzione, speriamo provvisorio, non riguarda solo il patrimonio culturale cittadino. Ci sono disattenzioni diffuse per strade, marciapiedi, cartellonistica varia, tombini, graffiti, erbacce, recinzioni di parchi, incolti urbani mal tenuti come quello tra via XXV Aprile e gli edifici scolatici soprastanti. Detto questo resta il fatto che l’eredità raccolta dalle precedenti amministrazioni è davvero pesante e non rapidamente rimediabile. Ma occorre far presto.

  4. Laura Caruso il 29 settembre 2017, ore 11:00

    L’accordo con il mondo del volontariato si sta definendo, a breve la libreria sarà coperta da volontari di un’associazione culturale della città

  5. Bruno Belli il 29 settembre 2017, ore 17:05

    Le difficoltà in ambito culturale delle amministrazioni varesine si vedono anche dai termini che utilizzano le stesse, non limitandosi ai soli amministratori, ma anche agli “adepti” o collaboratori che dir si voglia.
    Come le precedenti, così avviene anche con l’attuale, nonostante i nomi altisonanti che ricoprono alcune cariche
    E mi spiace notarlo in una persona del livello di Laura Caruso che, essendo informata su quanto scrive, è a stretto contatto, evidentemente, con membri della giunta.

    «Libreria» e «Biblioteca» non sono sinonimi, così come non lo sono «Teatro stabile» e «Teatro in muratura».
    Partiamo dalle fondamenta, che è necessario. Ma qui, si continua a partire dal tetto: prevedo successivi crolli quinquennali.

  6. Laura Caruso il 30 settembre 2017, ore 00:48

    La tua “evidenza” non è corretta, non sono a contatto con membri della Giunta Bruno, semplicemente sono in un’associazione culturale, per la precisione Uni3, che ha diffuso tra i suoi 350 iscritti un comunicato invitandoli ad offrirsi come volontari per la domenica presso la biblioteca civica. Ad oggi ha già risposto un cospicuo numero di volontari. Il comunicato, firmato dal Prof Serino, del direttivo di Uni3l’ho pubblicato sulla mia pagina fb 3-4 giorni fa ed ho avuto anche li alcune adesioni esterne alla nostra associazione, e ieri ai margini di un convegno che ho presentato in Aula Magna ce ne sono state altre. Buona notte

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