Varese

Varese, Longhini (Forza Italia): Piano Sosta scellerato, strisce blu ovunque

Simone Longhini

Simone Longhini

Negli ultimi giorni a Varese sono comparse strisce blu praticamente ovunque: Sacro Monte, zona stazioni, Viale Belforte, Biumo Inferiore, zona Ospedale del Ponte, Casbeno, etc etc.

Dopo esserci battuti in ogni modo per impedire a questo scellerato piano sosta di vedere la luce ottenendo, almeno, il pass rosa (possibilità di posteggiare gratuitamente) per donne incinte e neomamme e alcuni stalli bianchi nei pressi degli esercizi commerciali per soste fino a 30 minuti, siamo arrivati alla situazione attuale in cui le scelte della Giunta sono sotto gli occhi di tutti e stanno provocando le legittime proteste dei cittadini.

Ma ancora molte domande restano senza risposta. Ad esempio perché tutto questo è avvenuto ad Agosto? Volevano forse i nostri amministratori far passare sotto silenzio i 1880 nuovi posti blu a pagamento approfittando del periodo dedicato alle vacanze? Se questa era l’intenzione, non si illudano: i varesini non sono certo distratti e sanno bene cosa li aspetta alla ripresa delle attività.

Ma una domanda ancora più importante (sollevata anche dai referenti varesini di Rivoluzione Cristiana) è rimasta senza risposta. Una recente sentenza del tar Liguria ha ribadito che per creare nuove soste a pagamento deve essere garantito un equilibrio con quelle gratuite, pena la nullità di eventuali sanzioni. Ebbene: questo equilibrio, con la sostituzione in blocco delle strisce bianche con quelle blu, a Varese è stato rispettato? E se, come pare, così non fosse, qual è la delibera che giustifica tale cambiamento e che deve contenere un’analisi ad hoc dei flussi di circolazione stradale e dell’impiego delle infrastrutture?

E’ sufficiente, a tal fine, la delibera del 29/3/2017 che modifica la perimetrazione delle zone a rilevanza urbanistica nelle quali sussistono esigenze e condizioni particolari di traffico individuando, tra l’altro, quale “zona a rilevanza urbanistica del centro città” il comparto delle stazioni, l’Ospedale del Circolo e del Ponte, l’Aspem, la sede territoriale della Regione Lombardia, la stazione di Casbeno, la sede di Provincia e Prefettura, la Questura, un cospicuo numero di plessi scolastici, la sede dell’Archivio di Stato, la sede degli Uffici Finanziari, l’Asl, la sede dell’Arpa, la piscina comunale, il Tribunale?

Un elenco di luoghi che, come appare evidente a tutti i varesini e a chi vive la città per studio, lavoro o divertimento, vanno ben oltre i confini del centro storico, sconfinando nei quartieri di Varese come Giubiano, Belforte, Biumo e Casbeno.

Ma forse è questa l’attenzione ai rioni di cui il sindaco ha tanto parlato in campagna elettorale: assimilarli al centro solo per far pagare di più i parcheggi

Simone Longhini – Capogruppo di Forza Italia in Comune a Varese

 

22 agosto 2017
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3 commenti a “Varese, Longhini (Forza Italia): Piano Sosta scellerato, strisce blu ovunque

  1. Bruno Belli il 23 agosto 2017, ore 18:42

    C’è un’ulteriore “nota dolente” ed è legata al rapporto tra stalli blu e bianchi (di bianchi, allo stato dei fatti, non ne vedo nemmeno attorno al centro: oggi hanno dipinto di blu anche via Dante, ad esempio, una delle ultime che erano rimaste “intatte” ed è stata fatta la stessa cosa anche lungo Via Maspero).

    Per quanto riguarda l’assoluta mancanza di stalli bianchi nei pressi di quelli blu, esiste un’ordinanza della Corte di cassazione, la n. 18575 del 3 settembre 2014 (quindi, agli effetti, pari ad una legge) secondo la quale fu riconosciuto di non dovere il pagamento della contravvenzione rilevata, ad una signora che non espose il pagamento della tariffa, da lei non effettuato, poiché non esistevano nella zona, a breve distanza, stalli bianchi, secondo la percentuale prevista. Secondo la sentenza, quindi, la multa sulle strisce blu sarà nulla se nelle vicinanze del parcheggio “incriminato” non sia dimostrabile da parte dell’ente locale l’esistenza di spazi di parcheggio con le righe bianche, e dunque a sosta gratuita o a disco orario.

    Tra l’altro, sempre secondo la Suprema Corte, ogni qual volta si verifichi questa situazione, spetta all’Ente che emette la contravvenzione, in questi casi, di provare, qualora si ricorra in giudizio la permanenza di soste gratuite in loco, al fine di garantire l’opportunità di parcheggio, pena l’annullamento del verbale.
    Cito: «omissis…nel giudizio di opposizione a verbale di accertamento di infrazione del codice della strada, grava sull’autorità amministrativa opposta, a fronte di una specifica contestazione da parte dell’opponente, che lamenti la mancata riserva di una adeguata area destinata a parcheggio libero, la prova della esistenza della delibera che escluda la sussistenza di tale obbligo ai sensi dell’art. 7 comma 8 C.d.S.“.

    Non potrebbe la zelante amministrazione varesina, pertanto, inserire stalli bianchi con la proporzione prevista dalla legge (il 10 % almeno)?
    Tanto per evitare che, nel caso si inneschino ricorsi vari, come è prevedibile, le spese legali non debbano cadere ancora una volta sui cittadini tutti.
    Uno dei link in cui si può leggere il commento ed il rimando al testo della Suprema Corte: https://www.leggioggi.it/2014/09/01/strisce-blu-niente-multa-se-vicino-non-ci-posti-gratuiti/

  2. Cesare Chiericati il 24 agosto 2017, ore 09:53

    Nel piano sosta c’è indubbiamente qualcosa di affrettato. Non solo la controversa questione della percentuale di stalli bianchi gratuiti in rapporto a quelli blu a pagamento, ma anche l’utilizzo dei cosiddetti parcheggi di corrispondenza in periferia ( Schiranna, Masnago, Malcollina etc..) che risultano, tranne forse Masnago, molto discosti. Aree di sosta di questo tipo possono funzionare se i collegamenti con il centro città sono rapidi e frequenti ( metrò ) e autobus su percorsi pianeggianti e veloci. Non è certo il caso degli ipotizzati terminal varesini.

  3. giovanni dotti il 24 agosto 2017, ore 13:29

    Varese non è Milano, dove c’è una fitta rete di trasporto pubblico che porta rapidamente in centro città. E’ prevedibile che chi è abituato a servirsi dell’auto per venire in città sopratutto per lavoro o commissioni varie continuerà a farlo, pagando di più, pur di non perdere tempo col parcheggio in periferia + bus anche se meno costoso (per il cittadino ma non per il ‘pubblico’ che dovrà provvedere a detto servizio). E probabilmente verrà in città solo per necessità, quindi meno per shopping, svago e turismo, con prevedibile sofferenza per gli esercenti di attività commerciali in città e vantaggio per i supermercati che offrono parcheggio gratuito. I parcheggi periferici + bus sono molto utili invece nei giorni di week-end per accedere a località esterne di turismo e di svago come SacroMonte, Campo dei Fiori e Lago.

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