Varese

Varese, Il consigliere Boldetti dà i voti alla giunta Galimberti. Nessuna insufficienza

Gli assessori al primo giorno del mandato

Gli assessori al primo giorno del mandato

Con una punta di ironia e la volontà di scattare una foto della giunta Galimberti al giro di boa del primo anno, il consigliere di opposizione Luca Boldetti, eletto nella lista di Paolo Orrigoni, ha realizzato un “pagellone del primo anno giunta di Varese”:

Galimberti: VOTO 9 Il più abile oratore dell’intera assemblea cittadina. Riuscirebbe a convincerci che in realtà ha fatto le sedute di Giunta in ogni quartiere, o addirittura che sia un caso l’assunzione in Comune di colui che ha curato la sua campagna elettorale. Suo il copyright dello slogan “dopo 23 anni…” e “colpa dell’amministrazione precedente”. Scende di voto solo perchè farà decidere il proprio stipendio ai cittadini: roba da 5 Stelle… Un po’ come lo streaming: lasci perdere.

Zanzi: VOTO 10 e lode Il migliore in questo primo anno e recordman nelle minacce di dimissioni. Caricatosi di numerosissime deleghe, dal turismo ai lavori pubblici, dall’ambiente alla cultura, raggiunge la lode grazie all’ostruzionismo verso l’unico investimento privato per la città: un colpaccio. Da Luglio è noto invece che avrà la delega alla Polizia Locale: se garantisse la sicurezza così come garantisce il “non-accordo” con la Lega Civica, dormiremmo tutti sonni più tranquilli.

Civati: VOTO 9 Subisce le critiche ingiuste dei cittadini per aver rivoluzionato -come da programma- la mobilità e la viabilità cittadina, ora decisamente migliori ed efficienti. Trepidiamo nell’attesa di poter pagare il parcheggio anche nei garage di casa nostra. Si dimostra sempre molto attivo e celere, come si è notato con i lavori in via del Ceppo. Anche su Facebook non è da meno: sul social pubblica ogni provvedimento della Giunta… tranne i suoi, come il Piano sosta: quanta umiltà! Infine fa e disfa (in scioltezza) le passerelle in zona stazioni, una vera chicca.

Perusin: VOTO 6,5 Assessore secondo per critiche solo a Civati, peraltro per scelte non sue. Artefice, insieme al Sindaco, della magia sulla Cosap: un giorno c’è, quello dopo no. Ricordano un po’ mago Merlino e Morgana.

Di Maggio: VOTO 7,5 Rivoluzione tariffaria “soft” la sua, ma comunque sufficiente a “convincere” buona parte delle famiglie a richiedere il pre-scuola o il dopo-scuola lungo (a pagamento). Segno tangibile di un miglioramento nel servizio, e non certo della riduzione degli orari standard. Solo un dubbio: alla terza scuola trasferita ce n’è una in omaggio?

Molinari: VOTO 6,5 Grazie al “Piano regolatore del sociale” raggiunge una sufficienza abbondante, soprattutto per averlo approvato come da linee programmatiche entro dicembre 2016. Ovviamente senza il voto della commissione né del consiglio e senza pubblicazione o comunicazione alcuna ai cittadini: quasi uno 007.

Buzzetti: VOTO 7,5 Ha un assessorato complesso e molto tecnico, il che non giova. Riesce a far passare sotto traccia il regolamento TARI (non doveva esserci la tariffa puntuale sui rifiuti?!) e, soprattutto, a nascondere le cifre relative al “Piano sosta”. Capolavoro!

De Simone: VOTO 7 Voto di incoraggiamento e per la simpatia, ora che ha di nuovo ottenuto da Zanzi la delega all’ambiente. Sperando solo che nei weekend pedonalizzati non venga rilevato l’inquinamento in centro, altrimenti è in guai grossi!

Strazzi: VOTO 6,5 Varese capitale dei giovani è una bellissima proposta, così come i numerosissimi eventi a favore dei giovani, soprattutto a Capodanno. Per fortuna ora, con il nuovo regolamento di polizia Urbana, la movida potrà continuare addirittura fino alle 23.

Cecchi: VOTO 7,5 Le aspettative su di lui sono altissime, un po’ come Ronaldo all’Inter. Sperando che non si trasformi in Gabigol. Soffre però di un particolare anatema: nei luoghi che vuole rilanciare viene puntualmente messa a pagamento la sosta. Tuttavia mezzo voto in più per il simpatico accento toscano, con l’augurio che durante il Festival del paesaggio ci sia bel tempo.

Cari Sindaco ed Assessori, è finito il tempo degli slogan facili. Basterebbero invece più ragionevolezza, meno presunzione e una maggiore capacità di ascolto. Alcune scelte possono essere anche buone, ma se applicate ideologicamente fanno solo danni. I cittadini vogliono anzitutto sburocratizzazione e semplicità, una città più sicura, vivibile ed accogliente, vogliono dei servizi utili alle esigenze quotidiane, maggiore attenzione alle categorie più deboli e una mobilità che tenga conto del territorio. Dopo un anno di spot, è ora di iniziare a lavorare per questi obiettivi!

20 settembre 2017
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