Varese

Varese, Zona Stazioni, il progetto con i piedi per terra della giunta Galimberti

Un momento della conferenza stampa

Un momento della conferenza stampa

C’era una volta l’unificazione delle stazioni. Così si è chiamato per anni a Varese il progetto relativo alla risistemazione della zona stazioni, tra le più degradate. Oggi tutto si è ridimensionato, dimostra di avere i piedi per terra, pur restando di importanza decisiva: insieme alla riqualificazione della Caserma Garibaldi, il progetto stazioni costituisce il principale banco di prova per la giunta di Davide Galimberti e la possibilità di andare oltre il primo mandato.

A ridosso dell’arrivo dei 18 milioni resi disponibili dal governo con il Bando periferie, come confermato negli ultimi giorni, nel pomeriggio sindaco e giunta si sono presentati ai giornalisti in Salone Estense per riaprire ancora una volta il discorso sulle stazioni. E’ stato il progetto preliminare ad essere proposto oggi, un progetto complessivo frutto di un lavoro portato avanti dal Comune in contatto con Rfi e con la collaborazione di tutti gli assessorati. Nuova strategia comunicativa? E’ arrivato il Grande comunicatore?

Le risorse, come intanto rimarca il sindaco Galimberti, “sono state previste dalla Legge di stabilità e da un recente decreto del governo. Il finanziamento dunque c’è – continua il sindaco – e presto saremo chiamati a Roma per firmare una convenzione. E da quel momento, entro un anno cominceranno i lavori, che dureranno complessivamente un paio d’anni”. Senza mezzi termini, Galimberti afferma: “è il più importante intervento pubblico nella città di Varese degli ultimi 30 anni, e cambierà la fisionomia della città in un comparto strategico”.

Un progetto, quello illustrato oggi dall’assessore Andrea Civati alla presenza dei suoi colleghi assessori, che ha lasciato alle spalle i grandi sogni: sembra appartenere ad un’altra era l’antica “piastra” che avrebbe dovuto collegare le stazioni, così come è definituvamente alle spalle il primo progetto tutto scale e passerelle. Tutto si è semplificato e appare più terra a terra, una concretezza che non può che deporre a favore del progetto presentato oggi in Comune.

Tra i punti fondamentali un’estesa pedonalizzazione della zona, in larga parte ottenuta grazie al rendere le due piazze delle stazioni off limits per gli autoveicoli.

Rafforzato poi il collegamento con il resto della città, a dire il vero più con la città che sta alle spalle della stazione dello Stato, Ospedale del Ponte e Giubiano tanto per capirci, piuttosto che davanti: l’attraversamento principale che collega l’area stazioni con la zona di via Morosini è garantita dall’attraversamento semaforico già esistente che collega l’ex Chalet Martinelli con l’ingresso di via Morosini.

Sarà trasformato piazzale Kennedy, quell’area che originariamente avrebbe dovuto “unificare” le due stazioni. Civati parla di “hub di interscambio”: ci sarà un’area coperta, sotto cui si svolgeranno varie attività, da concerti fino a piccole vendite alimentari. Dall’altra parte del piazzale sarà realizzato un Centro diurno per anziani, in cui, interviene l’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari, “sarà trasferito il 90% del Centro di via Maspero”. “Sarà una struttura con ampi spazi, tutta orizzontale, che eviterà agli anziani di dovere affrontare la salita per arrivare al centro di via Maspero”, sottolinea Molinari. Davanti al centro diurno un parcheggio con 160 posti auto.

Soprattutto sparirà il mercato di piazzale Kennedy, che sarà trasferito in piazza Repubblica. Una questione ancora da definire. Ma come assicura l’assessore alle Attività Produttive, Ivana Perusin, “abbiamo già trattato il tema con i commercianti”. E comunque il mercato dovrà passare dalle forche caudine della scadenza delle concessioni nel 2018. “Un’occasione per riqualificare il mercato”, spiega la Perusin.

Un tema ancora da definire adeguatamente, quello della sicurezza. Un tema che assumerà confini diversi da quelli attuali, più impegnativi, quando la stazione di Varese diventerà un passaggio nella ferrovia internazionale Varese-Lugano.  Non solo: corridoi e percorsi attorno alle stazioni, sottopassi e gallerie, saranno aperti anche quando le stazioni saranno chiuse. Prende la parola direttamente il sindaco Galimberti per spiegare che “il tema andrà trattato con le Forze dell’ordine, e si potrebbe pensare anche a strumenti nuovi come i tornelli”.  Il vicesindaco Daniele Zanzi interviene per ricordare che nel progetto è prevista anche una significativa presenza di verde, diffuso nell’area secondo un disegno coerente e di buon impatto estetico.

Chiude Galimberti, che rimarca come a 11 mesi dall’entrata a Palazzo “presentiamo un progetto coerente, razionale, fattibile e con risorse certe, un grandissimo risultato. A conferma che siamo un’amministrazione pragmatica, che guarda ai fatti concreti”.  Appuntamento a Palazzo Estense, il 6 giugno, alle ore 18.30, quando il progetto sarà presentato a tutti i cittadini interessati.

 

 

 

 

 

 

31 maggio 2017
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Un commento a “Varese, Zona Stazioni, il progetto con i piedi per terra della giunta Galimberti

  1. vittore melina il 3 giugno 2017, ore 18:56

    continuo a non capire una cosa, si prende molto spazio per fare una stazione autobus e si eliminano parcheggi per le macchine. I pendolari perdendo questi parcheggi dove devono andare? Poi mi chiedo, non è possibile mettere delle pensiline e delle panchine dove gia adesso c’è la partenza dei bus senza RUBARE parcheggi preziosi? Ed un’altra cosa, i sensi di marcia nella zono sono quanto di più cervellottico ci sia ,perchè non studiare qualcosa di nuovo?

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