Varese

Varese, La forzista Calemme alza il tiro su Via del Ceppo (chiusa) al Sacro Monte

Carlotta Calemme

Carlotta Calemme

Il Sacro Monte è sito Unesco, ma ancor prima è parte del patrimonio culturale della nostra città e come tale merita una particolare attenzione, proprio quella che è mancata alla Giunta Galimberti in questo primo anno di mandato: quando si è trattato di rendere a pagamento gli stalli presenti al Sacro monte è stata di una efficienza mirabile, mentre non è stata altrettanta rapida nella soluzione dell’interruzione di Via del Ceppo che, da febbraio ad oggi, ha messo in ginocchio il commercio del borgo, il cui fatturato è crollato del 90%.

Come consigliere di Forza Italia, vista la perdurante, ingiustificata e consueta inerzia di questa Giunta ,oggi me ne sono occupata effettuando un sopralluogo durante il quale ho raccolto le forti lamentele nei confronti della Giunta da parte dei proprietari dei ristoranti Montorfano e Milani.
Erano presenti il coordinatore cittadino di Forza Italia Roberto Leonardi, l’ingegnere Pasquale Iommazzo dell’ordine degli ingegneri di Varese, Mattia Colombo già candidato alle ultime elezioni amministrative nella lista Varese civica.

Dal sopralluogo sono emersi due profili di criticità:uno di metodo e uno di merito. Per quanto riguarda il metodo ,come di consueto, la giunta Galimberti non ha saputo gestire da febbraio ad oggi l’emergenza di Via del Ceppo ignorando completamente le ripetute richieste da parte dei commercianti del borgo lasciati al proprio destino con un evidente danno economico per aver perso un’intera stagione lavorativa.

Nel merito è intervenuto tecnicamente l’ingegner Iommazzo il quale ha potuto constatare il luogo dove è avvenuto il distaccamento del masso e ha sottolineato come sia passato troppo tempo senza un intervento immediato d’urgenza da parte del Comune.Non vi sono,ad oggi, elementi per constatare che il Comune attraverso i suoi tecnici,stia compiendo un monitoraggio della roccia.  Il distacco del masso è ben definito e circoscritto, pertanto da febbraio ad oggi si sarebbe potuta mettere una rete provvisoria di contenimento per un valore complessivo non superiore a 40.000 € di lavoro,quindi  senza ricorrere alla procedura ad evidenza pubblica necessaria per importi superiori.

Allo stesso tempo secondo l’ingegner Iommazzo si sarebbe potuta fare una passerella per poter superare l’ostacolo oltre alla rete di contenimento della parte interessata.

Le competenze tecniche dell’ingegnere,inoltre,hanno potuto evidenziare come il blocco della strada abbia anche dei profili di pericolosità legate a situazioni di emergenza che si possono verificare nei locali del borgo o nelle case dei residenti: è impossibile per un’ambulanza passare,così per altri mezzi di soccorso.

Per non parlare dei profili sociali legati all’impossibilità di accessi al cimitero e alla difficile accessibilità al borgo soprattutto per residenti disabili, anziani e bambini.

La Giunta Galimberti nel programma elettorale aveva proposto un piano di riqualificazione del Sacro Monte entro il 31 dicembre 2016 ma oggi constatiamo la forte difficoltà della stessa Giunta nel gestire e risolvere una semplice interruzione. Di questo passo per voler volare troppo alto si troverà presto a dover fare i conti con la realtà. Conti che molti cittadini stanno già facendo rendendosi conto di quanto sia facile fare proclami in campagna elettorale per raccimolare voti,salvo poi non mantenere le promesse fatte una volta ottenuta la poltrona.

Ci auguriamo che Via del Ceppo possa riaprire quanto prima, soprattutto in vista della bella stagione ,nell’interesse dei residenti,commercianti,dei cittadini e dei turisti.

Carlotta Calemme, consigliere comunale Forza Italia

12 giugno 2017
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6 commenti a “Varese, La forzista Calemme alza il tiro su Via del Ceppo (chiusa) al Sacro Monte

  1. Gerardo il 12 giugno 2017, ore 11:35

    Questo è il risultato quando il pd prende il potere

  2. Bruno Belli il 13 giugno 2017, ore 13:10

    Il problema è che l’attuale giunta varesina pare interessarsi solo delle “grandi opere”, realizzabili o irrealizzabili, (in questo, per la verità, non dissimile dalla precedente), ma sembra ignorare i veri problemi, l’attuazione delle “piccole opere”, che, invece, sono giustamente prioritarie per i cittadini. Non si tratta soltanto di invocare il semplice «decoro» degno di una città che si voglia definire «civile», ma, il più delle volte, di realizzare la semplice «sicurezza» per le persone.

    Quanto tempo è che al Sacro Monte vi sono problemi legati all’accesso? Dal mese di febbraio. Si sarebbe dovuto procedere in modo celere, considerare un intervento prioritario, eccezionale, sia per i residenti, sia per il turismo religioso e, di conseguenza, agire di ufficio (concessione senza dubbio da non rimproverare, in questi casi, data la necessità impellente e la gravità della situazione), senza dovere aspettare di seguire tutto l’iter burocratico per l’assegnazione di un appalto.
    Ad esempio, leggevo proprio ieri che, per questi disagi in atto, alcuni gruppi di fedeli hanno dovuto rimandare le visite al Convento delle Romite, «in data da destinarsi»!
    Che fine ha fatto il progetto di rilancio del Sacro Monte che si sarebbe dovuto realizzare, secondo i programmi elettorali, entro il 31 dicembre 2016?

    Inoltre, se al Sacro Monte vi è questo grave problema, non da meno sono quelli che inficiano il centro cittadino e le altre periferie, soprattutto riguardo a buche e rotture del manto su vari marciapiedi e strade.
    E che dire della sporcizia che “fiorisce” (siamo ancora la «città dei giardini» degna di un «Festival delle ville e dei giardini»? ne dubito), tutte le mattine, in luoghi come via Aldo Moro, via Como, piazza Repubblica, piazza Monte Grappa, ecc.ecc.?
    Hanno pomposamente intitolato uno sparuto manipolo di persone “Squadra antidegrado”, ma il degrado in città monta ogni giorno di più.

    Proprio un bel biglietto da visita per il turismo tante volte invocato dalla Giunta come uno dei punti essenziali del programma di governo, legato alla “cultura”, in questa città, utopica figura degna di uno schizzo visionario di William Blake…

    Sono allibito, sfiduciato, amareggiato…ed anche un po’ incazzato (la parolaccia, questa volta, ci sta!).

    B.B.

  3. Emiliano il 14 giugno 2017, ore 13:16

    Tranquillo Bruno… più sporco c’è, più la gente potrà pulire Varese grazie a iniziative tipo “Spazzatura Chilometrica”, visto che il sindaco un paio di mesi fa’ si è detto entusiasta del modello lanciato da Max Laudadio in alcuni comuni affacciati sul Ceresio (che effettivamente ben funziona laddove viene attuato). Potrebbe essere una soluzione educativa per grandi e per piccini.
    Il problema è che ormai l’inciviltà impera e viene non solo tollerata, ma quasi premiata, e per far funzionare questa formula in una città come Varese ne servirebbero non una, ma quattro edizioni all’anno… ;)

  4. Marco Massa il 14 giugno 2017, ore 13:27

    Sì, il problema del decoro urbano è sotto gli occhi di tutti. Strano che non si faccia nulla di concreto, soprattutto per una giunta che dice di puntare sul turismo a Varese.

  5. Bruno Belli il 14 giugno 2017, ore 19:21

    Iniziative come quella di Max Laudadio e della sua Associazione di cui tu sei un attivo collaboratore, caro Emiliano, sono, in effetti, lodevoli, ed anche educative, soprattutto più per gli adulti che per i bambini, i quali sono aiutati anche da ottime campagne di sensibilizzazione che molti insegnanti intelligenti promuovono nelle scuole.

    Ma, come sai, il lato “catoniano” che c’è in me, mi spinge sempre a ricordare che si pagano le tasse (una parte delle quali è destinata al Comune di residenza) per avere dei servizi. Il fine delle tasse, per l’appunto, è quello che i soldi vengano investiti per i servizi al cittadino. Purtroppo, da tempo, le tasse si sono sempre di più alzate ed i servizi si sono ridotti in modo inversamente proporzionale.

    Quindi, da persona civile, e che paga le tasse,

    CONDANNO vivamente gli sozzoni che sporcano Varese in qualunque modo e che bivaccano come se fossimo in un letamaio,

    RICORDO che, come affermava Cicerone, dovremmo sempre sapere che “res publica” è “res populi”, quindi che ogni strada, marciapiede, panchina, muro, eccetera, è una proprietà di TUTTI NOI e non un “oggetto di nessuno”,

    ma PRETENDO che chi amministri – essendo demandato a tale ufficio “pro tempore” (per un periodo, quindi) – faccia in modo di risolvere quanto prima questi problemi, perseguendo a termine di legge, se colti in flagrante, coloro che incivilmente danneggiano i nostri beni pubblici e mantengano decorosamente almeno il minimo sindacale della pulizia e della manutenzione della città.

  6. Emiliano il 15 giugno 2017, ore 13:14

    Sottoscrivo tutto.
    Ovvio che tirare in ballo il modello di cui parlavo sopra implica invece il fatto che ci si basi interamente sul volontariato… che c’è quando può esserci, e non pretende in cambio alcun compenso.
    Ma nei piccoli comuni, molto spesso, chi amministra è, al tempo stesso, autentica parte “attiva” del proprio territorio, magari impegnato in protezione civile e anti-incendio boschivo… Anche solo pensare che a Varese una cosa di questo tipo possa accadere è, al contrario, un’autentica barzelletta da buontemponi.
    Avevo voglia di scherzare. ;)

    Amen.

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