Varese

Varese, Dolore e redenzione nella performance “Scar” di Guido Nicoli

I protagonisti della performance allo Spazio Lavit

I protagonisti della performance allo Spazio Lavit

Una performance complessa, con al centro una cicatrice, una ferita chiusa ma ancora visibile, segno di una sofferenza, di un trauma che resta, permane. Il titolo della performance “Scar” messa in scena allo Spazio Lavit di Varese da Guido Nicoli, che così porta a compimento una trilogia di atti teatralità, e che è stata promossa dall’associazione Parentesi. Un pubblico folto, che è intervenuto alla messa in scena per salutare Nicoli che torna, tra qualche mese, nella sua Bergamo.

Una proposta articolata, che ha visto, accanto al protagonista, altri artisti, musicisti e poeti, in nome della contaminazione e della creatività. Come, ad esempio, una henna artist  come Lia Anisha, capace di decorare la cicatrice presente sul corpo di Nicoli con simboli e parole che invocano la salute, che pregano la salvezza.

Dall’altro lato, una intensa lettura in francese del poeta Fabio Scotto, che ha proposto incandescenti brani di Antonin Artaud tratti da Artaud le Mômo. Alla performance ha partecipato anche il suonatore di Sitar Dario Dallago. La performance è stata ripresa dai videomakers Matteo e Renzo Carnio.

“Scar” ha registrato un successo significativo, confermando come lo Spazio di Alberto Lavit continua ad ospitare eventi che, pur calandosi in una galleria, esplorano con coraggio uno spettro espressivo di ampio respiro.

 

24 giugno 2017
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