Varese

Varese, Affollata presentazione per il romanzo Il Mercante di Renata Ameruso

Rocco Cordì e Renata Ameruso

Rocco Cordì e Renata Ameruso

Non capita tutti i giorni di vedere una sala stracolma alla presentazione di un libro. Però a volte succede e i volontari della Biblioteca “Bruna Brambilla”, organizzatori dell’evento di giovedì scorso con la presentazione del libro “Il Mercante” di Renata Ameruso, hanno più di un motivo per essere soddisfatti. Oltre settanta le persone presenti che hanno seguito l’appassionata e coinvolgente narrazione dell’autrice “intervistata” da Rocco Cordì, volontario della Biblioteca.

In poco meno di 200 pagine la prof. Ameruso attraverso i suoi personaggi riesce a fornire una sintesi straordinaria di avvenimenti storici, locali e nazionali, del primo quindicennio del novecento. Francesco Russo emigrato in Brasile ritorna al paese natio (Calzano, località immaginaria della Calabria) non più da pezzente, come era prima di emigrare, ma da ricco signore animato dalla voglia di “rivincita sociale” ed anche dal proposito di mettere a frutto la ricchezza raggiunta producendo cambiamenti nella struttura economica locale fondamentalmente basata sull’agricoltura.

Si fa costruire il più bel palazzo della zona, “una dimora degna delle classi altolocate” decidendo, ora sì, di sostituire la vecchia coppola con la quale era partito con un sontuoso cilindro, simbolo della ricchezza e del prestigio conquistati. I suoi tentativi però vengono duramente ostacolati dal suocero, don Alfonso Longo, un nobile caduto in disgrazia che si riprende solo grazie alla generosità di Francesco. La figura di Longo riassume simbolicamente un potere ottuso e autoritario che si riproduce continuamente grazie anche al fatalismo o al pessimismo atavico espresso nel detto “tantu nun cangia nenti”.

Aspirazioni sociali e sentimenti privati si intrecciano indissolubilmente in una trama molto intensa e significativa fitta di riferimenti storici, morali e simbolici che stimolano la lettura dalla prima all’ultima pagina. Il romanzo è una storia di riscatto sociale, ma anche una storia d’amore.

Un romanzo avvincente in cui la vita e le vicende personali dei protagonisti incarnano l’eterna lotta tra cambiamento sociale e conservazione particolarmente aspra nella realtà calabrese dominata da storture, arretratezze e ingiustizie a volte così assurde e crudeli da risultare emblematiche di una intera condizione – individuale e sociale – subalterna e priva di speranza e di futuro.

Una nota curiosa rilevata da Cordì che, tra l’altro, è un appassionato noirista. Nel romanzo compare il Gambrinus caffè degli artisti di Napoli dove Francesco, trovandosi in ciittà, si reca per gustare il babà. E’ lo stesso bar che (nella realtà romanzata) molti anni dopo vedrà un frequentatore d’eccezione: il Commissario Luigi Alfredo Ricciardi (creato da Maurizio De Giovanni) … ma questa è un’altra storia

23 settembre 2017
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