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Varese, L’Associazione Mazziniana riprende le conferenze dopo la pausa estiva

Bruno Belli l'umanista

Bruno Belli l’umanista

Dopo la pausa estiva riprenono le iniziative programmate dalla sezione varesina dell’Associazione Mazziniana Italiana.

Le iniziative che riaprono le attività dell’associazione dedicata ad uno dei protagonisti tra i meno ascoltati del Risorgimento italiano, saranno due conferenze.

Il 15 settembre alle ore 17,30, presso lo Spazio Scopri Coop Casbeno, la Prof.ssa Renata Castelli interviene su “Giuseppe Mazzini, l’iconografia di un protagonista del Risorgimento”, mentre il  29 settembre alle ore 17,30, presso la Sala Superiore del Caffè Zamberletti, in corso Matteotti a Varese, il Dottor Bruno Belli parlerà del tema “La Filosofia della Musica” di Giuseppe Mazzini.

31 agosto 2017
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14 commenti a “Varese, L’Associazione Mazziniana riprende le conferenze dopo la pausa estiva

  1. Marco Massa il 31 agosto 2017, ore 20:39

    Ecco una buona notizia. Finalmente, dopo un anno, potremo ascoltare di nuovo il piacevole raccontare di Belli.

  2. a.g. il 31 agosto 2017, ore 21:14

    Per carità apprezzabile Belli, come lui ben sa, da parte nostra…ma speriamo per Varese qualcosa di più ampio e strutturato sul piano culturale…adesso arriverà il festival del paesaggio, vero banco di prova per l’amministrazione Galimberti…

  3. R. Gervasini il 31 agosto 2017, ore 22:35

    Caro Direttore, non abbiamo grandi ambizioni come A.M.I. Varese, mazziniani. Non potremmo averne: non abbiamo fondi, solo idee. Grazie alla disponibilità di studiosi e docenti come Antonio Orecchia, Enzo Laforgia, Renata Castelli, Bruno Belli e Robertino Ghiringhelli proponiamo conferenze in questo 2017 . Faremo ancora meglio nel 2018.

  4. a.g. il 31 agosto 2017, ore 23:08

    bene, bravi

  5. Giovanna il 2 settembre 2017, ore 12:23

    Mi scusi, signor a.g., ma non capisco perchè si deva paragonare qualche conferenza ad un festival, dicendo che ci vorrebbe qualcosa di più ampio e strutturato. Un festival dura un paio di settimane. Bruno Belli per esempio ci proponeva una serie di incontri dove sono passati moltissimi ospiti (quasi tutte le persone di qualità varesine) in pieno cento che duravano dall’autunno alla primavera. Chiusi quei venerdì, non c’è più nulla di simile. Io avrei preferito che continuassero e credo che sia il pensiero di molta altra gente.
    Belli ha dato parecchio a questa città, ha collaborato con moltissime persone e nessuno se ne vuole ricordare, o fingono, ed ora, anche se fa una conferenza, c’è chi deve tirare in ballo sempre qualcosa d’altro. Non è giusto. Io sono una delle persone che rimpiangono quel suo ottimo sodalizio e mi sarebbe piaciuto veramente che lo potesse riproporre; purtroppo altri preferiscono anche dimenticarsi di quello che hanno ricevuto da lui.
    Che brutta razza che siamo noi “esseri umani”.
    Bravi i Mazziniani che lo hanno invitato!!!

  6. R. Gervasini il 3 settembre 2017, ore 12:15

    Cara signora Giovanna, Bruno Belli è persona fuori dal comune che potrebbe tenere inchiodati alla sedia i suoi estimatori, molti, e per ore, ad ascoltarlo. Per quanto riguarda noi di Varese per l’Italia 26 maggio 1859, non finiremo mai di ringraziarlo per averci sostenuto ed aiutato dal 2009 in poi. Oggi è rinata a Varese anche A.M.I. ora intitolata a Giovanni Bertolè Viale, mazziniano, indimenticato docente al Liceo Cairoli di Varese e non si poteva non richiedere nuovi contributi. Si’ perchè la bella notizia è che Bruno Belli terrà, sempre di venerdì, come gli abbiamo chiesto per rispettare le tradizioni, una nuova conferenza, dopo il 29 settembre, in ottobre. Noi ” cultori ” del Risorgimento italiano, mazziniani e garibaldini, ci chiediamo come possa essere così poco ” sfruttato” un brillante ed attento studioso e relatore come Bruno Belli.

  7. Bruno Belli il 3 settembre 2017, ore 17:18

    Gentile Giovanna, la ringrazio per le belle parole che mi hanno commosso.

    Mi sento, però, di doverle dire che sono certo che il direttore Giacometti, non solo collega, ma anche amico personale, non abbia inteso fare un paragone tra il sottoscritto ed il festival dedicato al paesaggio prossimo venturo, paragone che non avrebbe ragione nemmeno di sussistere, essendo io un semplice individuo rispetto al fasto che possa mettere in moto la macchina comunale.

    A me è sembrato chi capire che il direttore stia solo aspettando di vedere come concretamente si esprimerà il “rilancio” della cultura promesso da parte dell’amministrazione pubblica.

    Grazie a Lei, comunque, perchè leggere le sue parole ha fatto bene al mio animo.
    Cordiali saluti.
    B.B.

  8. a.g. il 3 settembre 2017, ore 20:39

    Sottoscrivo ogni virgola di Bruno….

  9. Giovanni Zappalà il 6 settembre 2017, ore 15:02

    Sono felice del ritorno di Bruno alla ‘Zamberletti’ come ai bei tempi. Spero non sia una sporadica ricomparsa ed auspico che il ‘precedente’ si possa rinnovare. Bruno lo merita, la città intera anche. Tanti cari auguri caro amico.

  10. Bruno Belli. il 6 settembre 2017, ore 20:04

    Grazie Giovanni, soprattutto per il ricordo dei “bei tempi” (che non torneranno): sul “merito” è solo bontà tua.

    Per il momento come scrivi tu, siamo ad una “sporadica ricomparsa” di qualche intervento qua e là, tra i quali, già che ci sono, ricordo quello del 28 settembre, presso la Biblioteca Comunale per il tuo libro “Varese: I teatri mai nati. I Teatri mai risorti”, di stretta attualità, al quale auguro in prima persona tanto successo di lettori attenti ed amanti veramente (senza gli “slogan”, che a noi non appartengono) della nostra vecchia città.

  11. Emiliano il 7 settembre 2017, ore 13:23

    Le “sporadiche ricomparse” fanno piacere (e anche un po’ il gioco…) soltanto a chi non garba la figura di Bruno Belli.
    Chi invece lo stima gradirebbe il ritorno di questa sua “istituzionalità”, a mio parere insostituibile o quasi, in quel di Varese. Visto che alla maggior parte dei politici della cultura non importa nulla, a che pro chiedere “gradimento” (che non sia un finto sorrisino compiaciuto o una stretta di mano) da parte loro? Si pensi semmai alla qualità della “platea”: quanti sarebbero in grado oggi a Varese di misurarsi coi tanti argomenti messi sul piatto da Belli negli anni precedenti, a parte chi lo seguiva regolarmente da vicino o lontano?…
    Belli ha meriti e titoli conquistati sul campo… ma gliene manca uno “fondamentale” e buono per ogni stagione: si definisca – ma apertamente! – “Antifascista”, e vedrà che il giorno dopo faranno la fila per costruirgli il piedistallo, oltrechè reggergli scettro, corona e mantello. ;)

  12. Angelo Brunetti il 12 settembre 2017, ore 19:34

    Caro Emiliano, senza che Bruno Belli abbia provveduto a definirsi ” antifascista ” , Mirabelli e soci del PD lo avevano chiamato forse per stendere un programma per un rilancio della Cultura a Varese prima delle amministrative dell’anno passato. Come sia finita la collaborazione non so.

  13. Emiliano il 13 settembre 2017, ore 13:13

    Come sia finita la “collaborazione” è sotto gli occhi di tutti… Il “dettaglio” da me tirato in ballo è molto importante in Italia, non fingiamo che non sia così.

  14. Emiliano il 13 settembre 2017, ore 13:43

    Postilla…
    Potrei citare ciò che accadde a livello nazionale (non locale) un paio d’anni fa’… A distanza di soli quattro giorni reciproci ci lasciarono due altissimi uomini di cultura quali i giornalisti, studiosi e scrittori Piero Buscaroli (Imola, 21 agosto 1930 – Bologna, 15 febbraio 2016) e Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016), di cui non sto a parlare visto che chi li conosce sa cosa valgono entrambi.
    Il primo dei due non solo fino all’ultimo non si dichiarò anti-fascista, ma anzi continuò a definirsi fascista… Mentre le posizioni politiche del secondo erano totalmente opposte.
    Ovviamente la morte del primo passò praticamente sotto silenzio, mentre l’immediatamente successiva scomparsa di Eco fu accompagnata da ossequi e tanta falsa retorica che seguirono nel frastuono generale fin dopo la sua sepoltura.

    I motivi di questa disparità di trattamento? Meramente politici, perchè se parliamo di meriti e bravura dimostrata sul campo direi che gli onori se li meritassero entrambi.

    In Italia bisogna essere bravi, ma veramente bravi, a mentire per andare avanti.

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