Rimini

Rimini, Maroni rilancia il referendum: Statuto speciale per la Lombardia

 

Maroni al Meeting

Maroni al Meeting

“L’obiettivo e’ avere una Regione Lombardia a Statuto Speciale, questa e’ la richiesta che faro’ all’indomani del referendum per l’Autonomia del 22 ottobre”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, oggi, conversando con i giornalisti a margine della 38^ edizione del ‘Meeting per l’amicizia tra i popoli’ in corso a Rimini.

“La Lombardia e’ una regione speciale – ha aggiunto Maroni, presentando un opuscolo che verra’ distribuito prossimamente – e io chiedo che sia riconosciuta per la sua specialita’”.

“Avere lo Statuto speciale significherebbe molte cose – ha spiegato il presidente – a partire dal fatto di poter tenere i nostri soldi, almeno la meta’ del residuo fiscale, che e’ di 54 miliardi l’anno e gia’ questo farebbe la differenza. Poi, le competenze, in particolare quella sull’ordine pubblico, esattamente come accade in Sicilia, il cui Statuto prevede che il presidente abbia questa competenza, partecipa al Consiglio dei Ministri e si trattiene le tasse”.

“Vorrei questo Statuto per trasformare non solo la Lombardia, ma anche l’Italia – ha concluso Maroni -: il modello e’ la Lombardia, lo Statuto della Regione Sicilia consente, a Costituzione vigente, di ottenere le cose che chiedo”.

22 agosto 2017
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Un commento a “Rimini, Maroni rilancia il referendum: Statuto speciale per la Lombardia

  1. roccocordi il 22 agosto 2017, ore 23:47

    L’obiettivo di cui parla Maroni non centra nulla con il referendum indetto d’intesa con l’altro presidente leghista, il veneto Zaia. Se avesse avuto il coraggio avrebbe dovuto scriverlo nel quesito referendario che invece si limita a chiedere il “permesso” a portare avanti il progetto di aumentare il numero di materie su cui la regione ha competenza, come previsto dall’articolo 116 del titolo V della Costituzione. Articolo che definisce con estrema chiarezza anche i criteri e le modalità per conseguire l’eventuale ampliamento. Maroni parla d’altro confermando che il referendum (tanto costoso quanto inutile) è una bella presa in giro degli elettori. E spiace profondamente che alla presa in giro si siano accodati quasi tutti i partiti (di maggioranza come di opposizione). Chi non vuole partecipare al gioco ha un solo mezzo: boicottare il referendum truffa.

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