Varese

Varese, Futuro di Villa Mylius, in Commissione maggioranza ancora divisa

Un momento della Commissione di ieri nel tardo pomeriggio in Sala Giunta

Un momento della Commissione di ieri nel tardo pomeriggio in Sala Giunta

Tra le “eredità” ricevute, l’Amministrazione Galimberti  sta confrontandosi con la questione Villa Mylius, un bene donato al Comune dai fratelli Babini Cattaneo. Soprattutto la nuova amministrazione ha ereditato un progetto di riqualificazione della Villa grazie all’accordo con la Fondazione Gualtiero Marchesi, che puntava a ospitare presso la villa un’Accademia del gusto e delle arti, progetto al centro, dal dicembre 2015, di un Accordo di programma.

Tanto per ricordare ai nostri lettori, tale accordo prevedeva un costo complessivo degli interventi di ristrutturazione pari a € 6.450.600,00 la cui copertura era garantita da Regione Lombardia, per un importo massimo di € 3.225.000 e comunque non oltre il 50% dei costi sostenuti; Comune di Varese per € 1.725.600; Fondazione Cariplo per  € 1.000.000; Fondazione Gualtiero Marchesi per € 500.000.

Questo per quanto riguarda il passato. Ieri si è tenuta una Commissione congiunta Cultura e Turismo/Lavori pubblici, la cui convocazione era stata richiesta dalle opposizioni, per fare il punto sul presente e sul futuro di Villa Mylius, certamente uno dei temi importanti e complessi oggi sul tavolo.

Quale l’orientamento della nuova amministrazione sul futuro di Villa Mylius? Nel corso della Commissione molti gli interventi, per proporre idee e domande. L’attuale Amministrazione è apparsa interessata a continuare nel percorso di riqualificazione e rilancio della Villa, sia pure con attenzione e con qualche richiesta di cambiamento rispetto al programma.

Una Commissione che ha visto orientamenti diversi tra i commissari, anche tra quelli della stessa maggioranza. Forte la richiesta, da parte dei consiglieri di Varese 2.0, Elena Baratelli e Valerio Crugnola, di scegliere la destinazione di un’Accademia del Paesaggio. Una richiesta legata a timori circa il progetto al centro dell’accordo, i suoi deboli contenuti culturali (la parte musicale), lo scarso rapporto con l’identità della città giardino. Dubbi e perplessità diversi sono giunti anche dal consigliere Mauro Gregori (Gruppo misto) e Francesco Spatola (Pd). Molto critici rispetto al progetto anche i consiglieri di opposizione, il forzista Simone Longhini e il leghista Marco Pinti, dai quali è giunta la richiesta di convocare la Commissione.

Il progetto è stato difeso da un’altra parte della maggioranza, a partire da Stefano Malerba (Lega Civica), che ha rimarcato come dire no al progetto già firmato e cambiare strada potrebbe comportare penali. Non solo: significherebbe, secondo Malerba, la possibilità di perdere una grande occasione per portare in città il grande chef con le sue attività culturali.

A questo punto la commissaria Baratelli ha domandato all’assessore Civati se il Comune abbia pagato penali per il ripensamento circa il niet definitivo al parcheggio della Prima Cappella. “Al momento no”, è stata la risposta dell’assessore.

Presenti in Commissione due assessori alla partita. Per quanto riguarda Andrea Civati, che ha ricordato come la nuova amministrazione abbia inviato alla Regione una lettera per fare ripartire l’iter dell’Adp, missiva a firma congiunta di sindaco Galimberti e vicesindaco Zanzi. In quell’occasione, marzo 2016, veniva da Palazzo Estense la richiesta di arricchire in termini di contenuti l’accordo, tenendo presente anche l’Accademia del Paesaggio caldeggiata da sempre da Daniele Zanzi. Informalmente sentita la Fondazione Marchesi non si sarebbe dichiarata contraria, sempre secondo le parole di Civati. Lo stesso Civati, al termine della trattazione dell’argomento, ha poi rimarcato che “si tratta di vigilare sul progetto, cercando di rivederlo in qualche punto”. Ma Civati ha anche detto – nota certamente positiva – che nella situazione attuale l’accordo non prevede più il parcheggio ipotizzato dentro al parco precedentemente, con interventi anche sulla parte arborea.

In Commissione è intervenuto anche l’assessore a Cultura e Turismo  Roberto Cecchi, che ha sottolineato di “non appartenere a coloro che amano lo sport nazionale in base a cui chi arriva dopo blocca ciò che hanno fatto coloro che lo hanno preceduto, uno sport che blocca il Paese. Preferisco essere prudente”. Per Cecchi occorre mettere in campo “le giuste mediazioni”. Quanto poi al paesaggio, tema centrale a Varese, l’assessore si è mostrato perplesso sul termine Accademia, e più propenso all’espressione Osservatorio sul paesaggio.

Al termine della Commissione, la richiesta di Pinti di esprimere un voto di indirizzo  in Commissione, pronunciandosi su un documento sugli orientamenti attuali circa Villa Mylius. Una richiesta bocciata, in base al ragionamento che si possa continuare a ragionare sul progetto integrando tra loro i diversi punti di vista emersi nel confronto.   -

 

 

 

15 giugno 2017
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Un commento a “Varese, Futuro di Villa Mylius, in Commissione maggioranza ancora divisa

  1. ombretta diaferia il 15 giugno 2017, ore 09:58

    sempre lungimirante il nostro assessore: tanto la vecchia giunta arriverà a rivendicare che il merito è loro quando avrà bisogno di raccimolare nuovamente voti (ops… avevo scordato il 2018!)

    PS= un grazie personale per aver stralciato il parcheggio (ma non era conditio sine qua non di Marchesi?)

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