Stresa

Stresa, Santa Ildegarda di Bingen, gli studiosi della mistica a convegno sul Maggiore

La grande mistica

La grande mistica

Sarà un appuntamento imprescindibile per chi già conosce e segue Ildegarda di Bingen, ma si tratta senza dubbio di un’ottima occasione per avvicinarsi, magari per la prima volta, a questo personaggio dalla storia incredibile e che ha lasciato un patrimonio di sapere e conoscenza davvero ineguagliato per il suo tempo.

Medicina, alimentazione, benessere, psiche, arte, musica, fisica, fitoterapia… Sono molteplici gli ambiti che verranno analizzati durante le due giornate di questo prestigioso convegno, che porterà sul Lago Maggiore i principali conoscitori del mondo, ancora poco esplorato in Italia, di Santa Ildegarda. Un percorso tra scienza, coscienza e spiritualità, che guida verso una nuova medicina.

“L’intero progetto – conferma la dott.ssa Sabrina Melino, ideatrice del progetto e organizzatrice del convegno – nasce da un percorso di crescita personale e di ricerca interiore prima ancora di essere il cuore di un progetto imprenditoriale. A un certo punto della mia carriera professionale nelle grandi multinazionali farmaceutiche, ho sentito il bisogno di realizzare un progetto tutto mio dove il principio ispiratore fosse il ritorno e la valorizzazione delle nostre tradizioni, degli antichi saperi e della grande cultura della nostra Europa, consapevole che non si può vivere profondamente il presente e proiettarsi nel futuro se si dimenticano le nostre origini. Ho conosciuto Ildegarda – sottolinea Sabrina Melino – sotto l’aspetto più vicino alla mia formazione ovvero ne ho approfondito il pensiero di erborista guaritrice e, creando la linea di prodotti Thesaura Naturae, intendo in realtà lanciare un messaggio che va al di là della semplice cura di un sintomo. Ogni rimedio di Ildegarda è diretto a curare non solo un disturbo fisico ma anche un disagio interiore di cui sovente il disturbo è solo la parte più evidente.”

Saranno dunque questi i temi protagonisti del primo convegno nazionale che si terrà a Stresa i prossimi 16 e 17 settembre, intercettando un interesse assolutamente trasversale, così come trasversale e dinamico è stato il lungo lavoro di ricerca, studio e approfondimento di questo personaggio straordinario.

Santa Ildegarda di Bingen, vissuta tra il 1098 e il 1179, è una figura dalla personalità unica. Il suo eclettismo, la sua capacità di approfondire il mistero dell’esistenza umana, la rendono una delle figure più importanti del nostro Medioevo, una delle donne più intelligenti della storia. Fu consigliera di papi e imperatori e dei grandi potenti del suo tempo. Spirito anticonformista, non esitò a opporsi alla Chiesa ufficiale e a denunciarne la corruzione. Pur da monaca votata alla clausura, svolse viaggi di predicazione e fondò tre monasteri. Fu una mistica, una profetessa e una teologa oltre che donna di scienza e artista. Tre le sue opere visionarie e profetiche: Scivias, Liber Divinarum Operum e Liber Vitae Meritorum. A queste se ne aggiungono altre, alcune delle quali frutto di uno studio tanto approfondito quanto concreto della Natura e dei suoi impieghi in medicina, come il Liber Subtilitatum Diversarum Naturarum, in seguito diviso in Physica e Causae et Curae. Il primo è a carattere enciclopedico-fisico-naturalistico, il secondo a carattere medico-fisiologicocosmologico ed è tuttora utilizzato dalla medicina olistica. Famosi sono ancora l’Ordo Virtutum, la prima sacra rappresentazione del Medioevo, la Symphonia Harmoniae Celestium Revelationum, ovvero le liriche musicate da Ildegarda e il grande Epistolario.

Perché un convegno di medicina ildegardiana oggi? Qual è la modernità di una pensatrice del XII secolo? Cos’ha da dire Ildegarda agli uomini di oggi? Forse più di quanto si pensi, considerando che la badessa di Bingen è stata la prima ambientalista della storia, ha formulato nei confronti del paziente e della cura un approccio psicoterapeutico oltre che farmacologico, ha esplorato i nessi, in tutta la realtà manifesta, tra la fisica e l’energetica, arrivando a mettere a fuoco, con il linguaggio e le forme della sua epoca, concetti che sono allo studio delle più avanzate branche della scienza contemporanea, come la fisica quantistica, l’epigenetica e la PNEI (Psico-Neuro-Immuno-Endocrinologia), nelle quali si verifica con strumenti attuali come la singola cellula risponda a stimoli non solo fisici e chimici ma anche energetici. Ecco allora che Ildegarda – per la quale TUTTO concorre alla salute come alla malattia, dentro un sistema in cui è necessario cogliere i collegamenti che legano le manifestazioni del reale, per la legge di corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo – appare come colei che solo oggi può essere compresa pienamente: fino a qualche decennio fa, il suo messaggio sarebbe rimasto oscuro o relegato a operazioni di filologia.

Nello specifico delle applicazioni mediche e fitoterapiche, l’approccio ildegardiano mira a cogliere le sinergie tra i principi delle diverse piante: la formulazione dei suoi rimedi parte da come questi possono lavorare in maniera integrata sul disturbo, agendo sulla funzione organica e sulla componente energetica e persino emozionale. Ildegarda parla per l’oggi.

29 luglio 2017
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