Varese

Varese, Il “prete di Ratanà” ricordato in Consiglio comunale da Ballerio e Zanzi

Don Giuseppe Gervasini

Don Giuseppe Gervasini

Davvero non è facile (e frequente) elogiare dei politici con questi scuri di luna, ma questa volta Varese Report farà un’eccezione. Qui l’elogio va ad un consigliere di minoranza e ad un assessore. Ci riferiamo al consigliere della Lista Orrigoni, Rinaldo Ballerio, e niente meno che al vicesindaco, Daniele Zanzi, per un episodio che è accaduto ieri sera nell’aula del Consiglio comunale di Varese e che li riguarda entrambi.

Come forse non tutti i cittadini sanno, all’inizio di ogni seduta del parlamentino cittadino, i consiglieri presenti possono fare interventi che spaziano tra gli argomenti più diversi, non necessariamente attinenti all’ordine del giorno della seduta in corso.

Tra gli interventi iniziali, Ballerio ha  voluto ricordare una grandissima figura, la figura di un prete per molti eccentrico, certamente generoso, un sacerdote a cui si rivolge una vastissima devozione popolare, soprattutto a Milano: don Giuseppe Gervasini, el Ratanà, espressione quest’ultima che deriva dal nome di Retenate, paesino a est di Milano dove cominciò a officiare nel 1897. Ieri sera Ballerio ha ricordato il “prete di Ratanà”, da qualcuno considerato uno stregone, “stregone di città”  come si intitolava la pellicola del ’73 dell’indimenticabile  Gianfranco Bettetini.

“Molti hanno scritto libri su di lui – ha detto Ballerio -, come il grande Francesco Ogliari. Un sacerdote molto amato, capace di guarire molte persone.  Una via di mezzo tra don Camillo e padre Pio. Tanti ancora pregano presso la sua tomba al Cimitero Monumentale di Milano”. Ballerio ha ricordato anche l’episodio del sacerdote che, trovato senza biglietto sul tram, era stato sanzionato, e da cui era partita l’idea che il tram non si sarebbe più mosso. E così accadde.

Ma ciò che più conta – ed ecco il motivo dell’intervento di Ballerio – è che il “prete di Ratanà” era nato a S. Ambrogio Olona, nel marzo 1867, in una casa tuttora esistente sulla strada che conduce al Sacro Monte di Varese. “Si potrebbe mettere una targa a suo ricotrdo”, ha detto Ballerio. Ma è stato quasi interrotto dal vicesindaco Daniele Zanzi, sacromontino, che ha detto che la targa già esiste ad imperituro ricordo del grande sacerdote in via Baraggia, nella corte natale del Gervasini.

Una bella figura, di prete popolare e generoso, in odore di santità,  ha così fatto il suo ingresso nel Consiglio varesino, grazie a due esponenti politici a cui va dato atto di avere proposto a tutti un grande esempio di amore e dedizione per i più poveri.

27 giugno 2017
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