Varese

Cultura, “Varese non aver paura”, Laura Veroni presenta il suo ultimo giallo alla Ubik

La scrittrice Laura Veroni alla Ubik di Varese

La scrittrice Laura Veroni alla Ubik di Varese

Una nuova generazione di scrittori giallisti si è affacciata a Varese con opere di buon livello apprezzate dai lettori. Tra questi scrittori (ne vengono in mente almeno tre), certamente una scrittrice che si conferma giallista di vaglia è Laura Veroni, insegnante e scrittrice, donna intelligente e di fascino, che ieri pomeriggio alla libreria Ubik di Varese ha presentato la sua ultima opera “Varese non aver paura. Un’indagine del magistrato Elena Macchi”, un giallo-noir pubblicato da Fratelli Frilli Editori.

Pubblico folto, con tanti varesini incuriositi dal nuovo romanzo della Veroni, e tra loro anche il fotografo Carlo Meazza, l’esperto di gialli e politico Rocco Cordì, l’insegnante-scrittore Carlo Zanzi. A provocare la scrittrice, elegante e rossovestita, con le sue domande e le sue considerazioni, il giornalista Andrea Giacometti, direttore di Varese Report. Nel corso della presentazione è stato anche mostrato l’efficace book-trailer del romanzo, immagini veloci, qualche goccia di sangue, il profilo misterioso del Grand Hotel Campo dei Fiori, qualche parola relativa alla trama, il tutto per lanciare il romanzo ambientato a Varese. In prima fila il regista Claudio Ferrara e la protagonista, la bella e biondissima Alice Della Valle.

La Veroni ha creato un personaggio affascinante e credibile, il magistrato Elena Macchi, che dopo essersi dedicata, un anno fa, alla vicenda di un serial killer nel primo romanzo (I delitti di Varese), questa volta la magistrata indaga su casi che riguardano Rosario Accorsi, un pedofilo. Al centro del romanzo tre figure femminili: la Macchi, la professoressa Carla Allevi, la studentessa Erika Bonelli. Tre donne diverse e molto ben caratterizzate dalla Veroni, che nel corso della presentazione ha svelato che sta pensando ad un terzo romanzo con la Macchi quale protagonista, accarezzando così il progetto di una trilogia.

Filo rosso della collana dei Frilli, il riferimento al territorio dei romanzi. Ciò che vale anche per questo romanzo della Veroni: si va dalla centralissima via Robbioni, dove si consuma l’efferato delitto che colpisce il pedofilo, via San Martino, il tribunale in Piazza Cacciatori delle Alpi, alla Valganna, da Luino al Brinzio, fino al misteriosi Grand Hotel Campo dei Fiori (“ne ho scritto prima che il set del sequel di Suspiria e la riapertura del Fai riportassero in prima pagina l’hotel liberty”, ha detto la Veroni). Una serie di riferimenti precisi, che collocano la vicenda in un territorio che continua ad ispirare libri e film. Così come sono precisi i riferimenti temporali, dato che le pagine si aprono con data e ora della vicenda.

La scrittrice non ha dimenticato di raccontare il suo legame forte con la città, con le case e i loro abitanti. Ma si è soffermato a lungo sul personaggio che ha creato, il magistrato Elena Macchi, che in questi due romanzi sta cambiando, inizia a sentire il passare del tempo, si concentra nel lavoro, ma in lei si affaccia la necessità di un rapporto più duraturo. Appare, tra le pagine, Lorenzo, un uomo a cui la Macchi non è indifferente. Sarà uno dei protagonisti del prossimo romanzo che la Veroni ha ammesso di stare già scrivendo?

 

 

30 giugno 2017
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