Varese

Varese, Mauro Gregori si è dimesso: Galimberti non è sindaco di svolta

Mauro Gregori

Mauro Gregori

Nel pomeriggio si è dimesso un altro esponente della Lista Galimberti: il consigliere comunale  Mauro Gregori. Ha affidato le ragioni della sua scelta ad un lungo post sulla sua pagina Fb:

Credo sia corretto dare una spiegazione del mio gesto a tutti coloro i quali mi hanno dato la loro fiducia esprimendomi la loro preferenza piu’ di un anno fa.
Ho sperato che appoggiare Davide Galimberti come candidato e poi come Sindaco fosse motivo di svolta e rinnovamento della politica cittadina.

Purtroppo dopo un anno da consigliere comunale, da responsabile “senza nomina” della squadra anti degrado, da membro di commissioni consiliari ed infine da capo gruppo, posso dire con certezza che non c’e’ stata nessuna novità’ reale a Palazzo Estense.

I consiglieri spesso brancolano nel buio, gli stessi Assessori a volta non sono al corrente della decisioni che essi stessi dovrebbero prendere collegialmente.

Ho tentato in ogni modo, in ogni sede istituzionale, tramite colloqui personali con Sindaco ed assessori, interventi sui social, dai giornali, di “correggere” gli errori che testardamente il nuovo Sindaco e la giunta hanno fatto e continuano a fare.

Aumenti delle rette di nidi e materne, del costo dei parcheggi, l’istituzione dell’abbonamento per sostare lontano dal centro con l’auto, la caparbia insistenza nel voler chiudere, anche senza manifestazioni in corso, la via Sacco, senza osare una pedonalizzazione estesa ma creando invece disappunto e confusione tra cittadini ed automobilisti.
Per non parlare dell’ enorme errore, che avverrà’ per superficialità’ progettuale e cioè’ togliere da piazzale Kennedy centinaia di posti auto; del fittizio, malgrado le promesse, consumo zero di suolo con l’edificazione di un nuovo centro diurno per gli anziani della citta’, senza minimamente prendere in considerazione la riqualificazione dell’esistente, per finire poi con la “povera” squadra anti degrado a me affidata ed in cui ho sempre creduto, ad oggi, senza mezzi, senza uomini, senza la reale possibilità di migliorare la qualità’ della vita cittadina, senza nemmeno la disponibilità’ economica, da mesi, dei denari per l’acquisto di una latta di vernice per dipingere le panchine e questo per scelta politica evidente.

Sono tutte delusioni cocenti… alle quali si sarebbe potuto mettere mano operando in modo ben diverso, semplicemente “ascoltando”, ma non si e’ voluto fare.

Persino gli errori di comunicazione riguardo la soppressione del rimborso spese agli anziani volontari hanno portato critiche e prese di distanza da decisioni che se invece ben spiegate sarebbero assolutamente comprensibili (ovviamente la “coalizione” non e’ mai stata messa al corrente di tale scelta prima che venisse effettuata).

Insomma, l’uomo solo al comando, che non ammette condivisioni preventive delle sue scelte, non fa per me, in particolare se spesso queste scelte sono avventate e fatte per semplice visibilità, come ad esempio la richiesta danni ai cittadini di Busto Arsizio perché’ un gruppo di migranti si e’ permesso di prendere il treno da Busto a Varese, creando supposti “disagi” alla quotidianità’ varesina.

Ho richiesto più’ volte al Sindaco l’istituzione di una commissione “spending review” in modo che si potessero controllare tutti e non solo alcuni, capitoli di spesa, che la “trasparenza” fosse maggiore, che non si gettassero denari per assicurare camion o mezzi fermi da anni, che i lavori stradali fossero meglio seguiti ed eseguiti, che si istituisse un monitoraggio quotidiano della citta’ e delle sue necessita’, un nulla di fatto, un “non ascolto” permanente.

“Vanno salvaguardati determinati equilibri di Palazzo e quindi non si puo’ intervenire drasticamente” queste le parole del Sindaco.
Il che significa in parole povere: ad ognuno la propria fettina di potere.
Tanto che per sostituire un cubetto di porfido o una beola rotta, malgrado circa 820 dipendenti comunali, si deve appaltare il lavoro ad aziende esterne con inutili costi che gravano su tutti noi.
I vigili urbani hanno in “cantina” due biciclette che quest’anno non sono state praticamente mai utilizzate e tutti sappiamo quanto sarebbe utile venissero usate quotidianamente.
Il servizio Aspem va migliorato di molto, in particolare riguardo lo spazzamento della citta’ ma non si interviene con la doverosa chiarezza ed energia sull’azienda che ha in appalto le pulizie.
Possibile che in citta’ non ci sia una idropulitrice?
Che i lavori stradali di manutenzione quotidiana siano spesso superficiali e male eseguiti?

Non voglio andare oltre, ma spero che queste mie dimissioni siano da stimolo al Sindaco Galimberti affinché’ con enorme modestia, non solo apparente, ascolti i suggerimenti di chi disinteressatamente vorrebbe una Varese migliore, affinché’ possa riflettere sulle sue future scelte, perché’ eviti ulteriori errori di valutazione e di inesperienza… ma che sopratutto si impegni a che l’intero apparato comunale si muova all’unisono per evitare sprechi, noncuranza, piccoli centri di potere.

L’allontanamento di un dirigente a poco più’ di un anno dal pensionamento e’ decisione a mio parere, punitiva e non necessaria, di facciata, mentre altre importanti decisioni vengono rinviate od ignorate.
Si può’ fare molto in citta’ … ma ad oggi si e’ visto ben poco, pochissimo.

Serve coraggio, il coraggio del cambiamento e dell’eliminazione di ogni disfunzione.
Al governo della citta’ dovrebbe esserci una coalizione, in realtà’ i gruppi di maggioranza vengono messi al corrente delle scelte, fatte da Sindaco ed a volte da pochi altri, sempre a posteriori, quando ogni possibilità’ di correggere o migliorare i progetti in campo, e’ ormai impossibile.
Serve molta umiltà’ e capacita di ascolto… Fino ad oggi non ci sono state ne’ una ne’ l’altra…

Spero, lo ripeto, che il mio gesto aiuti Sindaco e giunta a lavorare con attenzione ed assenza di superficialità’…
Non sto gettando la spugna senza difficolta’ personali e morali… la politica e’ sempre stata per me una passione, Varese e’ nel mio cuore e non lascerei se non mi rendessi conto di essere impotente, se non fossi ormai certo che sto perdendo il mio tempo.

Se potessi dare il mio contributo concreto e fattivo non mollerei.
Di fronte a questa mia impossibilita’ ad operare in maniera concreta, palpabile, quotidiana, la scelta più’ giusta e meditata e’ quella delle dimissioni.
Mai sarei andato all’opposizione, sono coerente con le mie scelte, fatte ben prima che l’attuale Sindaco, venisse designato dai cittadini come candidato dal centrosinistra.

Di sicuro posso dire che il Sindaco Galimberti e’ persona onesta, ma credo che la sua ambizione debba essere quella di “migliorare” Varese non semplicemente di “gestirla”.

Qualcuno sara’ dispiaciuto o deluso dalla mia decisione, certamente, tanti altri tireranno un bel sospiro di sollievo…
Finalmente un rompiscatole in meno a Palazzo.

14 agosto 2017
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Un commento a “Varese, Mauro Gregori si è dimesso: Galimberti non è sindaco di svolta

  1. Martone il 14 agosto 2017, ore 16:49

    Ecco la frase chiave. Un rompiscatole in meno a palazzo. Verra’ sostituitao da un altro che dira’ signorsi. Quindi queste dimissioni le vedo come un regalo al sindaco che ha altre mire a lunga distanza, magari una candidatura per il parlamento, se nel PD resta in sella Renzi

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