Lettere

Nanni Svampa, rimpiangiamo un poeta

svampaMi accorgo leggendo i “coccodrilli” di quanto Nanni Svampa continui a essere sottovalutato. Non c’è nulla di riduttivo a essere un cabarettista, ma qui davvero parliamo di un artista poliedrico al servizio di una idea di cultura che negli ultimi anni – penso al suo impegno nelle scuole – si era fatta anche pedagogica.

Prima di tutto Nanni Svampa è stato il migliore interprete italiano della musica e della poesia di Georges Brassens, benché non il più celebre.

Il lavoro sui suoi testi gli ha permesso di trattare il milanese come una lingua, e non semplicemente come un dialetto. E Brassens, per Svampa, è stato un punto di partenza, non di arrivo (il suo primo disco dedicato al poeta-cantautore francese è del 1964, l’anno in cui nascono i Gufi), che gli ha poi consentito di elaborare in modo filologicamente impeccabile, ma con spirito spesso innovativo, la canzone milanese e lombarda.

Repertorio, quello milanese, che ha trovato in lui il massimo interprete e divulgatore, e che rischia purtroppo di essere dimenticato.

Oggi si piange la scomparsa di un poeta e si rimpiange una storia artistica senza eredi.

Mauro Gervasini

28 agosto 2017
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