Varese

Varese, Premiati reclusi per il concorso “Il viaggio che vorrei fare..”. Parole e immagini di libertà

Da sinistra Preite, Mongiello, Mongelli e Molinari (Foto esclusiva Varese Report)

Da sinistra Preite, Mongiello, Mongelli e Molinari (Foto esclusiva Varese Report)

Un profondo senso di solitudine, ma anche di nostalgia verso luoghi e paesi lontani, con l’anelito di riabbracciare presto i propri genitori, la propria donna, i propri figli. Davvero struggenti alcuni dei racconti letti ieri, nella bella cornice del Salone Estense, nell’ambito della premiazione del concorso artistico-letterario  ”Il viaggio che vorrei fare..”, un concorso che ha tagliato la settima edizione e al quale hanno partecipato i reclusi degli Istituti penitenziari della Lombardia.

Un momento commuovente, quando alcuni detenuti hanno letto direttamente i loro testi, oppure si sono affidati alla bella voce dell’attrice Elisa Carnelli dell’Associazione L’Oblò.

Parole, racconti, e immagini realizzate dai reclusi ed esposte fuori dal Salone Estense, proposte alla vista dei presenti con i loro racconti per immagini.

Il pomeriggio dedicato a premiare i partecipanti al concorso è cominciato con le parole di Gianfranco Mongelli, direttore del carcere dei Miogni di Varese, che ha rimarcato come “nonostante ci siano voci politiche che remano contro, il carcere varesino sta lavorando bene e non chiuderà”.  Ha poi preso la parola l’assessore ai Servizi sociali del Comune, Roberto Molinari, che ha sottolineato che “il volontariato resta fondamentale per dare risposte a settori della società, anche a quelli più negletti”. “Questa iniziativa – ha continuato l’assessore – è molto positiva e spero che possa andare avanti nei prossimi anni”.

A questo punto Maria Mongiello, capo dell’Area educativa della casa circondariale di Varese, ha introdotto la parte dedicata al concorso, che è iniziata con la toccante testimonianza di un recluso, Issam, che ha spiegato l’importanza della scrittura dietro alle sbarre. “Scrivere in una cella – ha detto il ragazzo – significa potersi sfogare, esprimersi, collegarsi ai propri famigliari. Si può evadere con la mente”.

Gli educatori Sergio Preite (Enaip) e Paolo Cassani (Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione) ha presentato i vincitori sia del concorso letterario che di quello artistico, dando la parola ai reclusi presenti fisicamente oppure affidando i premi a chi li rappresentava. Coinvolti nella bella iniziativa, in qualità di giuria popolare, anche alcuni alunni del Liceo Sacro Monte di Varese.  E ci piace ricordare uno dei premi intitolati a Bruna Brambilla.

Nel corso del pomeriggio sono intervenuti anche lo scrittore Mauro Garofalo e il cantautore milanese Dilpao. Buffet finale a cura degli allievi dell’Enaip Lombardia.

8 giugno 2017
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