Varese

Varese, Antifascismo e Resistenza in provincia di Varese, mille pagine dedicate ai protagonisti

Una delle immagini riprodotte in copertina

Una delle immagini riprodotte in copertina

I temi e i protagonisti della Resistenza continuano ad occupare pubblicazioni, programmi televisivi, pellicole. Per quanto riguarda il nostro territorio, è stata pubblicata un’opera di quasi mille pagine complessive dal titolo “Antifascismo e Resistenza in Provincia di Varese – I protagonisti“, due volumi curati da Claudio Macchi e pubblicati dall’editore Pietro Macchione.

Due volumi che offrono al lettore una visione d’insieme di quella stagione nel Varesotto, una stagione fatta di eroismo e di lotta contro l’oppressione nazifascista.

La prefazione dell’opera è stata firmata dal presidente dell’Anpi della Provincia di Varese, Ester de Tomasi.

“Il libro e frutto di un decennio di paziente lavoro condotto con la serietà e il rigore scientifico di chi consulta, analizza e confronta la bibliografia esistente con quanto la documentazione archivistica può oggi offrire, mettendoci di fronte ad un’opera pressochè unica nel suo genere”.

Continua la prefazione: “Rappresenta la complessità dello scenario in cui l’antifascismo nel ventennio del regime e il movimento partigiano nella Resistenza si sono mossi. Evidenzia le tensioni ideali, i punti di forza, le criticità dell’impegno di giovani, donne, uomini della nostra provincia che hanno contribuito a garantire una liberta conquistata il 25 aprile sul campo. Dall’oscuro sacrificio dei confinati, alla speranza accesa dai combattenti del San Martino, fino alla vittoriosa Liberazione, la continuita del percorso e scandita dalla ricostruzione delle sue tappe fondamentali.

Il ruolo di migliaia di protagonisti, dettagliatamente individuati, viene messo in evidenza con documentata e sintetica precisione, estendendo la ricerca a categorie troppo spesso immeritatamente escluse: i combattenti nell’esercito cobelligerante con gli Alleati, i nostri militari all’estero, i prigionieri internati nei campi nazisti, i perseguitati politici o per motivi razziali, finiti nei lager grazie agli arresti operati dalle polizie fasciste. Le 1119 vittime, di cui 11 donne, che hanno lasciato la vita in provincia o altrove, trascinate in luoghi lontani dagli eventi bellici voluti dal fascismo, cui si aggiungono i 184 ebrei deportati dal nostro territorio, sono un tributo di sangue la cui entità è ben superiore a quanto ci era finora consentito di conoscere”.

 

 

18 giugno 2017
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